Un violento terremoto magnitudo 7.0 (dati INGV) ha colpito duramente il Giappone, seminando molta preoccupazione tra la popolazione residente nella regione settentrionale di Iwate. Il potente sisma è stato riportato dalla Sala Sismica INGV di Roma alle 00:30 ora italiana di oggi 25 giugno 2026, orario che corrispondeva alle 07:30 del mattino per i cittadini giapponesi. I sismologi hanno localizzato l’epicentro del movimento tellurico al largo della costa orientale dell’isola di Honshu, posizionando l’ipocentro ad una profondità stimata tra i 50 e i 68 km sotto il livello del mare. Il portavoce del governo nipponico, Minoru Kihara, ha tempestivamente rassicurato la nazione dichiarando che al momento non si registrano vittime, sebbene la nota agenzia Kyodo abbia già confermato il bilancio di almeno 4 persone rimaste ferite. Vista la dinamica della rottura e la profondità dell’ipocentro, le autorità competenti non hanno dovuto diramare alcuna allerta tsunami.
Sospesi gli Shinkansen, chiuse 70 scuole
La zona maggiormente interessata dal sisma è stata la prefettura di Aomori, dove la scossa ha raggiunto il livello 6 superiore della scala sismica nazionale giapponese, che arriva fino a 7. L’Agenzia meteorologica ha escluso il rischio di tsunami, invitando tuttavia la popolazione a mantenere alta la vigilanza per almeno una settimana a causa della possibile sequenza di repliche. Tra le persone rimaste ferite figurano adolescenti e adulti sulla cinquantina: tutti hanno riportato lesioni non gravi e sono stati trasferiti in ospedale dai soccorritori locali.
Il sisma ha avuto ripercussioni anche sulla rete ferroviaria. I treni ad alta velocità Shinkansen sulla linea tra Tokyo e Shin-Aomori sono stati sospesi per alcune ore per consentire i controlli di sicurezza, prima del graduale ritorno alla normalità, completato entro le 14.
Per motivi precauzionali, 70 scuole nelle prefetture di Aomori e Iwate sono rimaste chiuse. Non sono invece emerse criticità negli impianti nucleari della regione, comprese le centrali di Higashidori, Onagawa e i siti di Fukushima.
Perché la terra trema in Giappone
Il territorio giapponese sorge su una delle aree geologicamente più attive e complesse del nostro pianeta, una vasta zona di faglia che fa parte della nota Cintura di Fuoco del Pacifico. In questa immensa porzione di oceano avviene un inesorabile scontro frontale tra diverse placche tettoniche. Nel caso specifico della zona al largo della costa orientale di Honshu, la densa e pesante placca pacifica viene costantemente spinta a scivolare sotto la placca di Okhotsk. Questa gigantesca immersione di roccia verso le viscere della Terra non avviene in modo fluido, poiché le enormi masse crostali generano un attrito spaventoso, rimanendo bloccate e incastrate tra loro per svariati decenni. L’energia elastica continua ad accumularsi lungo le linee di faglia finché non supera di colpo la naturale resistenza dei materiali rocciosi. Nel preciso istante in cui questa immane tensione viene liberata in un violento scatto, si generano le potenti onde sismiche che avvertiamo sotto forma di terremoti, esattamente come accaduto durante questo ultimo evento.
La sismicità storica della costa di Honshu
La porzione a Nord dell’isola di Honshu vanta una documentazione sismica tra le più drammatiche e intense a livello globale. I geologi e i ricercatori classificano da tempo la costa a Nord/Est del Paese come un segmento ad altissimo rischio, in grado di liberare periodicamente energie devastanti. L’evento più catastrofico registrato in epoca recente in questa specifica area rimane il tragico terremoto del Tohoku del marzo 2011, capace di raggiungere una terrificante magnitudo di 9.1. In quella terribile giornata, l’imponente sollevamento del fondale oceanico generò un’onda anomala che distrusse molti km di costa e innescò il noto incidente nucleare di Fukushima. La storia nipponica è tuttavia costellata di continui terremoti di magnitudo superiore al grado 7.0, scosse che si ripetono ciclicamente per via dell’incessante sprofondamento della placca oceanica. A dispetto di queste immani forze della natura, i rigidi protocolli antisismici e la grande preparazione culturale del popolo giapponese permettono di mitigare in modo eccezionale i danni strutturali, salvando innumerevoli vite umane.
