4 anni fa la tragedia sulla Marmolada, “la peggiore di sempre sulle Dolomiti”

La tragedia sulla Marmolada del 3 luglio di 4 anni fa “dice quanto sia importante custodire l’ambiente alpino”

Alle 13.43 del 3 luglio di quattro anni fa, una valanga di ghiaccio (un seracco di 80 metri di altezza per 200 di larghezza) si staccò dalla Marmolada e uccise 11 persone, con altre nove rimaste ferite. È stata “la tragedia peggiore di sempre sulle Dolomiti, che ha lasciato una ferita profonda in chi ama e rispetta la montagna e la sua imprevedibilità. Quell’evento ci ha ricordato quanto sia importante custodire l’ambiente alpino, affrontando con urgenza le sfide che il cambiamento climatico ci presenta“, afferma il Presidente del Veneto, Alberto Stefani, con un “pensiero di profonda gratitudine” ai soccorritori, alle Forze dell’ordine e a chi intervenne per salvare vite umane. “Il ricordo delle vittime della Marmolada resta nei cuori di chi ama, vive, rispetta la montagna e se ne prende cura nella consapevolezza di una straordinaria bellezza che è anche fragilità“, sottolinea Stefani sui social.

Il 3 luglio del 2022 è la data di “una delle più gravi tragedie che abbiano colpito le nostre montagne, spezzando 11 vite e lasciando un segno indelebile nelle Dolomiti e nelle nostre comunità”, afferma a sua volta il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex Governatore, Luca Zaia, citando nome per nome chi rimase ucciso dalla valanga di ghiaccio (Filippo Bari, Tommaso Carollo, Paolo Dani, Nicolò Zavatta, Davide Miotti, Erika Campagnaro, Gianmarco Gallina, Manuela Piran, Liliana Bertoldi e i turisti cechi Pavel Dana e Martin Oud). Il Veneto fu la regione “che pagò il tributo più alto in termini di vite umane“, annota Zaia. Davvero “un ricordo indelebile“, come dice l’ex assessore regionale alla Protezione Civile all’epoca dei fatti Giampaolo Bottacin.

Il rapporto dell’uomo con montagna e natura

Questa ricorrenza è anche un invito a riflettere sul nostro rapporto con la montagna e con la natura. Gli eventi franosi verificatisi anche negli ultimi giorni sulle nostre montagne ci ricordano quanto sia fondamentale frequentare questi luoghi con consapevolezza, prudenza e rispetto“, sottolinea il Presidente del Consiglio regionale del Veneto in un post social.

“Custodire il ricordo di chi non c’è più significa anche continuare a promuovere la cultura della sicurezza e della responsabilità, affinché una tragedia come quella della Marmolada non venga mai dimenticata”, ha detto anche il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per il quale il 3 luglio 2022 “ha segnato profondamente il Trentino e l’intero Paese“. E a quattro anni di distanza, ha continuato Fugatti, “il pensiero va alle 11 vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che portano ancora nel cuore il dolore di quella perdita. Le immagini di quanto accadde restano impresse nella nostra memoria collettiva e ci ricordano quanto la montagna sappia essere straordinaria, ma anche quanto richieda rispetto, prudenza e consapevolezza”.

La fragilità dei ghiacciai

Il distacco del seracco dal ghiacciaio della Marmolada è anche la tragedia “che ha richiamato l’attenzione sulla fragilità dei ghiacciai e sulla necessità di comprendere i cambiamenti che stanno interessando gli ambienti di alta montagna”, evidenzia il dipartimento Ambiente dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). “I ghiacciai sono molto più di spettacolari paesaggi alpini: sono preziosi archivi del clima, grandi riserve di acqua dolce e sentinelle del cambiamento climatico. Il loro rapido ritiro sta trasformando gli ecosistemi montani, influenzando la disponibilità di risorse idriche e aumentando i rischi legati alla stabilità del territorio” e dunque “sono fondamentali per comprendere l’evoluzione del clima, quali conseguenze comporta la loro progressiva scomparsa e come la ricerca scientifica contribuisce a monitorare questi cambiamenti e a preservarne la memoria“, ricorda l’INGV.