La domanda mondiale di petrolio continuerà a crescere nel 2026, ma a un ritmo inferiore rispetto alle precedenti attese. È quanto emerge dal rapporto mensile dell’Opec, che stima per il prossimo anno un incremento di circa 1 milione di barili al giorno, pari a 1 mb/d, su base annua. La notizia principale riguarda la revisione delle previsioni: l’organizzazione ha infatti ridotto la stima di crescita della domanda globale di petrolio di 0,2 mb/d rispetto alla valutazione formulata nel mese precedente. Un aggiustamento che segnala un quadro più prudente per il mercato petrolifero internazionale nel 2026, pur all’interno di uno scenario che resta orientato alla crescita. Come indicato nel rapporto mensile dell’Opec, “nel 2026 si prevede che la domanda mondiale di petrolio crescerà di circa 1 milioni di barili al giorno (mb/d) su base annua, a seguito di un revisione al ribasso di 0,2 mb/d rispetto alla stima del mese scorso”.
Domanda petrolio 2026: crescita limitata nei paesi Ocse
Nel dettaglio, l’Opec prevede che la crescita della domanda di petrolio nei paesi Ocse sarà contenuta. Per il 2026, l’aumento stimato è pari a circa 0,1 mb/d, un contributo marginale rispetto alla crescita complessiva attesa a livello mondiale. Il dato evidenzia il peso limitato delle economie Ocse nella dinamica di espansione della domanda petrolifera prevista per il 2026. La crescita globale stimata dall’Opec, infatti, risulta sostenuta soprattutto dalle economie non Ocse, che continuano a rappresentare il principale motore dell’aumento dei consumi di petrolio. Secondo quanto riportato dall’organizzazione, “complessivamente, si prevede che la domanda di petrolio nei paesi Ocse crescerà di circa 0,1 mb/d nel 2026, mentre nei paesi non Ocse si prevede una crescita di 0,9 mb/d su base annua per lo stesso anno, trainata da Cina, altri paesi asiatici e India, e ulteriormente sostenuta da Africa e America Latina”.
Paesi non Ocse trainano la domanda di petrolio: focus su Cina, Asia e India
La componente più rilevante della crescita della domanda petrolifera nel 2026 arriva dai paesi non Ocse, per i quali l’Opec stima un aumento di circa 0,9 mb/d su base annua. Si tratta della quota prevalente dell’incremento complessivo atteso per il prossimo anno. A sostenere questa dinamica saranno in particolare la Cina, gli altri paesi asiatici e l’India, indicati dall’Opec come i principali fattori di traino. A questi si aggiungono il contributo dell’Africa e dell’America Latina, che rafforzano ulteriormente la crescita prevista della domanda nei paesi non Ocse. La fotografia delineata dall’Opec conferma quindi una distribuzione disomogenea della crescita della domanda mondiale di greggio: più debole nelle economie Ocse, più marcata nei mercati emergenti e nelle economie in espansione.
Previsioni petrolio 2027: attesa una ripresa più forte della domanda globale
Dopo il rallentamento relativo delle stime per il 2026, il 2027 dovrebbe segnare una ripresa più sostenuta della domanda globale di petrolio. L’Opec prevede infatti una crescita di circa 1,7 milioni di barili al giorno, pari a 1,7 mb/d, su base annua. Il rafforzamento atteso per il 2027 indica un’accelerazione rispetto al 2026, con un incremento più ampio sia nei paesi Ocse sia, soprattutto, nei paesi non Ocse. Anche in questo caso, il contributo principale dovrebbe arrivare dalle economie al di fuori dell’area Ocse. L’organizzazione sottolinea che “si prevede che la domanda globale di petrolio nel 2027 si riprenderà, crescendo di circa 1,7 milioni di barili al giorno (mb/d) su base annua. La domanda dei paesi Ocse dovrebbe aumentare di 0,2 mb/d, mentre quella dei paesi non Ocse dovrebbe crescere di circa 1,5 mb/d”.
Mercato petrolifero, il peso decisivo delle economie non Ocse
Le previsioni dell’Opec per il biennio 2026-2027 confermano il ruolo centrale dei paesi non Ocse nell’evoluzione della domanda mondiale di petrolio. Nel 2026, su una crescita totale stimata di circa 1 mb/d, circa 0,9 mb/d dovrebbero arrivare da queste economie. Nel 2027, su una crescita attesa di circa 1,7 mb/d, il contributo dei paesi non Ocse dovrebbe salire a circa 1,5 mb/d. Il confronto tra le due aree economiche mostra una dinamica netta: i paesi Ocse dovrebbero contribuire in misura limitata, con un aumento di 0,1 mb/d nel 2026 e 0,2 mb/d nel 2027, mentre le economie non Ocse restano il principale motore della crescita della domanda petrolifera globale. In questo scenario, la revisione al ribasso delle stime per il 2026 rappresenta l’elemento più significativo del rapporto mensile dell’Opec, mentre la previsione di una crescita più robusta nel 2027 indica un possibile recupero della domanda globale nel medio periodo.
