Navi mercantili a propulsione nucleare, Pichetto: “prima fase dei nuovi reattori sulle navi, anche quelle di Fincantieri”

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica apre alla nuova frontiera degli Small Modular Reactor dopo il 2030: la legge sul ritorno del nucleare in Italia consentirà l’ingresso in porto di navi con reattori a bordo

La prima applicazione dei nuovi reattori nucleari in Italia potrebbe riguardare il settore navale e, in particolare, le navi mercantili. È questo il passaggio più rilevante emerso dalle parole del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto al festival Green&Blue di Repubblica al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. Il ministro ha collegato il tema al percorso legislativo avviato per riportare l’energia nucleare in Italia, indicando nel comparto marittimo una possibile prima fase di sviluppo dei nuovi impianti, in particolare attraverso gli Small Modular Reactor, i piccoli reattori modulari progettati per avere dimensioni e potenze inferiori rispetto alle centrali nucleari tradizionali.

“La prima fase dei nuovi reattori nucleari riguarderà certamente le navi mercantili. Tra queste quelle di Fincantieri, la società non solo a partecipazione statale, ma uno dei più grandi produttori navali mondiali”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, al festival Green&Blue di Repubblica al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano.

Fincantieri e navi mercantili nucleari: l’obiettivo indicato dal ministro

Al centro delle dichiarazioni di Pichetto Fratin c’è il ruolo della cantieristica italiana e, in particolare, di Fincantieri, indicata come uno degli attori potenzialmente coinvolti nella nuova fase del nucleare navale civile. La società, partecipata dallo Stato, viene richiamata dal ministro come uno dei principali produttori navali a livello mondiale e come possibile protagonista della transizione verso mercantili alimentati da reattori di piccola taglia.

“Il loro obiettivo è avere mercantili a propulsione nucleare con reattori da 10-15-20 megawatt”, ha spiegato il ministro il giorno dopo il primo passaggio parlamentare del disegno di legge delega per riportare l’energia nucleare in Italia.

La prospettiva delineata riguarda dunque mercantili a propulsione nucleare equipaggiati con reattori di potenza contenuta, nell’ordine di 10, 15 o 20 megawatt. Una dimensione coerente con la logica degli SMR, pensati per applicazioni diverse rispetto alle grandi centrali tradizionali e potenzialmente adattabili anche a contesti industriali e marittimi.

Small Modular Reactor, la “nuova frontiera” dopo il 2030

Pichetto Fratin ha definito una “nuova frontiera” l’energia prodotta attraverso gli Small Modular Reactor. Si tratta dei piccoli reattori progettati per avere dimensioni e potenza inferiori rispetto alle centrali nucleari tradizionali. Secondo quanto indicato dal ministro, proprio questi impianti potrebbero essere installati sulle navi in una prima fase, dopo il 2030.

Il riferimento temporale colloca quindi lo sviluppo dei reattori nucleari per navi mercantili in una prospettiva successiva al 2030, all’interno del più ampio percorso politico e normativo avviato con il disegno di legge delega per il ritorno dell’energia nucleare nel Paese.

L’annuncio arriva infatti il giorno dopo il primo passaggio parlamentare del provvedimento che punta a riportare il nucleare in Italia, segnando un passaggio politico significativo nel dibattito energetico nazionale.

Navi con reattori nucleari nei porti: la nuova legge lo consentirà

Uno dei temi più delicati riguarda l’ingresso nei porti di navi con reattori nucleari a bordo. Il ministro ha spiegato che questa possibilità sarà regolamentata, ma che la nuova legge consentirà tale scenario.

L’entrata in porto di navi con reattori nucleari a bordo, “sarà regolamentata, ma la nuova legge lo consentirà. D’altronde, i sommergibili nucleari ci sono già”, ha spiegato Pichetto Fratin, che ha definito una “nuova frontiera” l’energia prodotta attraverso gli Small Modular Reactor, i piccoli reattori progettati per avere dimensioni e potenza inferiori rispetto alle centrali nucleari tradizionali.

Il passaggio sottolinea due aspetti centrali: da un lato la necessità di una regolamentazione specifica per l’accesso ai porti di unità dotate di reattori, dall’altro il richiamo all’esistenza dei sommergibili nucleari, già presenti nel quadro internazionale evocato dal ministro.

Il disegno di legge delega e il ritorno del nucleare in Italia

Le dichiarazioni di Pichetto Fratin si inseriscono nel contesto del disegno di legge delega per riportare l’energia nucleare in Italia. Il riferimento al primo passaggio parlamentare evidenzia l’avvio di un iter che dovrà definire il quadro normativo per lo sviluppo delle nuove tecnologie nucleari.

Il ministro ha indicato il settore delle navi mercantili come possibile primo ambito di applicazione dei nuovi reattori, legando il futuro del nucleare non solo alla produzione elettrica tradizionale, ma anche alla propulsione navale e alla trasformazione del trasporto marittimo.

In questo scenario, gli Small Modular Reactor assumono un ruolo centrale perché rappresentano la tecnologia su cui si concentra la prospettiva di una nuova generazione di impianti più piccoli rispetto alle centrali convenzionali. La loro eventuale installazione sulle navi, dopo il 2030, segnerebbe un cambiamento rilevante per il settore della cantieristica e per la politica energetica italiana.