Si continua a scavare senza sosta a Macuto, nello Stato di La Guaira, dove i Vigili del Fuoco italiani hanno individuato una donna e due dei suoi tre figli all’interno di un edificio collassato dopo le forti scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela. Da oltre otto ore (e quando in Venezuela è piena notte), i soccorritori, che stanno operando insieme con i team dell’Ecuador e dell’Olanda, stanno rimovendo le macerie nel tentativo di raggiungere la donna che continua a rispondere ai segnali inviati dai Vigili del Fuoco attraverso il geofono. All’esterno sono presenti anche i familiari della donna, che è riuscita a mettere in moto le operazioni di salvataggio grazie a un messaggio WhatsApp inviato proprio a una sua cugina.
“Il fatto che risponda ai nostri segnali dopo tutte queste ore è sicuramente positivo – spiega il portavoce dei Vigili del Fuoco, Luca Cari -. Questo ci fa pensare che la direzione che abbiamo preso sia quella giusta. Ora bisogna andare ancora più in profondità nel tentativo di raggiungere la posizione della donna”. Al momento, però, non si hanno informazioni sui due bambini che sarebbero presenti all’interno dell’edificio. Secondo quanto riferito dalla donna stessa nel messaggio WhatsApp, i piccoli sarebbero con lei e in buone condizioni di salute. L’intervento è estremamente complesso per le condizioni critiche della struttura.
Delcy Rodriguez: “trovate persone ancora vive, non perdiamo la speranza”
Il Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha annunciato l’istituzione di una commissione speciale per valutare i danni ai palazzi e stabilire se sia sicuro per le persone che dormono per strada farvi ritorno. Il suo governo, ha detto, esaminerà anche i danni alle infrastrutture e la ricerca di vite umane tra le macerie continuerà. “Oggi abbiamo recuperato persone ancora in vita”, ha dichiarato. “Non perdiamo mai la speranza”.
Le autorità venezuelane hanno dichiarato che oltre 770 edifici sono crollati, totalmente o parzialmente, a causa dei due terremoti che hanno colpito il Paese. Si tratta di una cifra pari al doppio di quella inizialmente segnalata venerdì. Il rischio di ulteriori danni persiste, poiché le repliche continuano a scuotere il Venezuela.
