Terremoto Giappone, forte scossa al largo di Honshu | DATI e MAPPE

Una forte scossa di terremoto ha colpito l'area oceanica a Sud/Est dell'isola principale giapponese a 12 km di profondità
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Un forte terremoto magnitudo 5.9 è stato registrato al largo del Giappone dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella giornata di oggi, 1° giugno 2026. L’evento sismico si è verificato alle ore 05:34 ora italiana, che corrispondono alle ore 12:34 dell’orario locale asiatico. L’epicentro del sisma è stato localizzato nell’oceano, precisamente nell’area a Sud/Est dell’isola di Honshu, la più grande isola dell’arcipelago giapponese. Secondo i dati ufficiali, l’ipocentro della scossa è stato individuato a una profondità di 12 km sotto la superficie marina.

Perché si verificano terremoti in questa zona

Il Giappone si trova in una delle aree geologicamente più attive del pianeta. Questa intensa attività tettonica è dovuta alla posizione dell’arcipelago, situato esattamente lungo il margine di diverse placche litosferiche maggiori. In particolare, la regione a Sud/Est di Honshu è dominata dal movimento di subduzione della placca pacifica che si immerge al di sotto della placca di Okhotsk e della placca delle Filippine. Questo continuo scivolamento e attrito tra enormi blocchi di crosta terrestre genera un accumulo di stress meccanico impressionante. Quando la roccia non riesce più a sopportare tale tensione, si frattura rilasciando improvvisamente enormi quantità di energia sotto forma di onde sismiche. La zona interessata dall’evento odierno fa parte della cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, un’area che concentra la stragrande maggioranza dei terremoti mondiali a causa proprio della complessa interazione tra le placche oceaniche in perenne e inesorabile spinta verso quelle continentali.

La sismicità storica della regione di Honshu

L’area al largo di Honshu possiede una storia sismica estremamente ricca e spesso drammatica. Nel corso dei decenni i sismografi hanno registrato innumerevoli eventi di magnitudo superiore a 5 o 6, molti dei quali hanno colpito la zona in mare aperto senza causare danni irreparabili. Il ricordo più tragico legato alla sismicità di questa costa risale tuttavia all’11 marzo 2011, quando un devastante sisma di magnitudo 9 colpì un’area situata leggermente più a Nord rispetto all’epicentro odierno, innescando uno tsunami che spazzò via intere città e causò la grave crisi nucleare di Fukushima. I terremoti superficiali, come quello di oggi avvenuto a 12 km di profondità, sono molto frequenti in questa fascia marittima a Est e Sud/Est del Giappone. Le falesie sottomarine e le fosse oceaniche testimoniano la violenza dei sommovimenti storici, che si ripetono con ciclicità variabile ma inesorabile. Le autorità nipponiche hanno per questo motivo sviluppato nel corso del tempo sistemi di allerta tra i più avanzati al mondo per tutelare la popolazione.