Alessandro Casula racconta il cielo della Sardegna: due mostre fotografiche tra Sinnai e Solanas

"Le meraviglie del cielo" all’Info Point di Solanas e "Tempo di Via Lattea" al Museo Civico di Sinnai conducono alla scoperta del paesaggio notturno attraverso stelle, rocce, mare e testimonianze del territorio

Il cielo notturno della Sardegna diventa protagonista di un doppio percorso espositivo firmato dal fotografo Alessandro Casula. Tra Sinnai e Solanas, due mostre fotografiche propongono un viaggio tra stelle, Via Lattea e paesaggi terrestri, mettendo in relazione la vastità del cosmo con gli elementi naturali e culturali che caratterizzano il territorio. Le esposizioni, intitolate “Tempo di Via Lattea” e “Le meraviglie del cielo”, si svolgono in due sedi differenti e in periodi parzialmente sovrapposti. Il primo appuntamento è ospitato al MuA – Museo Civico di Sinnai, mentre il secondo trova spazio nell’Info Point di Solanas, in via al Mare 1. Due iniziative autonome ma unite dallo stesso sguardo fotografico, rivolto verso uno dei soggetti più affascinanti e complessi da immortalare: il firmamento.

“Le meraviglie del cielo”, la mostra fotografica di Alessandro Casula a Solanas

La mostra “Le meraviglie del cielo” sarà visitabile dal 31 luglio al 24 agosto 2026 negli spazi dell’Info Point di Solanas. Il progetto fotografico porta al centro dell’esposizione l’incontro tra il cielo stellato e il paesaggio sardo, attraverso immagini nelle quali la luce delle stelle dialoga con le rocce, la vegetazione e le antiche strutture presenti sul territorio. La fotografia scelta per presentare l’iniziativa mostra un’imponente distesa stellata sopra una costruzione in pietra, illuminata dalle tonalità fredde della notte. La Via Lattea attraversa il cielo con la sua fascia luminosa, mentre il paesaggio sottostante conserva un carattere silenzioso e arcaico. L’immagine sintetizza il tema centrale dell’esposizione: la capacità della fotografia di collegare ciò che appare vicino e concreto con le profondità apparentemente irraggiungibili dell’universo. La mostra sarà aperta dal venerdì al lunedì, dalle 9:30 alle 12:30. Nelle giornate di sabato e domenica sarà inoltre possibile visitare l’esposizione anche durante l’apertura pomeridiana, prevista dalle 18:00 alle 20:00. La foto della locandina “le meraviglie del cielo” è il nuraghe Sa Fraigada in loco. Monte Cresia (Sinnai). La foto è stata pubblicata anche su Focus il 24/7/26.

Mostra fotografica

Il 3 agosto l’incontro con l’autore e la visita guidata a Solanas

All’interno del programma di “Le meraviglie del cielo” è previsto anche un evento speciale dedicato alla conoscenza diretta del progetto e del lavoro svolto da Alessandro Casula. L’appuntamento è fissato per lunedì 3 agosto alle ore 19:00, quando si terranno l’incontro con l’autore e una visita guidata alla mostra. L’occasione consentirà di approfondire il percorso espositivo e di osservare le fotografie attraverso il racconto di chi le ha realizzate. La fotografia astronomica richiede infatti una particolare attenzione alla scelta dei luoghi, alle condizioni del cielo, all’inquinamento luminoso e alla composizione dell’immagine. Ogni scatto nasce dall’unione tra preparazione tecnica, conoscenza del territorio e capacità di attendere il momento più favorevole.

“Tempo di Via Lattea” al Museo Civico di Sinnai

Il secondo percorso fotografico di Alessandro Casula è intitolato “Tempo di Via Lattea” ed è ospitato dal MuA – Museo Civico di Sinnai, in via Colletta 20. La mostra è in programma dal 19 luglio al 30 agosto, ampliando il racconto dedicato al cielo attraverso una selezione di immagini incentrate sulla presenza della nostra galassia sopra i paesaggi della Sardegna. L’immagine simbolo dell’esposizione presenta una spettacolare Via Lattea che domina quasi interamente la scena. Sotto il cielo stellato si distingue una figura collocata sopra una grande roccia, affacciata su un paesaggio marino. Una passerella in legno conduce idealmente verso il punto di osservazione, trasformando la composizione in un invito a sollevare lo sguardo e a confrontarsi con la dimensione del cosmo. Il titolo “Tempo di Via Lattea” richiama sia il periodo dell’anno nel quale il cuore della galassia risulta maggiormente riconoscibile, sia il tempo necessario per osservare, progettare e realizzare una fotografia notturna. L’esposizione pone così l’accento non soltanto sul risultato finale, ma anche sul rapporto paziente con il paesaggio e con i ritmi naturali. La foto della locandina “Tempo di Via Lattea” è il Cristo Benedicente di Costa Rey, foto presente nel catalogo Dyaprhana International Fhotographic Circuit del 2026.

L’inaugurazione della mostra al MuA di Sinnai

L’inaugurazione di “Tempo di Via Lattea” è stata programmata per domenica 19 luglio alle ore 18:30. Da quella data il percorso espositivo rimane aperto sino al 30 agosto, offrendo un ampio periodo per visitare la mostra durante la stagione estiva. Il MuA – Museo e Archivio di Sinnai rappresenta la cornice scelta per accogliere questo racconto fotografico. La sede si trova in via Colletta 20, a Sinnai. Gli orari riportati prevedono l’apertura il martedì dalle 17:00 alle 20:00. Dal mercoledì al venerdì la mostra è visitabile dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00. Il sabato gli orari sono dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 18:30 alle 21:30, mentre la domenica l’apertura è prevista dalle 18:30 alle 21:30. Il museo resta invece chiuso il lunedì.

La fotografia astronomica incontra il paesaggio della Sardegna

Le due esposizioni permettono di osservare come il cielo notturno possa diventare parte integrante del racconto del territorio. Nelle immagini di Alessandro Casula, le stelle non costituiscono un semplice sfondo, ma entrano in relazione con rocce, costruzioni, sentieri e profili costieri. La fotografia astronomica assume così anche una dimensione paesaggistica. Il firmamento viene rappresentato insieme agli elementi che identificano i luoghi, rendendo ogni immagine riconoscibile e legata alla Sardegna. La presenza della Via Lattea amplifica il contrasto tra la durata della materia terrestre e l’immensità dello spazio, creando composizioni nelle quali il paesaggio conserva la propria identità anche davanti alla vastità del cielo. Il risultato è un racconto visivo capace di mostrare ciò che l’occhio umano, in determinate condizioni, può percepire soltanto in parte. Attraverso la lunga esposizione e la corretta gestione della luce, la macchina fotografica raccoglie dettagli, colori e strutture della volta celeste, restituendo un’immagine più profonda della notte.