L’ondata di calore che sta arroventando l’Europa centro-occidentale continua a riscrivere record di temperatura in Francia. “La Francia ha appena vissuto la notte più calda da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1947. Nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 giugno, l’indicatore termico nazionale (media di 30 stazioni distribuite nel Paese) ha raggiunto +21,6°C. Questo fa seguito al pomeriggio più caldo mai registrato a livello nazionale (+37,8°C)”, segnala Météo-France, il servizio meteorologico francese. Il precedente record per la notte più calda era di +21,4°C, stabilito il 25 luglio 2019. Il precedente record per la temperatura massima media nel Paese risaliva alla storica ondata di calore del 2003, con una temperatura di +37,7°C il 5 agosto. Oggi 54 dipartimenti sono sotto allerta rossa per ondata di calore: “anche questo è un dato senza precedenti”, sottolinea l’ente, mentre altri 35 dipartimenti sotto allerta arancione.
“Temperature tra i +20 e i +26°C in gran parte del Paese questa mattina, compreso il Nord-Ovest”, evidenzia ancora Météo-France. La temperatura massima registrata durante la notte è stata di +28,7°C a Pouzauges (Vendea, ovest). In altre località, sono stati battuti diversi record assoluti di temperatura minima: +26,9°C a Cholet (Maine-et-Loire), +26,2°C a Poitiers (Vienne) e Limoges (Haute-Vienne), +26°C a Rennes (Ille-et-Vilaine), +25,7°C a Le Havre (Seine-Maritime), +24,6°C a Bourges (Cher) e +24°C a Tours (Indre-et-Loire).
40 morti per annegamento dal 18 giugno
Sono 40 le persone morte in Francia per annegamento dal 18 giugno: è quanto riferito dal Premier francese Sébastien Lecornu, dopo che in tanti hanno cercato refrigerio in acque vietate alla balneazione come laghi, fiumi e canali non sorvegliati. Secondo Lecornu, l’ondata di caldo che attraversa in questi giorni la Francia – la cosiddetta ‘canicule’ – ha causato 40 morti per annegamento dal 18 giugno, ”essenzialmente giovani”. Il capo del governo, che presiede oggi un nuovo vertice interministeriale di crisi con 18 Ministri, ha deplorato il “triste flagello” degli annegamenti. Dinanzi all’afa di questi giorni, tanti francesi sentono il bisogno di rinfrescarsi anche in acque non autorizzate con pericolo di morte.
L’impatto del caldo sull’economia francese
L’ondata di calore in Francia sta avendo un impatto sull’economia del Paese, che sta “rallentando“. Lo ha dichiarato a Bfmtv/Rmc Patrick Martin, Presidente del Medef, Movimento delle imprese francesi, la più grande federazione dei datori di lavoro. “La Francia sta rallentando. Gli imprenditori stanno implementando le raccomandazioni per proteggere il più possibile i propri dipendenti. Inevitabilmente, questo sta causando interruzioni dell’attività lavorativa e, caso per caso, una riduzione dell’attività”, ha affermato il dirigente. Alcuni settori, al contrario, stanno “surriscaldandosi“, ha precisato Patrick Martin, citando, ad esempio, “tutto ciò che riguarda bevande e gelati”, ma si tratta di “una minoranza molto ristretta”, ha indicato.
Stop alla centrale nucleare di Golfech
Come altra conseguenza del gran caldo, una centrale nucleare è stata chiusa ieri sera a causa di “vincoli ambientali” legati all’ondata di calore. Lo ha annunciato un portavoce dell’impianto. La centrale di Golfech (nel sud-ovest della Francia) ha due reattori ad acqua pressurizzata da 1,3 GW e utilizza l’acqua del fiume Garonna per raffreddare i reattori. Un reattore è stato spento alle 23:45 di lunedì in previsione di un aumento della temperatura dell’acqua della Garonna fino a 28°C oggi. Poiché il primo reattore era inattivo per manutenzione da maggio, l’impianto è di fatto chiuso.
Un decreto del 2006 stabilisce che la temperatura del fiume non deve superare i 28°C dopo gli scarichi della centrale, al fine di proteggere la fauna e la vegetazione. I 57 reattori nucleari francesi devono essere costantemente raffreddati, da qui la loro posizione vicino al mare o a un fiume. In caso di ondate di calore estreme, l’innalzamento della temperatura dei fiumi potrebbe costringere l’operatore energetico nazionale EDF a ridurre o addirittura interrompere la produzione per evitare un ulteriore riscaldamento dei corsi d’acqua. Le interruzioni o le restrizioni per motivi ambientali hanno un impatto limitato sulla produzione nucleare di EDF, con una diminuzione annua stimata dello 0,3%. Tuttavia, nel contesto dei cambiamenti climatici e in assenza di misure di adattamento, tale diminuzione potrebbe raggiungere una media dell’1,4% entro il 2035 e poi dell’1,5% entro il 2050. Le ondate di calore estreme che stanno colpendo la Francia hanno inoltre indotto EDF a valutare tagli alla produzione in altre centrali, come quella di Bugey, nel sud-est.
Attivato il Piano Orsan 2
Lecornu ha annunciato oggi l’attivazione del “Piano Orsan 2“, “di fronte alla forte sollecitazione dei servizi d’emergenza e delle ambulanze di fronte all’ondata di caldo”. “Il dispositivo Orsan – ha scritto Lecornu su X – rappresenta il quadro di preparazione e risposta operativa del sistema sanitario di fronte alle situazioni sanitarie eccezionali”. Lecornu ha sottolineato la necessità che gli ospedali siano in grado di far fronte all’emergenza, rilevando che l’attività della protezione civile, della sanità e dei servizi di emergenza è elevata e superiore a quella registrata nello stesso periodo dell’anno scorso. Pertanto, la questione chiave è garantire che gli ospedali dispongano di un solido piano di emergenza. “Preparare il Paese richiede decisioni più strutturali”, ha detto il Premier, ribadendo la necessità di mettere in stato di allerta tutti i sistemi di sicurezza civili e militari, sottolineando che le ondate di calore portano inevitabilmente alla siccità, richiedendo quindi vigilanza per quanto riguarda le foreste e l’agricoltura su larga scala. Ha inoltre richiesto il monitoraggio dell’inquinamento idrico.
Ha infine chiesto “un aggiornamento sulla qualità del servizio fornito da SNCF”, poiché l’autorità dei trasporti dell’Ile-de-France, Ile-de-France Mobilites, e gli operatori RATP e SNCF avevano avvertito che i trasporti nella regione avrebbero subito ritardi e cancellazioni di treni nella giornata di oggi. Lecornu ha chiesto ai suoi Ministri “proposte anche per il prossimo anno”, perché per “preparare il Paese a questa resilienza potrebbe richiedere anche alcune decisioni più strutturali”.
