Il territorio sudamericano si trova ad affrontare una delle catastrofi naturali più drammatiche e devastanti della sua storia recente, piegato da scosse violentissime che hanno seminato distruzione totale e panico. Il terremoto che ieri notte ha colpito il Venezuela ha un bilancio ancora molto parziale, ma già drammatico. Le ultime notizie ufficiali che giungono dai soccorritori e dalle autorità descrivono uno scenario a dir poco apocalittico, con un bilancio di vittime che purtroppo continua ad aggravarsi di ora in ora. Al momento, la preoccupazione più drammatica è legata all’immenso numero di persone di cui si sono perse le tracce nelle aree colpite dal sisma: le stime aggiornate contano infatti oltre 50 mila dispersi, spingendo le squadre di emergenza a una disperata corsa contro il tempo per scavare a mani nude sotto i detriti. In questa immane tragedia, che sta tenendo il mondo intero con il fiato sospeso, l’Italia piange la sua prima vittima italo-venezuelana, un uomo di origini siciliane che ha perso la vita compiendo un ultimo e straordinario gesto d’amore per proteggere la propria sposa.
Chi era Giuseppe Colaianni, la vittima siciliana che ha salvato la moglie
Il dolore di questo cataclisma tocca in modo diretto il cuore della Sicilia. Era infatti originario di Calascibetta, un comune situato nell’Ennese, la prima vittima italo-venezuelana del tragico terremoto in Venezuela. Si tratta di Giuseppe Colaianni, di 55 anni, deceduto nei pressi di Caracas in circostanze che testimoniano il suo immenso coraggio e la sua prontezza di spirito nei secondi cruciali della scossa. L’uomo, che lavorava stabilmente all’interno di una ditta di logistica internazionale, si trovava tra le mura domestiche insieme alla consorte nel momento in cui la terra ha tremato. Appena ha avvertito la prima scossa, Giuseppe ha reagito immediatamente e, mettendo a repentaglio la propria incolumità, è riuscito a portare in salvo la moglie, spingendola fuori dal pericolo. Un attimo dopo aver compiuto il salvataggio, l’uomo è stato purtroppo investito in pieno dal crollo strutturale dell’edificio, rimanendo fatalmente travolto dalle macerie.
L’ultima straziante videochiamata durante il compleanno della figlia
La fine drammatica di Giuseppe Colaianni è legata a un momento che avrebbe dovuto essere di assoluta festa familiare, trasformandosi invece in un incubo vissuto in diretta transoceanica. Due giorni fa, alle ore 18 secondo l’orario locale del Venezuela, corrispondenti alla mezzanotte in Europa, Giuseppe e la moglie erano al telefono con la figlia Antonella, di 22 anni, che attualmente risiede e studia lingue in Francia. La coppia l’aveva videochiamata appositamente per farle gli auguri, dato che la ragazza festeggiava il proprio compleanno. La famiglia era profondamente legata, tanto che i due coniugi erano appena rientrati in Venezuela, solamente 20 giorni fa, dopo aver trascorso un lungo soggiorno proprio in territorio francese: per due anni si erano infatti trasferiti lì appositamente per rimanere vicini alla figlia. Oltre ad Antonella, Giuseppe lascia anche un altro figlio, Egidio, di 27 anni, che vive in Italia e lavora come ingegnere chimico a Firenze. La dolorosa testimonianza di quegli ultimi istanti di collegamento è stata raccolta a Calascibetta tramite Giovanna Colaianni, cugina della vittima, che ha riferito come la comunicazione si sia spezzata improvvisamente a causa del sisma: “Ad un certo punto – racconta la cugina – Antonella mi ha raccontato che la telefonata si è bruscamente interrotta. E’ stata l’ultima volta che questa ragazza ha visto il padre“.
Il ricordo affettuoso a Calascibetta e il legame indissolubile con l’Italia
La notizia della tragica scomparsa di Giuseppe ha gettato nello sconforto la comunità di Calascibetta nell’Ennese, dove l’uomo contava ancora molti affetti e dove tornava non appena gli impegni lavorativi glielo permettevano. Nonostante la sua vita si dividesse ormai tra l’attività professionale nella logistica e gli affetti in Sudamerica e in Francia, il cinquantacinquenne aveva mantenuto un legame fortissimo con l’Italia, con i suoi ricordi e con le sue passioni giovanili. A delineare un ritratto intimo, solare e appassionato della vittima è ancora una volta la cugina Giovanna, la quale ha voluto ricordare le abitudini e i piccoli desideri di Giuseppe durante i suoi soggiorni in Sicilia, legati sia alla musica che alle tradizioni culinarie della sua terra d’origine: “Amava il rock e dato che aveva comprato la sua prima chitarra a Bologna era diventato tifoso della squadra di calcio – ricorda Giovanna Colaianni, la cugina che vive a Calascibetta – quando veniva a trovarci mi raccomandava sempre di fargli trovare il tiramisù, dolce che adorava“. Giuseppe era sposato con una donna venezuelana e la sua scomparsa rappresenta una ferita profonda per la numerosa comunità italo-venezuelana, diventando il simbolo del dramma di migliaia di famiglie che in queste ore piangono i propri cari o attendono con angoscia notizie dai soccorritori.
