Santuario Pelagos, vent’anni di monitoraggio dei cetacei a bordo dei traghetti

Nel 2026 il progetto coordinato da ISPRA raggiunge il ventesimo anno consecutivo di attività. Ricercatori imbarcati sulle rotte da Tolone, Nizza, Vado Ligure e Livorno continueranno a raccogliere dati scientifici su cetacei, biodiversità marina e specie protette nel Mediterraneo

Il 2026 segna un traguardo particolarmente significativo per la ricerca marina nel Mediterraneo: il ventesimo anno consecutivo del progetto “Monitoraggio cetacei nel Santuario Pelagos”, coordinato da ISPRA e avviato nel 2007. Anche quest’anno i ricercatori di ISPRA, Fondazione CIMA, Università di Pisa, Accademia del Leviatano ed EcoOcean saranno imbarcati sui traghetti in partenza da Tolone, Nizza, Vado Ligure e Livorno per raccogliere dati preziosi sulla presenza dei cetacei e di altre specie di grande interesse scientifico nel Santuario Pelagos.

L’attività rappresenta oggi uno dei più importanti programmi di monitoraggio a lungo termine del Mediterraneo, con un contributo determinante alla conoscenza e alla conservazione delle specie che popolano questa area protetta.

Oltre 2.000 viaggi di ricerca e migliaia di avvistamenti

In vent’anni di attività, grazie a oltre 2.000 viaggi di ricerca, sono stati raccolti dati fondamentali che hanno permesso di registrare migliaia di avvistamenti e di realizzare numerosi studi, pubblicazioni scientifiche, conferenze e tesi di laurea.

Il progetto ha costruito nel tempo un patrimonio di conoscenze in continua crescita, confermando il ruolo essenziale dei monitoraggi continuativi per comprendere l’evoluzione degli ecosistemi marini e adottare strategie efficaci di tutela.

I primi risultati della nuova stagione confermano l’importanza di questo impegno costante. Gli avvistamenti registrati nei primi mesi del 2026 testimoniano la straordinaria biodiversità del Santuario Pelagos e l’efficacia di un programma che, dopo vent’anni, continua a fornire informazioni essenziali per la ricerca scientifica e la conservazione dell’ambiente marino.

Le navi di linea come osservatori scientifici nel Mediterraneo

Uno degli elementi centrali del progetto è l’utilizzo dei traghetti di linea come piattaforme di osservazione costante. Le rotte commerciali permettono infatti di effettuare campionamenti ripetuti nel tempo e nello spazio, rendendo possibile il confronto dei dati raccolti anno dopo anno.

“L’utilizzo delle navi di linea offre la possibilità di effettuare un campionamento sistematico e replicato nel tempo, che garantisce la possibilità di confrontare i dati e di realizzare studi ad elevato valore scientifico”, afferma Paola Tepsich – Ricercatrice di Fondazione CIMA.

Questa modalità di ricerca consente di trasformare le traversate marittime in occasioni di monitoraggio scientifico, rafforzando il legame tra trasporto marittimo, ricerca ambientale e protezione dei cetacei.

Cambiamento climatico e scenari futuri per le specie marine

Il monitoraggio ventennale nel Santuario Pelagos assume un valore ancora più rilevante in un contesto segnato dagli effetti del cambiamento climatico nel Mediterraneo. Le serie storiche raccolte a bordo delle Navi Gialle permettono di analizzare l’evoluzione degli equilibri marini e di sviluppare strumenti utili per prevedere la distribuzione futura delle specie.

“In questi anni abbiamo assistito ad un ancora più rapido evolversi degli effetti del cambiamento climatico in Mediterraneo e le serie storiche raccolte a bordo delle Navi Gialle ci hanno permesso di comprendere meglio i meccanismi che sostengono questa importante area, dalle alghe alle balene. I dati raccolti ci permettono anche di sviluppare e testare modelli e scenari che ci permetteranno di prevedere la possibile distribuzione delle specie anche nel futuro”, spiega Paola Tepsich.

I dati raccolti contribuiscono quindi non solo alla conoscenza attuale della presenza dei cetacei nel Mediterraneo, ma anche alla costruzione di modelli previsionali utili per la tutela futura delle specie e degli habitat.

Cetacei, mante, squali e uccelli marini: il valore della biodiversità

Oltre al monitoraggio dei cetacei, il progetto riguarda in generale specie marine protette come mante, squali e uccelli marini. La presenza di questi animali rappresenta un indicatore importante dello stato di salute dell’ecosistema e conferma il valore scientifico del Santuario Pelagos come area di osservazione privilegiata.

Le navi di Corsica Sardinia Ferries continuano inoltre a ospitare attività di ricerca, studio e divulgazione scientifica, insieme a strumentazioni oceanografiche a supporto della comunità scientifica internazionale.

Tra queste rientrano le Ferry Box per l’analisi delle acque e delle microplastiche, le stazioni meteorologiche e i dispositivi REPCET®, strumenti che contribuiscono a migliorare la conoscenza dell’ambiente marino, la sicurezza della navigazione e la protezione dei grandi cetacei.

Corsica Sardinia Ferries e il ruolo dei laboratori galleggianti

Da vent’anni, la collaborazione tra istituzioni scientifiche e Corsica Sardinia Ferries dimostra come il trasporto marittimo possa svolgere un ruolo attivo nella tutela del mare. Le navi coinvolte nel progetto non sono soltanto mezzi di collegamento, ma vere piattaforme operative a servizio della ricerca.

“Le nostre navi si confermano veri e propri laboratori galleggianti, al servizio della ricerca e dell’ambiente, contribuendo alla raccolta di dati fondamentali per comprendere e proteggere il patrimonio naturale del Mediterraneo”, commenta Cristina Pizzutti – Responsabile Comunicazione e Marketing di Corsica Sardinia Ferries.

“I nostri equipaggi sono stati i primi a seguire una formazione specifica sulla conservazione della biodiversità e sul riconoscimento delle specie e ad oggi più di 150 ufficiali hanno completato i corsi proposti”, prosegue Cristina Pizzutti.

La formazione degli equipaggi e il coinvolgimento diretto del personale di bordo rappresentano un ulteriore elemento di forza del progetto, consolidando una rete di osservazione e sensibilizzazione che affianca il lavoro dei ricercatori.

DNA ambientale e foca monaca: la ricerca a bordo delle Navi Gialle

La compagnia è stata anche pioniera nell’ospitare a bordo team di ricerca impegnati nello studio del DNA Ambientale. Attraverso la raccolta di campioni di acqua direttamente dalla sala macchine, è stato possibile esaminare tracce biologiche presenti nell’ambiente marino.

Queste attività hanno permesso, ad esempio, di verificare la presenza della foca monaca in aree dove era ritenuta scomparsa da anni, confermando il potenziale delle nuove tecniche di indagine nella conservazione della biodiversità.

Il ventesimo anno del progetto Monitoraggio cetacei nel Santuario Pelagos conferma così il valore di una collaborazione stabile tra ricerca scientifica, istituzioni e trasporto marittimo. Un’esperienza che continua a produrre dati, conoscenza e strumenti indispensabili per proteggere il patrimonio naturale del Mediterraneo.