Missione senza precedenti per salvare il telescopio Swift: la NASA tenta il recupero orbitale

Una sonda robotica costruita in meno di un anno proverà a raggiungere e "riagganciare" l’osservatorio Neil Gehrels Swift, minacciato da un rapido decadimento orbitale causato dall’aumento dell’attività solare.

Entro la fine del mese partirà una missione spaziale robotica destinata a segnare un possibile punto di svolta nell’ingegneria orbitale. Secondo quanto riportato dalla rivista Science, una sonda verrà lanciata con l’obiettivo di tentare il salvataggio dell’osservatorio spaziale Neil Gehrels Swift Observatory, un satellite scientifico operativo da 22 anni e oggi a rischio rientro incontrollato nell’atmosfera terrestre entro la fine dell’anno. Si tratta di un’operazione mai tentata prima nella storia delle missioni scientifiche: nessuna sonda ha infatti mai provato a “catturare” e modificare l’orbita di un satellite di ricerca già operativo, se si escludono alcune dimostrazioni tecnologiche. L’obiettivo è salvare uno strumento considerato ancora estremamente prezioso dalla comunità astronomica, in grado di osservare lampi di raggi gamma, raggi X e luce ultravioletta provenienti da eventi cosmici estremi come stelle esplosive.

Il progetto è stato reso necessario dopo che nel 2024 la NASA ha rilevato un decadimento orbitale più rapido del previsto. L’agenzia ha quindi affidato alla startup statunitense Katalyst Space Technologies la costruzione, in tempi record, di una navicella di recupero capace di intervenire su un satellite in difficoltà.

In caduta libera

Lanciato nel 2004 a un’altitudine iniziale di circa 600 km, Swift si trova oggi a circa 370 km dalla Terra. Le previsioni iniziali indicavano una possibile operatività fino ai primi anni del 2030, ma l’aumento dell’attività solare ha accelerato la sua discesa. Il picco recente del ciclo solare di 11 anni ha infatti intensificato la resistenza atmosferica, espandendo gli strati superiori dell’atmosfera terrestre e aumentando il “freno” sui satelliti in orbita bassa.

A febbraio, la NASA ha inoltre sospeso temporaneamente le osservazioni scientifiche del telescopio per ridurre ulteriormente il decadimento orbitale e preservarne la stabilità. Nelle prossime settimane, la comunità scientifica attende di scoprire se la missione rappresenterà un successo storico o se il telescopio sarà destinato a un rientro anticipato, segnando la fine di una delle piattaforme di osservazione più longeve e produttive della NASA.