L’Italia sta attraversando una fase di marcata e pericolosa instabilità atmosferica, caratterizzata da eventi meteorologici estremi che hanno già iniziato a colpire duramente diverse aree del Paese. Nelle ultime ore, l’attenzione si è concentrata sulle regioni meridionali, dove il maltempo in Campania ha causato violenti nubifragi su Avellino e Benevento, determinando pesanti criticità in Irpinia. Interi tratti stradali si sono trasformati in veri e propri fiumi di fango, provocando allagamenti diffusi, disagi alla circolazione e richiedendo l’intervento massiccio e ininterrotto dei Vigili del Fuoco. Questa complessa situazione evidenzia la presenza di una grandissima quantità di energia termica e umidità nei bassi strati della troposfera, capace di alimentare celle temporalesche rigeneranti e stazionarie in grado di scaricare quantità eccezionali di pioggia in intervalli di tempo estremamente ridotti.
Il ruolo del Mega-Ciclone dell’Est Europa sul meteo dell’Italia
La pesante ondata di maltempo osservata al Sud non costituisce un episodio isolato, bensì il chiaro preludio a una configurazione barica su scala continentale ben più complessa e strutturata. Come evidenziato dalle ultime analisi sinottiche, il motore trainante di questa improvvisa escalation di instabilità è il cosiddetto mega-ciclone dell’Est. Questa imponente struttura depressionaria sta convogliando masse d’aria decisamente più fresche e instabili in quota verso il bacino del Mediterraneo, dove vanno a scalzare bruscamente il flusso caldo precedentemente accumulato a causa dell’anticiclone subtropicale. Questo meccanismo dinamico scatena forti temporali pomeridiani e pone le basi per l’innesco di fenomeni esplosivi nel weekend, determinando una fase prolungata di maltempo estremo sull’Italia che colpirà in modo esteso e severo molte delle nostre regioni nei prossimi giorni.
L’analisi meteorologica e l’allerta di PRETEMP
In questo scenario di spiccata pericolosità meteorologica, gli esperti dell’associazione PRETEMP hanno emesso una nuova e dettagliata allerta meteo focalizzata interamente sulla giornata di venerdì 10 luglio. PRETEMP (Previsioni Temporali) è un noto e autorevole progetto scientifico e sperimentale, gestito da un team di meteorologi e previsori professionisti, interamente dedicato alla previsione e alla stima probabilistica dei fenomeni convettivi severi (come grandine grossa, tornado, downburst e piogge alluvionali) sul territorio italiano. Attraverso lo studio accurato dei parametri termodinamici, dei contrasti termici al suolo e dei modelli ad altissima risoluzione, PRETEMP mappa il territorio nazionale assegnando livelli di pericolosità crescenti da 0 a 3, offrendo così una diagnosi precisa sulla localizzazione e sulla potenziale violenza dei temporali in arrivo.
Il bollettino ufficiale di PRETEMP per Venerdì 10 Luglio
Per fare massima chiarezza sulle aree geografiche coinvolte e sulla specifica natura dei rischi attesi, si riporta integralmente il testo ufficiale del bollettino emanato dagli esperti di PRETEMP, valido dalle ore 00:00 alle 24:00 UTC di venerdì 10 luglio 2026:
“Un calo dei geopotenziali e delle temperature al di sopra dei 500 hPa all’interno di un vasto promontorio anticiclonico subtropicale incrementerà l’instabilità convettiva. La rotazione del vento a 700 hPa da sudovest sul nord Italia, intorno a una depressione in avvicinamento dai Pirenei, apporterà umidità causando la formazione di temporali abbastanza diffusi sulle Alpi centro-occidentali e l’appennino ligure e tosco-emiliano; in forma più irregolare sulle alpi orientali, la Corsica e il resto dell’appennino a livello 0. Un livello 1 è stato emesso per gran parte delle Alpi e per la Pianura Padana centro-occidentale per isolati temporali forti, con rischio alluvioni lampo, grandine fino a medie dimensioni e forti raffiche di vento. Un livello 0 è stato emesso per le Alpi altoatesine, l’appennino romagnolo, marchigiano, abruzzese, toscano e laziale e la Corsica per i medesimi rischi con probabilità minore. Un livello 0 è stato emesso sulla pianura veneta per il rischio di un temporale con forti piogge e qualche raffica di vento Alpi centro occidentali e appennino ligure-emiliano La rotazione del vento da sudovest a 700 hPa, quota dell’LFC, unitamente all’orografia e al soleggiamento porterà alla nascita di diversi nuclei temporaleschi dal primo pomeriggio. I temporali si troveranno in un ambiente con shear molto scarso (<10 m/s) e CAPE medio-alto (1000-2000 J/Kg) e potranno assumere caratteristica di pulse storm o cyclic storm e semistazionaria, con forti piogge concentrate a causa dell’abbondanza di acqua precipitabile (30-35 mm), specie in media atmosfera. I livelli di equilibrio molto elevati sui 13000-14000 metri, la presenza di CAPE abbondante nel’HGZ e gli alti LFC, con profili inverted V formati da PBL ancora relativamente secchi (DP sui 15°C), favoriranno updraft larghi con rischio grandine di piccole dimensioni, occasionalmente fino a 2-3 cm nelle prime phases di sviluppo dei temporali, pur limitata dallo shear e allo stesso tempo forti cold pool con rischio raffiche di vento. Successivamente i temporali si disturberanno a vicenda e tenderanno a rigenerare attraverso i cold pool boundary in direzione della pianuraPadana tra Piemonte, Lombardia ed Emilia occidentale A partire dalla seconda metà del pomeriggio le cold pool dei temporali nelle vallate alpine potranno convergere con un vento più secco di caduta dall’appennino sul