Il lancio della missione Swift Boost, originariamente previsto per martedì 30 giugno, è stato rinviato a causa del maltempo e ora è atteso non prima di mercoledì 1 luglio da Kwajalein Atoll, nelle Isole Marshall, nel Pacifico meridionale. La NASA si appresta a lanciare una missione robotica senza precedenti per salvare il telescopio spaziale Neil Gehrels Swift Observatory, minacciato da un progressivo decadimento dell’orbita che potrebbe portarlo a rientrare nell’atmosfera terrestre entro la fine dell’anno. L’obiettivo della missione è prolungare la vita operativa del telescopio e dimostrare la fattibilità di future missioni di manutenzione e recupero di satelliti già in orbita.
Se l’operazione riuscirà, sarà la prima volta che un veicolo robotico autonomo cattura e solleva un satellite governativo non progettato per essere agganciato in volo. Finora solo la Cina aveva tentato un’operazione simile, spostando con successo un satellite in un’orbita cimitero quattro anni fa.
Il veicolo robotico LINK
Per l’operazione, la NASA ha affidato un contratto da 30 milioni di dollari alla startup americana Katalyst Space Technologies, con sede a Flagstaff, in Arizona, che ha sviluppato il veicolo robotico LINK. Una volta in orbita, LINK impiegherà alcune settimane per le verifiche dei propri sistemi e circa tre o quattro settimane per raggiungere, ispezionare e agganciare Swift con i suoi tre bracci robotici. Seguirà una fase di innalzamento dell’orbita della durata di quattro o sei settimane, fino a riportare il telescopio quasi alla sua quota originaria di circa 595 chilometri.
La missione potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di interventi di assistenza ai satelliti direttamente nello spazio, compreso un eventuale intervento futuro sul telescopio Hubble, anch’esso colpito dalla perdita di quota. Se avrà successo, la tecnologia sviluppata da Katalyst potrebbe essere impiegata per prolungare la vita di altri satelliti scientifici, evitando costosi lanci sostitutivi e contribuendo a ridurre i detriti spaziali.
Il telescopio Swift
Lanciato nel 2004 con una vita operativa prevista di appena due anni, il Neil Gehrels Swift Observatory è diventato uno degli strumenti più importanti dell’astrofisica moderna grazie alla sua capacità di rilevare e osservare rapidamente lampi di raggi gamma, tra i fenomeni più energetici dell’Universo, oltre a supernove, stelle di neutroni e buchi neri. Nel corso della missione ha contribuito a migliaia di pubblicazioni scientifiche e continua a essere considerato insostituibile per lo studio degli eventi cosmici transitori.
Il decadimento orbitale
Il telescopio si trova in orbita bassa terrestre e negli ultimi anni ha perso quota a un ritmo sempre più rapido a causa dell’intensa attività solare, che ha espanso gli strati più esterni dell’atmosfera terrestre aumentando l’attrito aerodinamico. Per rallentare il decadimento, gli operatori hanno disattivato gli strumenti scientifici di Swift, riducendo così l’area esposta al flusso aerodinamico. Secondo le ultime stime, diffuse a metà giugno, il telescopio dovrebbe restare sopra la soglia critica almeno fino a ottobre, alcuni mesi più tardi rispetto alle previsioni iniziali.
