Dopo giorni con temperature eccezionali, con record storici in Francia e nel Regno Unito, gli ultimi aggiornamenti del modello europeo ECMWF indicano che l’assetto barico sull’Europa sta finalmente cambiando volto. All’inizi del mese di luglio, infatti, il jet stream dovrebbe assumere una ‘piega’ più zonale, favorendo l’ingresso di aria marittima e una graduale attenuazione del caldo estremo su Francia e sud del Regno Unito, pur mantenendo condizioni ancora più che miti.
Le mappe ECMWF a medio termine evidenziano anomalie di altezza a 500 hPa sempre meno ‘ondulate’ sul settore nord Atlantico, con il promontorio subtropicale che si ritira verso l’oceano e campi di pressione più neutri o leggermente negativi sull’Europa settentrionale. In buona sostanza, il flusso zonale della corrente a getto andrebbe ad estendersi nuovamente dal Canada verso l’Europa, superando l’assetto a onde di Rossby che aveva favorito la bolla anticiclonica su Spagna, Francia, nord Italia e sud della Gran Bretagna.

I modelli previsionali mantengono una fisiologica variabilità sulla posizione esatta del getto polare e sulla sincronizzazione (phasing) delle onde, ma il quadro è inequivocabile: flusso occidentale più regolare e saccature atlantiche più frequenti in arrivo verso le Isole Britanniche e la Francia settentrionale. Questo si traduce, al suolo, in un aumento della nuvolosità, ventilazione e fronti perturbati che pongono fine alla lunga fase di stabilità anticiclonica dei giorni scorsi.
L’Europa è nella morsa di un’ondata di calore senza precedenti che sta riscrivendo la storia climatica del vecchio continente. La Francia ha appena registrato la giornata più bollente della sua storia, mentre il Regno Unito ha superato i suoi record di temperatura per il mese di giugno. Valori superiori ai +40°C hanno colpito vaste aree del territorio franco-spagnolo, accompagnate da minime notturne eccezionalmente alte, provocando gravi ripercussioni anche sulla salute pubblica.
Bisogna aggiungere che il modello europeo ECMWF aveva già inquadrato l’evoluzione del fenomeno con notevole anticipo (18-19 giugno), stimandone con esattezza la persistenza e le zone della Francia maggiormente a rischio. Le mappe EFI per la temperatura a 2 metri, infatti, avevano previsto con largo anticipo l’eccezionale intensità dell’ondata di caldo, confermando l’importanza cruciale delle previsioni probabilistiche per prevenire i fenomeni più estremi.
Con una circolazione più zonale, quindi, le correnti atlantiche inizieranno a smantellare i bordi della cupola anticiclonica sull’Europa occidentale: le temperature massime tenderanno a diminuire, riallineandosi progressivamente alle medie stagionali lungo le coste di Francia e Regno Unito. Il caldo non cesserà bruscamente, ma si attenuerà nei suoi picchi, lasciando spazio a un tempo più instabile legato al transito delle perturbazioni.
Leggermente diverso il quadro più a est e a sud del vecchio Continente: tra Italia, Balcani ed Europa orientale le anomalie di temperatura a 850 hPa resteranno su valori positivi, almeno inizialmente, ma il probabile passaggio di fronti instabili seguiti da aria più fresca potrebbero riportare le temperature in linea con le medie stagionali, anche leggermente al di sotto sull’Italia centro-settentrionale, oltre ad episodi di severo maltempo. Il cambio di regime appare quindi come una redistribuzione del caldo, con l’asse delle anomalie che si sposterebbe gradualmente verso Mediterraneo orientale e le regioni danubiane.
