Terremoto nelle Filippine: il bilancio sale a 55 morti, migliaia di sfollati

Il sisma ha colpito la costa di Mindanao l’8 giugno. Danni estesi a infrastrutture, abitazioni e servizi essenziali. Oltre 3.800 repliche

Un violento terremoto magnitudo 7.8 ha colpito lo scorso 8 giugno la costa meridionale dell’isola di Mindanao, nelle Filippine, causando almeno 55 vittime, 38 dispersi e 1.120 feriti. È il bilancio ancora provvisorio diffuso dal Consiglio nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri, il NDRRMC, mentre le operazioni di soccorso proseguono senza sosta nelle aree più colpite. Secondo le autorità, il sisma ha interessato oltre 86mila famiglie, per un totale di più di 390mila persone. Circa 19mila abitazioni risultano danneggiate, mentre gravi disagi si registrano anche sul fronte dei servizi essenziali, con interruzioni dell’energia elettrica in 48 città e comuni.

Ingenti i danni alle infrastrutture: strade, ponti, aeroporti e porti hanno subito lesioni significative. Particolarmente strategico l’impatto sull’aeroporto internazionale di General Santos, utilizzato sia per voli commerciali sia per operazioni militari e di assistenza umanitaria, ora al centro della logistica dei soccorsi. Oltre 3.700 operatori sono stati mobilitati per le attività di ricerca e salvataggio nelle zone devastate. L’istituto filippino di vulcanologia e sismologia, il PHIVOLCS, ha confermato che il terremoto si è verificato a una profondità di 33 km, con epicentro a circa 32 k  a Sud/Ovest della città di Maasim, nella provincia di Sarangani. Lo sciame sismico successivo è stato particolarmente intenso: sono state registrate oltre 3.860 repliche.

Le Filippine, situate lungo la cosiddetta “Cintura di Fuoco” del Pacifico, rappresentato una delle aree a più alta attività sismica del pianeta, per la presenza di importanti confini tra placche tettoniche che generano frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche.