L’Italia si trova letteralmente divisa in due da una configurazione meteorologica tanto affascinante quanto pericolosa, che promette di segnare profondamente questa estate. Da una parte, una grande ondata di caldo sta soffocando le regioni centro-meridionali, spingendo la colonnina di mercurio verso soglie critiche. Questa massa d’aria rovente di matrice subtropicale sta portando un caldo record e temperature di fuoco al Centro-Sud, dove sono concretamente a rischio tutti i record storici, con proiezioni allarmanti che indicano possibili punte di +48°C. In questo scenario estremo, l’anticiclone africano domina incontrastato, trasformando la penisola in una vera e propria fornace.
Tuttavia, il margine settentrionale di questa cupola anticiclonica risulta estremamente vulnerabile. È proprio lungo questa linea di confine che si giocherà la partita meteorologica più insidiosa. L’infiltrazione di correnti più fresche e instabili di origine atlantica, scorrendo al di sopra dell’aria caldissima e umida preesistente nei bassi strati, creerà i presupposti perfetti per lo scoppio di maltempo estremo. Per la giornata di domani, venerdì 17 luglio, è stata diramata una massima allerta meteo per il Nord Italia, un avviso che richiede la massima attenzione da parte di tutto il pubblico italiano residente nelle aree a rischio, in quanto si prevedono fenomeni di inaudita violenza.
A delineare con precisione chirurgica il quadro clinico di questa severa ondata temporalesca è Pretemp, autorevole centro specializzato nelle previsioni temporalesche sperimentali e probabilistiche. Attraverso il loro ultimo bollettino, gli esperti hanno emesso livelli di allerta specifici per diverse macro-aree del settentrione, avvisando la popolazione circa la probabile formazione di supercelle, colpi di vento distruttivi e grandine di grosse dimensioni. Di seguito, analizziamo nel dettaglio e traduciamo in termini divulgativi il testo ufficiale diramato da Pretemp, per comprendere a fondo i rischi di questa imminente tempesta.
Il quadro generale dell’allerta meteo: la previsione di Pretemp
Il bollettino ufficiale fornisce una panoramica immediata dei fenomeni atmosferici attesi, delineando le cause scatenanti e la distribuzione geografica del pericolo. Ecco quanto riportato nel testo introduttivo del bollettino, valido per l’intera giornata di domani.
Bollettino Pretemp – Testo Breve (Emessa giovedì 16 luglio 2026 alle ore 23:05 – Valida dalle ore 00:00 alle 24:00 UTC di venerdì 17 luglio 2026) – “Dopo la rimonta di alta pressione, i geopotenziali stanno iniziando a calare da nordovest; mentre nelle prime ore della notte è atteso il transito della left exit della corrente a getto in intensificazione che divergerà a 300 hPa a cavallo dell’asse alpino centrale. Saranno associati alcuni nuclei di vorticità in alta quota che daranno luogo a intensa convezione a ridosso delle Prealpi lombarde nelle prime ore della notte. Un livello 2 è stato emesso dall’alto Piemonte fino al Friuli lungo le Alpi meridionali, Prealpi e alte pianure per forti temporali con grandine fino a medio-grandi dimensioni e qualche downburst probabile. Un livello 1 è stato emesso per le Alpi interne e la sezione transalpina tra Cantoni svizzeri meridionali, Savoia, Tirolo e Slovenia per isolati forti temporali, probabilmente con grandine di dimensioni più contenute. Un livello 1 è stato emesso per le zone pianeggianti a ridosso del Po, che potranno essere interessate dalle code dei temporali più a nord con gli stessi fenomeni, ma probabilità ridotta. Un altro livello 1 è stato emesso infine per la pianura piemontese fino alle colline del Monferrato, dove sussiste la possibilità di un intenso temporale in serata, con gli stessi rischi del livello 2, ma probabilità minore“.
