Dal 7 al 9 luglio, nella splendida cornice del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena di Catania, si terrà la 7ª Conferenza Alfred Rittmann, appuntamento di riferimento per la vulcanologia contemporanea e per la comunità scientifica impegnata nello studio dei fenomeni vulcanici. L’evento porterà a Catania oltre 300 scienziati, chiamati a confrontarsi sullo stato dell’arte della ricerca vulcanologica, del monitoraggio dei vulcani e della pericolosità vulcanica. Al centro dei lavori ci saranno le principali sfide scientifiche legate alla comprensione dei processi eruttivi, alla sorveglianza dei fenomeni naturali e alla mitigazione dei rischi per il territorio e la popolazione.
La 7ª Conferenza Alfred Rittmann nel Monastero dei Benedettini
La scelta del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena conferisce alla Conferenza un contesto di particolare valore culturale e scientifico. A Catania, città fortemente legata alla presenza dell’Etna e alla storia della ricerca vulcanologica, la Conferenza Alfred Rittmann si conferma come un momento di confronto di rilievo internazionale. Intitolata al padre della vulcanologia contemporanea, la Conferenza rappresenta dal 2009 un’importante occasione di incontro per la comunità scientifica internazionale. Nel corso degli anni, l’appuntamento ha consolidato il proprio ruolo come spazio di dialogo tra ricercatori, istituzioni e specialisti impegnati nello studio dei vulcani e dei rischi naturali.
Oltre 300 scienziati per fare il punto su ricerca, monitoraggio e pericolosità vulcanica
La notizia centrale dell’edizione catanese è la presenza di oltre 300 scienziati, che si riuniranno per fare il punto sui progressi della ricerca vulcanologica, sulle tecniche di monitoraggio vulcanico e sulla valutazione della pericolosità legata alle eruzioni. Centinaia di esperti si confronteranno sulle principali tematiche scientifiche di interesse vulcanologico, affrontando questioni che spaziano dallo studio dei meccanismi di risalita dei magmi fino alla valutazione della pericolosità associata alle eruzioni esplosive ed effusive. Si tratta di temi centrali per comprendere l’evoluzione dei sistemi vulcanici e per migliorare la capacità di osservazione, previsione e gestione dei fenomeni naturali.
Intelligenza artificiale, rischio vulcanico e impatto sulla società
Tra gli aspetti di maggiore rilevanza della 7ª Conferenza Alfred Rittmann vi sarà l’attenzione all’uso dell’intelligenza artificiale per il monitoraggio e la sorveglianza dei fenomeni vulcanici. L’applicazione di nuove tecnologie alla sorveglianza vulcanica rappresenta infatti una delle frontiere più importanti per la ricerca e per la gestione del rischio nei territori esposti all’attività dei vulcani. Grande spazio sarà dedicato anche all’impatto sulla società, con un’analisi della percezione del rischio e della tutela nei territori ad alta vocazione turistica. Il legame tra rischio vulcanico, comunità locali e turismo assume un peso particolare in aree come quella etnea, dove la presenza del vulcano è al tempo stesso elemento identitario, attrattore turistico e fattore di potenziale pericolosità naturale.
Tredici sessioni tematiche e 270 contributi scientifici
Il fitto programma dei tre giorni prevede tredici sessioni tematiche, nel corso delle quali verranno presentati 270 contributi scientifici, suddivisi tra presentazioni orali e sessioni poster. La struttura del programma conferma l’ampiezza degli ambiti di ricerca coinvolti e la dimensione internazionale del confronto scientifico. Le sessioni permetteranno di approfondire temi cruciali per la vulcanologia, dalla dinamica dei magmi alla pericolosità delle eruzioni, fino alla comunicazione dei risultati della ricerca e delle attività di monitoraggio. Saranno trattati anche gli aspetti di comunicazione e divulgazione, elementi sempre più centrali nel rapporto tra comunità scientifica, istituzioni e territori interessati dai rischi naturali.
La conferenza plenaria del Prof. Guilherme Gualda
Martedì 7 luglio i lavori si apriranno con una prestigiosa conferenza plenaria dal titolo: ‘The tempo and architecture of the plumbing systems that fed some of the largest Quaternary eruptions on Earth’, che sarà tenuta dal Prof. Guilherme Gualda della Vanderbilt University del Tennessee, negli Stati Uniti. La conferenza plenaria introdurrà uno dei temi di grande interesse per la comprensione dei grandi sistemi eruttivi: l’architettura e i tempi dei sistemi di alimentazione magmatica che hanno prodotto alcune tra le più grandi eruzioni del Quaternario sulla Terra.
Gli enti organizzatori e i patrocini dell’evento
L’evento è organizzato congiuntamente dall’Associazione Italiana di Vulcanologia (AIV), dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dall’Università degli Studi di Catania e dalla International Association of Volcanology and Chemistry of the Earth’s Interior (IAVCEI). La Conferenza è patrocinata dalla Società Geologica Italiana, dal Parco dell’Etna e dalla società BUUM (Guide Vulcanologiche Italiane). La presenza di enti scientifici, universitari e istituzionali rafforza il valore dell’iniziativa come piattaforma di cooperazione tra soggetti impegnati nello studio, nel monitoraggio e nella divulgazione dei fenomeni vulcanici.
Una conferenza strategica per comprendere e mitigare i rischi naturali
La Conferenza Rittmann si conferma così un momento di altissimo valore scientifico e un’alleanza strategica tra enti e istituzioni per comprendere e mitigare i rischi naturali, a tutela del territorio e della popolazione. Nel confronto tra ricercatori, università, enti di monitoraggio e associazioni scientifiche si concentra il senso più ampio dell’appuntamento: mettere in relazione conoscenza, tecnologia, comunicazione e prevenzione. A Catania, dal 7 al 9 luglio, la comunità scientifica internazionale sarà chiamata a discutere il presente e il futuro della vulcanologia, in un territorio che rappresenta uno dei luoghi simbolo dello studio dei vulcani.
