Marea rossa in Grecia, Salonicco invasa dal fitoplancton: il Golfo Termaico cambia colore tra odori nauseabondi e disagi | FOTO

Alla base della proliferazione si trova il fenomeno dell’eutrofizzazione, un processo favorito dall’eccesso di nutrienti come azoto e fosforo trasportati dai fiumi e provenienti da attività agricole, industriali e urbane

Il Golfo Termaico, in Grecia, si è tramutato in un panorama tanto suggestivo quanto perturbante. Una vasta fioritura di fitoplancton, il noto fenomeno della ‘marea rossa‘, ha ormai invaso gran parte del lungomare di Salonicco, offrendo immagini sorprendenti ma accompagnate da odori sgradevoli e disagi. Le riprese effettuate con il drone mostrano una distesa compatta di colore marrone-giallastro che si estende quasi senza interruzioni dal porto fino alla Torre Bianca e oltre in direzione est. Si tratta di enormi quantità di fitoplancton e materiale organico che galleggiano in superficie, sospinti verso la costa dai venti meridionali e da correnti deboli. In alcuni tratti, lo strato appare spesso diversi metri, creando una vera e propria ‘fascia maleodorante‘ lungo la costa.

Mucillagine Salonicco

Il fenomeno non è nuovo per il Golfo Termaico, ma le condizioni di questi giorni ne hanno accentuato l’intensità. Alla base c’è l’eutrofizzazione: un eccesso di nutrienti, come azoto e fosforo, trasportati dai principali fiumi della regione e derivanti da scarichi urbani, attività industriali e fertilizzanti agricoli. In un bacino relativamente chiuso e poco ventilato, questo carico favorisce la crescita fuori scala di organismi microscopici fotosintetici, come i dinoflagellati.

Le temperature elevate, il forte soleggiamento e l’assenza di venti, in particolare del Vardaris, hanno creato le condizioni ideali per questa proliferazione. Parte del materiale è costituito da fitoplancton vivo, che produce sostanze mucillaginose, ma una parte significativa è già in decomposizione: un processo che consuma ossigeno e contribuisce al forte odore nauseabondo avvertita lungo la costa.

Dal punto di vista sanitario, gli esperti rassicurano: nel Golfo Termaico non risultano specie dominanti note per la produzione di potenti neurotossine come quelle osservate in altre aree del pianeta. Tuttavia, la presenza di una biomassa così elevata può causare condizioni di scarsa ossigenazione delle acque, con possibili effetti sulla fauna marina. Inoltre, la balneazione in queste condizioni è sconsigliata per il rischio di irritazioni e per la scarsa qualità microbiologica dell’acqua.

Le conseguenze non sono solo ambientali. L’impatto visivo e l’odore stanno incidendo negativamente anche sul turismo e sulle attività, mentre il settore della pesca potrebbe risentire del calo della domanda, soprattutto per i molluschi.