La Banca d’Italia ha diffuso le sue proiezioni macroeconomiche per l’Italia, evidenziando scenari di grande incertezza legati all’evoluzione della crisi mediorientale. Secondo lo scenario più severo, il prezzo del petrolio potrebbe salire oltre il 60% rispetto ai livelli dello scenario di base, mentre il prezzo del gas naturale potrebbe più che raddoppiare. Questi incrementi sarebbero accompagnati da “un ulteriore aumento dell’incertezza e un forte indebolimento degli scambi internazionali”. Le conseguenze per l’economia italiana sarebbero significative. La crescita del PIL risulterebbe inferiore rispetto alla proiezione centrale di circa 0,4 punti percentuali nel 2026, quasi 1,5 punti nel 2027 e oltre mezzo punto nel 2028. Allo stesso tempo, l’inflazione al consumo salirebbe oltre un punto percentuale nell’anno in corso, quasi due punti nel 2027 e circa mezzo punto percentuale nel 2028, rispetto alla proiezione centrale.
“La crescita del pil risulterebbe, rispetto alla proiezione centrale sopra descritta, inferiore di circa 0,4 punti percentuali nell’anno in corso, di quasi 1,5 punti nel prossimo e di oltre mezzo punto nel 2028, con l’inflazione al consumo più elevata rispetto alla proiezione centrale per oltre un punto percentuale nell’anno in corso, quasi due punti nel 2027 e circa mezzo punto percentuale nel 2028”, ha sottolineato Palazzo Koch.
Scenario avverso: rincari moderati e impatti contenuti
Lo scenario avverso, meno estremo, prevede un aumento dei prezzi delle materie prime pari a circa un terzo di quello dello scenario severo, un deterioramento meno marcato del commercio internazionale e un aumento più contenuto dell’incertezza. In questo quadro, la crescita del PIL sarebbe cumulativamente inferiore a quella dello scenario di base di poco più di mezzo punto percentuale nel triennio 2026-2028. L’inflazione risulterebbe più alta di 0,3 punti percentuali nel 2026, 0,5 nel 2027 e 0,2 nel 2028, mostrando effetti decisamente meno drastici rispetto allo scenario più severo.
Scenario favorevole: prezzi in calo e crescita moderata
In uno scenario più favorevole, invece, i prezzi del petrolio e del gas naturale potrebbero scendere rapidamente, ritornando ai livelli prevalenti prima dello scoppio delle ostilità entro la metà del 2027. In media, i prezzi sarebbero inferiori a quelli dello scenario di base di circa il 15% per il petrolio e del 20% per il gas naturale. La crescita del prodotto interno lordo aumenterebbe complessivamente di 0,3 punti percentuali, mentre l’inflazione sarebbe inferiore di 0,2 punti percentuali sia nel 2026 sia nel 2027. Queste proiezioni della Banca d’Italia evidenziano come l’economia italiana sia esposta alla volatilità dei mercati energetici e alle tensioni geopolitiche, con scenari che spaziano da una forte recessione a una moderata ripresa, a seconda dell’evoluzione dei prezzi di petrolio e gas e dell’incertezza internazionale.