In questo estratto, gli analisti di Pretemp descrivono una dinamica atmosferica altamente reattiva. Il “calo dei geopotenziali” indica un cedimento dell’alta pressione in quota, il primo segnale dell’arrivo di aria più instabile. Il passaggio della “left exit della corrente a getto” è un elemento chiave: si tratta della porzione anteriore sinistra di un vero e proprio fiume d’aria che scorre ad altissima velocità nella media troposfera. Questa specifica area genera una divergenza dei venti in quota, creando un “vuoto” che risucchia violentemente l’aria dai bassi strati verso l’alto, innescando così una intensa convezione, ovvero la rapida formazione di nubi temporalesche imponenti. Il rischio principale per la vasta fascia che va dal Piemonte al Friuli è rappresentato da temporali violenti accompagnati da downburst, cioè raffiche di vento discensionali e lineari capaci di abbattere alberi e scoperchiare tetti, comportandosi in modo altrettanto distruttivo rispetto a un tornado.
Allerta Meteo Alta Lombardia: rischio supercelle e downburst
La prima area a finire sotto l’occhio del ciclone, sia in termini cronologici che di intensità fenomenologica, è la fascia dell’Alta Lombardia, dove i contrasti termici raggiungeranno il loro apice già dalle primissime fasi dell’evento.
Bollettino Pretemp – Discussione: Alta Lombardia – “Nelle prime ore della notte sarà presente un ambiente a forte shear in medio-alta troposfera, con picchi di 30/35 m/s di DLS, specie a ovest, associato a MLCAPE fino a 1500-2000 J/Kg nei medio-alti livelli. Nei bassi strati saranno presenti elevati dew point e spessi BL con uno strato secco a 850 hPa. Il trigger della convezione sarà localizzato probabilmente in alto Piemonte e legato all’outflow dei nuclei in arrivo da oltralpe in interazione con le catene montuose. Un rapido sviluppo e movimento del sistema segurà sulla pedemontana lombarda, dove esso potrà assumere carattere di supercella visto anche lo SREH in aumento a seguito del veering con flussi da nordest nei bassi strati. L’abbondanza del CAPE nella HGZ e il forte entraintment con delta thetae 500-850 hPa sui -14/-16 K propende per un rischio di downburst associato a grandine fino a 4-6 cm di diametro, quindi potenzialmente dannosa. L’evoluzione propende per un rapido upscale growth, con lo sviluppo di un bow echo/MCS con altre raffiche di vento. Il sistema dovrebbe indebolirsi e raggiungere il Veneto verso la mattinata“.
Questo paragrafo delinea una situazione di allerta massima per la regione lombarda. Gli esperti evidenziano la presenza di un “forte shear”, termine che indica una netta variazione della direzione e della velocità del vento man mano che si sale di quota. Quando questo shear elevato si sovrappone a valori importanti di “MLCAPE”, che rappresenta l’energia potenziale o la vera e propria benzina a disposizione dei temporali, si crea l’incubatrice perfetta per le supercelle. Queste ultime sono sistemi temporaleschi dotati di un moto rotatorio interno, noti per essere i più violenti in natura. Lo “SREH in aumento” suggerisce proprio un incremento della propensione dell’aria a ruotare. Estremamente preoccupante è il riferimento alla grandine fino a 4-6 cm di diametro: parliamo di chicchi di ghiaccio grandi come palline da golf, in grado di devastare colture agricole, distruggere i parabrezza delle automobili e causare gravi danni alle infrastrutture. L’evoluzione prevista in un “bow echo”, ovvero una linea temporalesca che assume una forma ad arco sui radar meteorologici, conferma il pericolo imminente di venti rovinosi in avanzamento rapido sul territorio.
Allerta Meteo Alpi: dalla Valle d’Aosta alle Dolomiti friulane
Spostando l’attenzione sull’intero arco alpino orientale e centrale, la perturbazione continuerà a far sentire i suoi effetti, rigenerandosi grazie al riscaldamento diurno.
Bollettino Pretemp – Discussione: Alpi da Valle d’Aosta a Dolomiti Friulane – “Dopo essere interessate dalla parte settentrionale del sistema lombardo, con forti piogge transitorie; tra mattina e pomeriggio transiteranno diversi altri sistemi temporaleschi in successione, di cui alcuni i quali riusciranno a sostenere le correnti (specie in seguito al soleggiamento che aumenterà l’instabilità), di forte intensità. Per tale motivo il livello 2 è stato esteso anche ad altre sezioni delle Alpi orientali. I sistemi temporaleschi si troveranno in un ambiente a energia minore ma potrebbero riuscire a generare grandine localmente di medie dimensioni e forti raffiche di vento“.
