L’ondata di caldo prosegue, Arpae: in Emilia-Romagna valori di temperatura record

La situazione attuale mostra anomalie estreme per il periodo dell'anno in corso

L’Emilia-Romagna si trova nel pieno di un’ondata di caldo che sta mettendo a dura prova l’intero territorio regionale da ormai diversi giorni. Il Sole picchia senza sosta sulle città e sulle campagne, determinando una situazione di blocco atmosferico destinata ad aggravarsi nel corso del fine settimana. L’aria rovente subtropicale continuerà a surriscaldare i centri urbani e le aree pianeggianti, impedendo alle temperature di scendere anche durante le ore notturne.

Temperature eccezionali e il confronto storico con il 2003

La situazione attuale mostra anomalie estreme per il periodo dell’anno in corso. In un recente e dettagliato approfondimento, gli esperti di Arpae Emilia-Romagna hanno spiegato che “l’ondata di calore eccezionale iniziata il 17 giugno 2026 continuerà anche durante questa settimana raggiungendo l’apice fra sabato 27 e martedì 30 giugno. Fino a venerdì 26 le temperature si manterranno su valori prossimi a quelli registrati negli ultimi giorni, ovvero con temperature massime intorno ai 37-38°C nelle zone di pianura centrale e occidentale, leggermente più basse nelle pianure orientali, temperature minime intorno ai 21-22°C in aperta campagna e mai sotto i 25°C nelle città“. Nel fine settimana si attende un ulteriore picco, con il termometro che potrebbe spingersi fino a +39°C in tutta la pianura.

I dati rilevati sul territorio evidenziano valori che superano persino le medie tipiche dei mesi centrali dell’estate. Normalmente, alla fine di giugno, le massime si attestano intorno ai +29/+30°C e le minime sui +17/+18°C. La nota emessa da Arpae Emilia-Romagna mette in luce la straordinarietà dell’evento: “Il valore di temperatura medio regionale, usato come indicatore generale dell’anomalia termica in atto, dal 19 giugno scorso risulta superiore ai precedenti record storici giornalieri e la previsione mostra che potrebbe mantenersi tale fino al 1° luglio“. Se questa tendenza verrà confermata, l’evento diventerà il più lungo e severo mai registrato, superando la storica estate del 2003 con 13 giorni consecutivi di temperature sopra i massimi storici, rispetto ai 9 giorni registrati in quell’anno.

L’emergenza idrica e la secca del Po

Le ripercussioni sul territorio sono molteplici e toccano da vicino l’approvvigionamento idrico e la stabilità ambientale. La portata del fiume Po sta calando in modo drastico, compromettendo l’equilibrio idrologico del bacino. Secondo i dati diffusi da Arpae Emilia-Romagna, “nella stazione di Pontelagoscuro (FE) il valore medio mensile della portata di giugno (dato parziale al 23 giugno) risulta decisamente inferiore alla media di lungo periodo (1923-2024) con valore dello scarto percentuale pari a -67%; in particolare il 23 giugno si è osservata una portata pari a circa 300 metri cubi al secondo, con effetti in termini di intrusione salina nel delta del fiume Po“. Questo fenomeno favorisce la risalita dell’acqua di mare, minacciando le coltivazioni della zona e costringendo le autorità a monitorare costantemente i prelievi e la severità idrica complessiva.