Un terremoto magnitudo Mwp 5.8 è stato alle 12:34 ora italiana (20:34 nell’area epicentrale) nella zona del Primorye, nell’Estremo Oriente della Russia, a Est della città di Vladivostok. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’evento sismico è avvenuto ad una profondità molto elevata di circa 354 km. Si tratta quindi di un terremoto profondo, localizzato all’interno della zona di subduzione che interessa l’area del Pacifico nord-occidentale.
Perché si verificano terremoti in questa zona
L’area del Primorye e più in generale dell’Estremo Oriente russo si trova in prossimità di uno dei margini tettonici più attivi del pianeta: il margine nord-occidentale della placca pacifica. In questa regione, la placca del Pacifico si muove verso ovest e sprofonda sotto la placca eurasiatica lungo un processo chiamato subduzione. Quando una placca oceanica scivola sotto un’altra, genera enormi tensioni che si accumulano e vengono poi rilasciate sotto forma di terremoti. Il sisma odierno, in particolare, è avvenuto a grande profondità nella cosiddetta zona di Wadati-Benioff, una regione inclinata all’interno del mantello terrestre dove la placca in subduzione continua a deformarsi e a rompersi anche a centinaia di km sotto la superficie.
I terremoti profondi come questo non sono generalmente associati a danni significativi in superficie, ma sono importanti indicatori della dinamica interna della Terra e della velocità con cui le placche litosferiche continuano a muoversi.
Sismicità storica della regione
L’Estremo Oriente russo è una delle aree più sismicamente attive dell’Eurasia, anche se la distribuzione della sismicità varia molto da zona a zona. Le regioni più attive si trovano più a nord e a est, lungo l’arco delle Isole Curili e della Kamchatka, dove si verificano frequentemente terremoti di grande magnitudo (anche superiori a 8), spesso accompagnati da tsunami. Il Primorye, dove si è verificato l’evento odierno, è invece generalmente meno sismico rispetto alle aree subduttive più attive, ma può comunque risentire di terremoti profondi originati lungo la stessa zona di subduzione del Pacifico. Eventi come quello registrato oggi rientrano in una sismicità di tipo intermedio-profondo, tipica delle aree dove la placca in subduzione raggiunge grandi profondità nel mantello.
