Il panorama industriale e scientifico italiano compie un passo decisivo verso il consolidamento della propria sovranità tecnologica nel settore delle tecnologie orbitali e della sicurezza nazionale. Nella giornata del 12 giugno 2026, presso la prestigiosa cornice di Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, è stato celebrato il nuovo assetto societario derivante dalla fusione per incorporazione di Global Aerospace Technologies Group (Gatg) in Officina Stellare. Questa fondamentale operazione finanziaria e industriale dà ufficialmente vita a un nuovo gruppo di riferimento nel mercato dell’aerospazio e difesa, quotato sul listino Euronext Growth Milan. L’integrazione unisce in un unico disegno strategico eccellenze complementari del comparto hi-tech, configurandosi non solo come una transazione societaria, ma come la nascita di un vero e proprio polo d’avanguardia per la Space Economy italiana. Con il perfezionamento dell’accordo, la società di investimento Global Aerospace Technologies Investments, controllata indirettamente dal fondo Investindustrial Growth III SCSp e gestita in modo indipendente, assume una partecipazione complessiva pari a circa il 59,4% del capitale sociale di Officina Stellare, tracciando la rotta verso futuri piani di espansione globale.
L’integrazione strategica tra ottica spaziale ed elettronica avanzata
La nascita di questo nuovo soggetto industriale risponde alla necessità scientifica e commerciale di creare sinergie concrete in ambiti ingegneristici ad altissimo valore aggiunto. L’operazione ha permesso l’integrazione di due realtà specializzate in segmenti industriali cruciali e tra loro perfettamente complementari. Da un lato figura Officina Stellare, azienda leader nello sviluppo e nella produzione di soluzioni tecnologiche d’avanguardia per il comparto dello spazio profondo, ampiamente riconosciuta per le sue competenze d’eccellenza nell’ottica spaziale e nell’ingegneria dei sistemi di puntamento ed esplorazione orbitale.
Dall’altro lato si colloca Global Aerospace Technologies Group, una holding industriale che porta in dote il controllo di Logic, gruppo focalizzato sulla progettazione e produzione di sistemi elettronici ed elettromeccanici avanzati destinati alle industrie aeronautiche e della difesa, e di Sitep Italia, una realtà di spicco nello sviluppo di sistemi elettronici avanzati per la difesa navale. Mettendo a sistema queste specifiche competenze, il gruppo facente capo a Officina Stellare diventa un operatore italiano di riferimento nei comparti strategici, ampliando il proprio posizionamento competitivo grazie all’accesso a mercati complementari e alla fusione di tecnologie fortemente distintive, che spaziano dalla microscopia astrofisica ai sistemi di difesa marina.
Le voci dei protagonisti e l’impatto sulla Space Economy italiana
L’importanza geopolitica e industriale dell’unione è stata rimarcata con forza dai vertici aziendali e istituzionali durante la cerimonia della campanella a Milano. Per commentare la valenza di questo progetto di sistema, Andrea Bonomi, presidente dell’Industrial Advisory Board di Investindustrial, ha dichiarato: “La fusione riunisce due realtà altamente specializzate e leader nei rispettivi settori, dando vita a una piattaforma più solida e competitiva in un comparto di rilevanza strategica nazionale“.
A fargli eco è stato Giovanni Dal Lago, presidente esecutivo di Officina Stellare, che ha evidenziato come le nuove dimensioni rappresentino un fattore competitivo cruciale nello scenario internazionale contemporaneo: “Questa operazione rappresenta per la nostra realtà un chiaro segno di crescita non solo in termini dimensionali, ma anche di rilevanza nei settori dell’aerospazio e della difesa. In un mercato che richiede capacità di essere versatili e di interagire con ecosistemi tecnologici complessi, Officina Stellare rappresenta, infatti, una realtà strutturata e solida, con specializzazioni che vanno dall’ottica spaziale alla sensoristica avanzata“.
