A oltre 70 giorni dal crollo del ponte sul fiume Trigno, avvenuto il 2 aprile, e dalla scomparsa di Domenico Racanati, la Procura della Repubblica di Larino conferma che le ricerche non sono concluse. Lo ha riferito la procuratrice capo Elvira Antonelli, spiegando che “allo stato continuano le ricerche” e che gli uffici stanno “contemperando le esigenze istruttorie con quelle pratiche”. Nessuna indicazione, al momento, sui tempi di eventuale dissequestro del viadotto crollato il 2 aprile scorso durante l’ondata di maltempo che ha colpito il Molise e il vicino Abruzzo. Del pescatore 53enne di Bisceglie e della sua autovettura non è stata trovata traccia, nonostante settimane di ricerche effettuate da Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e sommozzatori tra il fiume, la foce del Trigno e il mare Adriatico.
Nei giorni successivi alla tragedia sono stati recuperati la targa e parte del paraurti del veicolo, rinvenuti tra un pilone del ponte e la vegetazione sottostante. Anche una successiva fase di accertamenti con metal detector e strumentazioni specializzate nei fondali della foce si è conclusa senza esito. La Procura di Larino indaga per crollo colposo e omicidio colposo. Il ponte resta sotto sequestro giudiziario e gli accertamenti sulle cause del collasso procedono parallelamente alle attività di ricerca del disperso. La famiglia Racanati, nelle scorse settimane, ha più volte chiesto che le operazioni non venissero interrotte, sostenendo l’ipotesi che l’auto possa trovarsi sotto la campata crollata.