Piemonte, mentre altre cold pool appenniniche potranno convergere sulla pianura emiliana con correnti più calde e umide provenienti dal mar Adriatico. Alcuni isolati temporali, più probabili sul Piemonte centro-meridionale, potranno erodere lo strato di inibizione nei bassi strati e trovandosi in un ambiente simile a quello montano con più energia (2000-3000 J/Kg di CAPE) rispetto ai rilievi potranno produrre localmente grandine fino a 3-4 cm di diametro. Specialmente in caso di formazione di forti temporali in Emilia (meno probabili), i contrasti di dew point al suolo dell’ordine di 10°C propendono per un maggior rischio di forti raffiche di vento, possibilmente >100 km/h. In serata altri temporali dovrebbero riuscire a formarsi in pedemontana bresciana-bergamasca con i medesimi rischi e non è escluso che essi si propaghino in direzione del Po in tarda serata. infine si segnala, con probabilità bassa, la possibilità di un upscale growth serale della convezione piemontese, con la formazione di un MCS verso il centro della pianura padana che sfrutterebbe i cold pool delle celle lombarde. In tal caso sarebbero probabili forti piogge ed estese forti raffiche di vento>100 km/h. Livello 0 appennino centro-settentrionale e Corsica Su queste zone saranno probabili temporali localmente intensi in un’atmosfera simile alle alpi occidentali, ma con diffusione minore rispetto ad esse, con il vento che ruoterà più tardi da sudovest a medi quota, per cui si è preferito lasciare un livello 0. Livello 0 pianura veneta L’inibizione della brezza porterà CIN anche >400 J/Kg, per cui i temporali dovrebbero mantenersi vicino ai rilievi. Prima dell’estensione della brezza verso i rilievi potrebbero formarsi inizialmente alcuni temporali in media pianura, con forti piogge, qualche raffica di vento e qualche isolato chicco di grandine nel pomeriggio. In tarda serata/nottata i cold pool provenienti dalla convezione lombarda potrebbero portare alla formazione di un temporale più forte, con i medesimi rischi del livello 1, ma probabilità molto bassa“.
Focus sulle aree a livello 1: Alpi e Pianura Padana occidentale
L’analisi dettagliata degli esperti evidenzia una situazione di marcata criticità per il Nord Italia, dove è stato opportunamente emesso un livello 1 di allerta. L’innesco dei fenomeni avverrà fin dal primo pomeriggio sulle zone alpine centro-occidentali e sui settori dell’Appennino ligure ed emiliano. A causa dello scarso vento in quota (basso shear) ma di una forte energia potenziale disponibile (CAPE fino a 2000 J/Kg), i temporali assumeranno caratteristiche semistazionarie o di tempeste a impulsi. Questo significa che le celle piovose tenderanno a rimanere bloccate sulle medesime aree geografiche, scaricando ingenti quantitativi d’acqua con un elevato rischio alluvioni lampo nelle vallate e a ridosso dei rilievi.
Nel corso del tardo pomeriggio e della serata, la situazione diventerà ancora più esplosiva quando i fronti d’aria fredda discendenti dalle montagne (cold pool) scenderanno verso la pianura, scontrandosi con l’aria calda e umida presente in Pianura Padana e con le correnti provenienti dall’Adriatico. Questo scontro termico tra Piemonte, Lombardia ed Emilia occidentale fornirà nuova linfa ai temporali, che in pianura potranno contare su un’energia ancora maggiore. Su queste zone il rischio principale sarà rappresentato da violente grandinate, con chicchi in grado di raggiungere localmente i 3-4 centimetri di diametro, e da distruttivi colpi di vento. In particolare, i forti contrasti termici e di umidità al suolo segnalati in Emilia potrebbero generare raffiche di vento lineari (downburst) superiori ai 100 km/h. Gli esperti segnalano infine il rischio che le singole celle temporalesche possano fondersi in un unico grande sistema organizzato (MCS) in tarda serata, estendendo il maltempo a gran parte del bacino del Po con piogge torrenziali e venti di tempesta generalizzati.
Le aree a livello 0: Appennino, Corsica e pianura veneta
Una menzione a parte meritano i settori inseriti in livello 0, dove i fenomeni intensi saranno possibili ma con una diffusione decisamente più localizzata e frammentaria. Lungo l’Appennino centro-settentrionale e in Corsica si svilupperanno temporali pomeridiani localmente di forte intensità, inseriti in un contesto termodinamico simile a quello delle Alpi ma con una minore organizzazione spaziale a causa di una rotazione dei venti alle medie quote che avverrà in modo più tardivo.
Sulla pianura veneta, invece, l’ingresso delle brezze marine pomeridiane manterrà inizialmente una solida inibizione alla convezione, costringendo i temporali a rimanere confinati a ridosso della fascia prealpina. Nonostante ciò, non si esclude la genesi di isolati nuclei in media pianura durante le ore centrali del giorno, associati a brevi grandinate e colpi di vento. La fase più delicata per il Veneto si sposterà tuttavia tra la tarda serata e la notte, quando i flussi d’aria fredda generati dai temporali della Lombardia potrebbero viaggiare verso est, penetrando nello strato stabile e dando vita a un temporale tardivo localmente intenso. Sebbene la probabilità rimanga bassa, i rischi associati a questo scenario notturno rimangono sovrapponibili a quelli del livello 1, richiedendo una costante attività di monitoraggio dei radar meteorologici.
Tutti i dettagli dal video con il bollettino meteo completo di oggi dal Canale YouTube di MeteoWeb:
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