In questo specifico frangente, gli specialisti di Pretemp mettono in luce come la tregua mattutina sarà solamente temporanea. Il “soleggiamento”, ovvero il normale riscaldamento solare durante le ore diurne, agirà come un formidabile amplificatore dell’instabilità atmosferica preesistente. Questo processo termico fornirà nuova energia che permetterà la genesi di ulteriori sistemi temporaleschi in successione. Sebbene l’energia complessiva a disposizione in queste aree montane sia descritta come lievemente minore rispetto alle pedemontane lombarde, l’estensione del livello di allerta 2 dimostra che il potenziale di danno resta altissimo. I rilievi alpini, dalle valli aostane fino all’aspro territorio delle Dolomiti friulane, dovranno quindi fronteggiare improvvise e forti raffiche di vento e precipitazioni solide, con il concreto rischio di isolati ma intensi episodi di grandine di medie dimensioni, capaci di creare disagi significativi alla viabilità e alle escursioni in quota.
Evoluzione serale: rischio grandine gigante tra Piemonte e Friuli
L’ultimo tassello di questa complessa scacchiera meteorologica riguarda le ore serali, momento in cui le dinamiche atmosferiche potrebbero riservare i fenomeni più estremi e pericolosi a livello locale, coinvolgendo in particolar modo le pianure periferiche.
Bollettino Pretemp – Discussione: Piemonte e Friuli in serata – “La rotazione delle correnti da ovest e una nuova intensificazione del getto potrebbe permettere ai nuclei temporaleschi di scendere più a sud verso le pianure, specie in caso di supercelle con deviazione a destra rispetto alle correnti in quota (quindi con moto verso sudest). Sul Friuli la probabilità sembra maggiore, grazie ad un apporto umido più consistente dall’Adriatico con correnti temporaneamente da sud-sudest al suolo. In tal caso saranno probabili grandinate anche fino a 6-8 cm di diametro e downburst per l’abbondanza di CAPE (2500-3000 J/Kg), specie in presenza di una supercella. In Piemonte la corrente a getto dovrebbe essere ancora più forte che in Friuli (30-35 m/s) con un CAPE simile, ma gli LFC tenderanno ad alzarsi per effetto compressione delle correnti, occidentali fino a 850 hPa, in caduta dalle Alpi occidentali. L’eccesivo entraintment potrebbe impedire la prosecuzione della convezione in pianura, per tale motivo si è deciso di limitare il livello di rischio a 1, in quanto a elevato potenziale, ma basso rischio“.
Questa sezione finale del bollettino richiede una profonda riflessione sulla gravità degli eventi attesi per la serata di domani. I meteorologi spiegano che alcune supercelle particolarmente strutturate potrebbero subire una “deviazione a destra”, un comportamento tipico delle tempeste rotanti più violente, che tendono a staccarsi dal normale flusso dei venti in quota per seguire traiettorie autonome e devastanti verso le pianure. Il Friuli rappresenta il punto critico di questa fase: l’aria ricca di umidità proveniente dal Mar Adriatico andrà ad alimentare un’energia spaventosa, quantificata in valori di CAPE tra i 2500 e i 3000 J/Kg. Questa configurazione innesca un fondato terrore per grandinate estreme con diametri fino a 6-8 centimetri. Parliamo di vere e proprie pietre di ghiaccio delle dimensioni di arance, la cui caduta può risultare letale e comporta la distruzione totale di parabrezza, lucernari, pannelli solari e raccolti agricoli. Per quanto riguarda il Piemonte serale, la dinamica è altrettanto complessa e carica di energia, ma la presenza di correnti in caduta dalle Alpi che seccano l’aria nei bassi strati (il cosiddetto “entrainment” di aria asciutta) potrebbe inibire lo sviluppo di questi mostri temporaleschi. Si tratta, come sintetizzato magistralmente da Pretemp, di uno scenario ad alto potenziale energetico ma a rischio di innesco inferiore, mantenendo comunque altissima la soglia di guardia per un imminente maltempo estremo.
Tutti i dettagli dal video con l’ultimo bollettino meteo completo dal Canale YouTube di MeteoWeb:
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