Un episodio di severo maltempo ha colpito il settore di Les Granges Raguin, ai piedi del Mont d’Or in Francia, dove una violenta grandinata ha letteralmente trasformato il paesaggio in pochi minuti, lasciando accumuli impressionanti di ghiaccio al suolo. L’evento è ‘figlio’ dei violenti temporali che nel tardo pomeriggio-sera di domenica 28 hanno attraversato il nord-est della Francia, al termine di una fase di caldo eccezionale.
Il contrasto tra l’aria molto calda nei bassi strati e l’arrivo di aria più fredda in quota ha innescato celle temporalesche particolarmente violente, capaci di produrre grandine di grosse dimensioni, raffiche di vento oltre i 100km/h e precipitazioni intense. Nel Doubs e nel vicino Giura era già stata diramata un’allerta per forti temporali, con condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni severi. Proprio in questo contesto si è sviluppato il nucleo più intenso, che ha colpito l’area del Mont d’Or.

Le immagini provenienti dalla zona mostrano scenari spettacolari e al tempo stesso drammatici: il suolo completamente imbiancato e notevoli accumuli di grandine tra case e strade adiacenti. In alcuni punti lo spessore ha raggiunto diverse decine di centimetri, un fenomeno tipico di celle temporalesche semi stazionarie, capaci di scaricare grandi quantità di ghiaccio sempre sulla stessa zona. I chicchi di grandine hanno raggiunto dimensioni di diversi centimetri di diametro, in linea con le previsioni che indicavano possibili grandinate superiori ai 3-4 cm. Oltre alle conseguenze decisamente visibili, l’impatto termico è stato rilevante, essendosi verificato un abbassamento repentino della temperatura fino a circa +10°C.
Questa brusca diminuzione è dovuta sia alla fusione della grandine, che sottrae calore all’ambiente circostante, sia all’afflusso di aria più fredda associata alle correnti discendenti del temporale. Alla radice del fenomeno c’è stata una spiccata instabilità atmosferica, causata dallo scorrimento di una goccia fredda in quota su una massa d’aria rovente e carica d’umidità. Un mix che rappresenta uno degli scenari più favorevoli allo sviluppo di fenomeni estremi, tra cui violente grandinate, downburst e fulmini.
Inoltre, sui rilievi come il Mont d’Or, il sollevamento orografico e le convergenze nei bassi strati tendono a stabilizzare le celle temporalesche, incrementando gli accumuli pluviometrici e intensificando l’impatto al suolo. Un episodio che conferma ancora una volta come il passaggio da condizioni di caldo eccezionale a fasi instabili possa generare fenomeni meteo particolarmente severi, soprattutto nelle regioni interne e montuose dell’Europa occidentale.