Il percorso operativo che si apre da oggi è stato poi sintetizzato da Alessandro Franzoni, CEO di Officina Stellare, il quale ha spiegato che “L’integrazione tra Officina Stellare e Global Aerospace Technologies Group segna l’avvio di una fase in cui competenze industriali e tecnologiche vengono messe a sistema in modo concreto“. Anche le istituzioni finanziarie guardano con estremo favore a questo consolidamento industriale, come confermato dalle parole di Barbara Lunghi, responsabile dei mercati primari azionari di Borsa Italiana – Gruppo Euronext, che ha commentato: “Con questa operazione di fusione per incorporazione Officina Stellare e Gatg, due eccellenze dell’aerospazio, della difesa e della Space Economy, consolidano una posizione di rilievo in un settore dinamico e strategico per il Paese“.
Sicurezza delle filiere e la prospettiva del translisting su Euronext Milan
In un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni negli equilibri geopolitici e scientifici, la solidità delle catene di approvvigionamento tecnologico rappresenta un fattore di stabilità e di progresso per l’intero sistema Paese. Il supporto finanziario e strategico di un partner globale come Investindustrial serve proprio ad accelerare questi processi di crescita strutturale e istituzionale. A margine delle celebrazioni a Piazza Affari, Andrea Bonomi ha voluto approfondire le ragioni profonde che hanno spinto il fondo a puntare su questa operazione di ampio respiro, affermando: “Perché investire in Officina Stellare? Perché il futuro di un’industria viene da questo tipo di aziende, che hanno bisogno di un partner come noi per fare il salto di qualità. L’idea è quello di farlo diventare un campione nazionale in un settore strategico“. Bonomi ha poi aggiunto una riflessione di natura macroeconomica sulla necessità di proteggere il know-how scientifico: “L’Italia ha bisogno di crescita e dal punto di vista strategico questo è allineato con gli interessi del Paese, perché il Paese vuole sicurezza della sua filiera e vuole tecnologia per il futuro“.
Per sostenere questa ambiziosa traiettoria di sviluppo e raccogliere i capitali necessari a competere con i giganti esteri, il gruppo non intende fermarsi alla sua attuale quotazione. La dirigenza ha infatti confermato che, subordinatamente a condizioni di mercato favorevoli e al verificarsi dei presupposti previsti dalla normativa applicabile, si sta valutando l’opportunità di procedere al translisting verso il mercato regolamentato Euronext Milan, un passaggio che garantirebbe una visibilità istituzionale e una liquidità ancora maggiori per supportare i futuri piani di espansione.
Il modello globale dei mercati finanziari al servizio della scienza
L’evoluzione delle aziende spaziali private dimostra che l’accesso ai mercati regolamentati rappresenta ormai uno strumento indispensabile per finanziare la ricerca pura e lo sviluppo di nuove frontiere tecnologiche. La finanza non è più vissuta come un mero elemento speculativo, ma come il motore fondamentale che permette alle idee visionarie degli scienziati e degli ingegneri di trasformarsi in infrastrutture orbitanti e sistemi di sicurezza avanzati. Citando i grandi cambiamenti in atto oltreoceano come termine di paragone per la traiettoria italiana, Andrea Bonomi ha concluso il suo intervento tracciando una linea di continuità tra l’ecosistema finanziario globale e il percorso intrapreso dal nuovo polo italiano: “La quotazione di SpaceX in America fa vedere, in maniera più piccola come stiamo facendo noi, ma fa vedere che c’è un cambiamento. Le aziende devono guardare al futuro, se guardi al futuro la Borsa è utile, ti dà i capitali, ma tu devi continuare a investire e a cercare di raggiungere i tuoi obiettivi e vedo anche quello in positivo“.
La sfida lanciata da questo nuovo gruppo industriale si giocherà proprio sulla capacità di mantenere un tasso di investimento costante nell’innovazione tecnologica, coniugando la precisione millimetrica dell’ottica astronomica con la solidità di una holding strutturata, pronta a ridefinire il ruolo dell’Italia nella nuova corsa commerciale allo spazio.
