Si è conclusa oggi, 18 giugno 2026, a Mombasa, in Kenya, la Our Ocean Conference 2026, con l’annuncio di oltre 320 nuovi impegni da parte di più di 100 governi, imprese e organizzazioni della società civile. Il valore complessivo delle iniziative presentate ammonta a 6,4 miliardi di dollari, destinati a sostenere la conservazione degli oceani, la pesca sostenibile, la resilienza climatica e lo sviluppo della blue economy. L’edizione di Mombasa rappresenta un passaggio storico per la conferenza: è infatti la prima volta che la Our Ocean Conference viene ospitata in Africa. La scelta del Kenya sottolinea il ruolo crescente del continente nella governance globale degli oceani e nello sviluppo sostenibile delle risorse marine. Nel corso degli anni, la Our Ocean Conference è diventata una delle principali piattaforme internazionali per l’azione oceanica, trasformando le ambizioni politiche in impegni misurabili, investimenti e partenariati concreti.
La prima Our Ocean Conference in Africa rafforza il ruolo del continente
L’Africa ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più rilevante nell’agenda globale sugli oceani. Il continente conta 38 Stati costieri e insulari e dispone di oltre 13 milioni di chilometri quadrati di zone economiche esclusive, un patrimonio che rende centrale il suo contributo alla tutela della salute degli oceani e allo sviluppo della blue economy. La conferenza ha riunito oltre 5.000 partecipanti, tra cui capi di Stato, ministri, scienziati, leader indigeni, rappresentanti dei giovani, dirigenti aziendali e organizzazioni della società civile. Il programma ha incluso plenarie di leadership, panel tematici di alto livello, eventi collaterali ufficiali, esposizioni, eventi comunitari e culturali, un Executive Business and Investment Forum, un Youth Leadership Summit e un Research Symposium.
Gli annunci principali: dalla Polinesia francese alla Banca Mondiale
Tra gli annunci più rilevanti della Our Ocean Conference 2026, la Polinesia francese ha presentato un piano per rafforzare le protezioni all’interno di Tainui Atea, la più grande area marina protetta del mondo. L’intervento prevede oltre 27.000 chilometri quadrati di nuove aree di pesca regolamentata, zone di protezione costiera e protezioni dedicate ai monti sottomarini. Il Canada ha annunciato un impegno da 682 milioni di dollari per il programma Small Crafts Harbours Program, destinato a sostenere le comunità costiere e rurali, le attività di pesca e le economie locali. Il World Bank Group ha reso noto il piano di investire 1 miliardo di dollari nei prossimi due anni per aiutare i Paesi in via di sviluppo a costruire economie blu sostenibili e resilienti. Il Kenya, Paese ospitante, ha assunto un impegno da 200 milioni di dollari per installare sistemi di monitoraggio elettronico su tutte le navi da pesca industriale attive nelle proprie acque.
Kenya protagonista con circa 42 impegni per 1 miliardo di dollari
In qualità di Paese ospitante, il Kenya ha annunciato circa 42 impegni per un valore stimato di 1 miliardo di dollari. Le iniziative riguardano l’espansione delle aree marine protette, il rafforzamento del monitoraggio della pesca, la mobilitazione di finanziamenti climatici e l’avanzamento di una blue economy sostenibile. Il Kenya si è affermato come una delle voci più attive sulle questioni oceaniche. Il Paese è membro fondatore dell’High Level Panel for a Sustainable Ocean Economy, ospita il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, UNEP, ed è impegnato a promuovere azioni ambiziose contro l’inquinamento marino e a favore della sostenibilità degli oceani. Molti degli impegni annunciati a Mombasa si sono concentrati su priorità centrali per lo sviluppo africano, tra cui pesca sostenibile, iniziative legate al blue carbon, conservazione marina e contrasto alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, nota come IUU fishing, che secondo le stime costa alle economie africane tra 11 e 13 miliardi di dollari all’anno.
Giovani e biodiversità al centro dell’agenda oceanica
Il coinvolgimento dei giovani ha avuto un ruolo centrale durante la Our Ocean Conference 2026. In parallelo all’evento principale si è svolto l’OOC11 Youth Leadership Summit, che ha riunito giovani innovatori, scienziati, imprenditori e attivisti provenienti dal Kenya e da altri Paesi per presentare soluzioni a favore della conservazione degli oceani e dello sviluppo sostenibile. Tra gli eventi in evidenza, Youth and the Global Biodiversity Framework: Showcasing Youth-Led Restoration in Kenya to Advance Global Biodiversity Framework Implementation ha messo in luce il lavoro delle organizzazioni giovanili impegnate nel ripristino delle mangrovie e di altre zone umide costiere. Questi interventi contribuiscono a rafforzare la resilienza climatica, sostenere i mezzi di sussistenza locali e promuovere l’attuazione della National Biodiversity Strategy and Action Plan del Kenya. Gli organizzatori hanno sottolineato il ruolo cruciale dei giovani nella costruzione di soluzioni per gli oceani, in un continente in cui oltre il 70% della popolazione africana ha meno di 35 anni.
WRI: il 78% degli impegni africani è completato o in corso
Oltre a generare nuovi impegni, la Our Ocean Conference svolge una funzione di monitoraggio dei progressi e di responsabilizzazione. Il World Resources Institute, segretariato della conferenza, ha analizzato lo stato di avanzamento degli impegni relativi all’Africa assunti dal 2014, anno di avvio della conferenza. I dati indicano che circa il 78% degli impegni risulta completato o in corso. Sebbene molti impegni storicamente siano stati originati fuori dal continente, l’edizione 2026 ha evidenziato una crescente transizione verso soluzioni, finanziamenti e forme di attuazione guidate dall’Africa.
Aree marine protette: nuove misure per Tainui Atea
Nel campo delle aree marine protette, la Polinesia francese rafforzerà le protezioni all’interno di Tainui Atea, la più grande area marina protetta del mondo, attraverso oltre 27.000 chilometri quadrati di nuove aree di pesca regolamentata, zone di protezione costiera e misure di tutela per i monti sottomarini. L’annuncio si inserisce tra gli interventi più significativi presentati a Mombasa per aumentare la protezione degli ecosistemi marini e migliorare la gestione sostenibile delle risorse oceaniche.
Clima e scienza: l’impegno dell’Australia per l’Oceano Antartico
Sul fronte clima e scienza, l’Australia ha annunciato un impegno pari a 92,9 milioni di dollari australiani in quattro anni per la ricerca marina nell’Antartide e nell’Oceano Meridionale. I fondi sosterranno studi sugli impatti climatici sulle popolazioni di krill e sul ghiaccio marino. L’iniziativa rafforza il ruolo della ricerca scientifica nella comprensione degli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi oceanici e sulle catene alimentari marine. Nel capitolo dedicato a persone e prosperità, il World Bank Group ha annunciato l’intenzione di investire 1 miliardo di dollari nei prossimi due anni per sostenere lo sviluppo della blue economy sostenibile nei Paesi in via di sviluppo. L’investimento punta a rafforzare la resilienza delle economie costiere e marine, favorendo modelli di crescita capaci di coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e sicurezza delle comunità.
Blue food e nutrizione: la nuova iniziativa della Norvegia in Africa
Per il settore blue food, la Norvegia ha lanciato un’iniziativa regionale per rafforzare la collaborazione scientifica e il coordinamento delle politiche su alimenti acquatici e nutrizione in Africa. L’iniziativa conferma la crescente attenzione verso il ruolo degli alimenti provenienti da mari, fiumi e sistemi acquatici nella sicurezza alimentare, nella nutrizione e nello sviluppo sostenibile del continente africano. Nel campo della resilienza costiera, l’Australia ha annunciato oltre 68 milioni di dollari australiani per il periodo 2025-2026 in risposta alla fioritura algale nociva che colpisce l’Australia Meridionale. Insieme ai finanziamenti statali, il sostegno complessivo supera 165 milioni di dollari australiani. Le risorse sono destinate a proteggere comunità, ecosistemi e industrie costiere dagli effetti dell’evento, rafforzando la capacità di risposta a fenomeni che incidono sull’equilibrio ambientale e sulle economie locali.
La Our Ocean Conference e il percorso iniziato nel 2014
La Our Ocean Conference riunisce governi, imprese e organizzazioni della società civile per assumere impegni volontari a favore della conservazione degli oceani e della gestione sostenibile dell’ambiente marino. L’evento attira circa 3.000 partecipanti da oltre 100 Paesi, tra cui capi di Stato, ministri, scienziati, leader indigeni, rappresentanti dei giovani e dirigenti aziendali. Dal suo lancio negli Stati Uniti nel 2014, la conferenza ha generato oltre 2.600 impegni a sostegno delle aree marine protette, della pesca sostenibile, delle azioni contro l’inquinamento marino, della scienza e tecnologia oceanica, della resilienza climatica e dell’attuazione degli accordi internazionali sugli oceani. L’edizione di Mombasa consolida questo percorso, segnando al tempo stesso un rafforzamento della leadership africana nella protezione degli oceani e nella costruzione di una blue economy capace di sostenere lavoro, sicurezza alimentare e opportunità economiche.
