È salito ad almeno 46 morti il bilancio del violento terremoto magnitudo 7.8 che ha colpito 2 giorni fa il Sud delle Filippine: ko hanno reso noto oggi le autorità locali, mentre proseguono le operazioni di soccorso e le ispezioni negli edifici crollati o gravemente danneggiati. Il sisma, con epicentro al largo dell’isola di Mindanao, ha inoltre provocato quasi 500 feriti e oltre 32mila sfollati. Le aree più colpite sono state quelle di General Santos e della provincia di Sarangani, dove una frana ha sepolto diverse abitazioni.
Le autorità stanno continuando a controllare le strutture danneggiate per escludere la presenza di persone ancora intrappolate. Migliaia di case, edifici pubblici e scuole hanno riportato danni, mentre numerose famiglie restano nei centri di accoglienza per timore delle forti repliche che continuano a interessare la regione. Il terremoto è stato uno dei più potenti registrati nelle Filippine negli ultimi 50 anni. Il Paese, situato lungo la cosiddetta “Cintura di Fuoco” del Pacifico, è tra i più esposti al mondo a terremoti, eruzioni vulcaniche e tifoni.
