Una brusca virata meteorologica ha investito nelle scorse ore il Trentino-Alto Adige, con forti temporali, un sensibile calo delle temperature e neve in quota che ha riportato scenari quasi invernali sulle Alpi. La perturbazione, transitata rapidamente sulla regione, ha avuto effetti marcati soprattutto sulle vallate e sui passi alpini. Secondo le rilevazioni, il fronte freddo si è fatto sentire in modo particolare in Valsugana, dove la colonnina di mercurio è crollata fino a +11°C in poche ore, accompagnata da forti raffiche di vento che hanno amplificato la sensazione di instabilità atmosferica. Un quadro simile anche in Val di Fassa, dove il repentino abbassamento delle temperature ha riportato la neve fino a quote relativamente basse per il periodo.
Particolarmente significativo l’episodio di Passo Sella, dove la neve è tornata a imbiancare la carreggiata sorprendendo alcuni automobilisti, in diversi casi costretti a richiedere l’intervento dei vigili del fuoco. La perturbazione ha lasciato tracce evidenti anche oltre i 2000 metri, con scenari invernali sul Passo dello Stelvio e al Passo Pordoi, entrambi imbiancati in pieno giugno.
Il fenomeno è stato inquadrato dal meteorologo provinciale altoatesino Dieter Peterlin come una tipica “Schafskälte”, il cosiddetto “freddo delle pecore”, un’irruzione di aria fredda che può portare nevicate fino a quote relativamente basse, in questo caso attorno ai 1800 metri. Lo stesso esperto prevede però un’evoluzione rapida: già tra oggi e domani le temperature torneranno a salire, con massime fino a +26°C, segnando una prima ripresa del quadro estivo. Le temperature minime registrate questa mattina risultano decisamente fresche per il periodo estivo: +9°C a Bolzano, mentre valori quasi invernali sono stati rilevati a +2°C a Predoi e a Sesto Pusteria.
Sul fronte delle precipitazioni, dalla serata di domenica si registrano accumuli importanti nella parte orientale della provincia altoatesina, con punte superiori ai 100 mm in diverse aree. Il valore più elevato è stato rilevato a San Pietro in Funes, dove si sono raggiunti 159 mm di pioggia, secondo quanto riferito dal meteorologo Dieter Peterlin.
L’ondata di maltempo ha avuto effetti significativi anche sui livelli idrometrici: i principali fiumi hanno quasi raddoppiato la loro portata nel giro di 48 ore. L’Adige è salito da 253 a 522 cm tra il 9 giugno e la notte scorsa. A Bolzano, l’Isarco è passato da 192 a 388 cm nello stesso intervallo, mentre il torrente Talvera è cresciuto da 48 a 118 cm. Nelle ultime ore si osserva tuttavia un lento ma progressivo calo dei livelli idrici.
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