“Trovo molto positiva la scelta di proporre agli studenti una riflessione sul terremoto del Friuli del 1976″. Lo ha detto all’Adnkronos Fabio Florindo, Presidente dell’INGV, l’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, commentando il problema della prova di matematica della Maturità che contiene un quesito sulle due scosse di terremoto che colpirono la zona nord di Udine nel maggio e settembre del 1976. Quest’anno, ha aggiunto, ricorrono i cinquant’anni da “uno degli eventi sismici più importanti della storia recente del nostro Paese, non solo per le sue conseguenze drammatiche, ma anche per l’eredità che ha lasciato all’Italia”.
Per il Presidente dell’INGV, la scelta del Ministero ha “un importante valore educativo perché aiuta i ragazzi a collegare la memoria di un evento storico ai temi, oggi più che mai attuali, della sicurezza, della prevenzione e della responsabilità collettiva”. Una consapevolezza che va al di là del quesito matematico. “Da quella tragedia nacque una nuova consapevolezza del rischio sismico e prese forma un modello di gestione dell’emergenza e della ricostruzione che avrebbe poi contribuito alla nascita e allo sviluppo della moderna Protezione Civile”, ha ricordato Florindo, sottolineando che l’Italia “è un Paese sismico e dobbiamo convivere con questa realtà, sapendo che non possiamo impedire i terremoti, ma possiamo ridurne significativamente gli effetti attraverso edifici più sicuri, una maggiore consapevolezza dei cittadini e una costante attenzione al rischio”, ha concluso.
