La situazione meteorologica sulla nostra penisola continua a mostrare tratti di spiccata dinamicità e potenziale pericolosità. La giornata di giovedì 23 luglio sarà contrassegnata dal transito da nord-ovest di un insidioso cavo d’onda in quota, inserito all’interno di una più vasta saccatura d’aria fresca che si sta gradualmente spostando verso i Balcani. Questo movimento favorirà una nuova avvezione di aria fredda e secca alle quote medio-alte della troposfera, pronta a fare il suo ingresso su un bacino adriatico e su regioni centro-meridionali che presentano ancora temperature al suolo e della superficie marina decisamente elevate. Il brusco contrasto termico tra l’aria fresca che scivola in quota e l’accumulo di calore presente nei bassi strati andrà a rigenerare forti condizioni di instabilità atmosferica, concentrando i fenomeni più severi lungo la fascia adriatica e nel Meridione.
Che cos’è PRETEMP e la mappa dei livelli di allerta per Giovedì 23 Luglio
Per valutare il rischio di fenomeni temporaleschi estremi, il punto di riferimento in Italia è costituito dall’associazione PRETEMP. PRETEMP (Previsioni Temporali) è un progetto scientifico e collaborativo gestito da un team di meteorologi, fisici e previsori professionisti, interamente focalizzato sulla stima probabilistica dei temporali violenti. A differenza dei bollettini di protezione civile istituzionali che valutano principalmente il rischio idrogeologico, PRETEMP mappa la pericolosità diretta delle celle temporalesche dividendo il territorio in livelli che vanno da 0 a 3. Per la giornata di giovedì, l’attenzione si sposta con decisione al Centro-Sud: gli esperti hanno emesso un’imponente allerta meteo che vede un livello 2 di colore rosso/arancione per rischio di eventi severi su Abruzzo meridionale e Puglia. Un diffuso livello 1 coprirà invece il restante settore del medio-basso Adriatico a partire dalle Marche meridionali, mentre un livello 0 interesserà l’Alto Adriatico, il Friuli, l’Appennino settentrionale, la Calabria e la Sicilia nord-orientale per fenomeni più isolati ma comunque localmente intensi.
Il bollettino ufficiale e integrale di PRETEMP
Di seguito viene riportato integralmente e senza alcuna modifica il testo ufficiale del bollettino di PRETEMP, emesso e valido per l’intera giornata di giovedì 23 luglio:
“Valida dalle ore 00:00 alle 24:00 UTC di giovedì 23 luglio 2026 – Il transito da Nord-Ovest di un cavo d’onda in quota, inserito in una più vasta saccatura ancora presente sulla penisola balcanica, sarà accompagnato da una nuova avvezione di aria fredda e secca in medio-alta troposfera con temporanea componente ciclonica. Pertanto andranno temporaneamente rinnovandosi condizioni d’instabilità, con particolare riferimento al settore orientale del dominio di previsione ed espressamente sul medio-basso Adriatico laddove le temperature, segnatamente quelle della superficie marina, risultano ancora elevate. Su Abruzzo meridionale e Puglia si attribuisce un livello 2 per grandinate di medie dimensioni (3-4 cm, ma non da escludere fino a 4-6 cm in caso di supercelle isolate) e forti raffiche di vento convettive (downburst 80-100 km/h e localmente oltre), mentre un livello 1 varrà per forti piogge concentrate e fenomeni vorticosi (principalmente trombe marine, anche mesocicloniche, ma possibili anche sull’entroterra). Un più esteso livello 1 per grandinate anche di medie dimensioni e forti raffiche di vento riguarderà le restanti aree del medio-basso Adriatico a partire dal sud delle Marche, mentre un livello 0 varrà per piogge intense e fenomeni vorticosi (trombe marine). Un livello 0 è stato considerato per Friuli, Istria e Alto Adriatico per grandinate di piccole o localmente medie dimensioni e raffiche di vento convettive (downburst), Un generico livello 0 per locali grandinate di piccole dimensioni e colpi di vento varrà per l’Appennino settentrionale, Calabria e Sicilia nord-orientale“.
“Livello 2…. L’ingresso di un impulso di vorticità potenziale (PVU) sul livello isobarico di 300 hPa associato a un cavo d’onda a 500 hPa in discesa da NW con temperature intorno -13/-14 °C rappresenterà un forcing dinamico piuttosto efficace tra tardo pomeriggio e sera. Sul basso Adriatico l’aria relativamente fresca in quota aumenterà il gradiente termico verticale proprio mentre nei bassi strati resiste una massa d’aria ancora caldo-umida. Il risultato sarà una progressiva erosione del CIN durante il pomeriggio e in serata con aumento della probabilità di trigger convettivo. Il previsto SB CAPE di circa 2000 J/kg, in avvezione dal mare, appare più che sufficiente considerando il contesto dinamico, mentre CAPE 0-3 km intorno a 250-300 J/kg presuppone una buona quantità di galleggiamento nei bassi strati. PWAT di 28-32 mm suggerisce inoltre precipitazioni intense ma senza raggiungere valori tali da penalizzare eccessivamente le correnti ascensionali. Lo shear ambientale mostra DLS 30-35 m/s; LLS 15-17 m/s; SRH 0-1 km oltre 250 m²/s²; SRH 0-3 km oltre 350 m²/s² che, unitamente a UH di 90-100 m²/s², rappresenta un buon potenziale per innesco anche di supercelle ben organizzate (SCP fra 4 e 6). La presenza di confluenza ESE/N al suolo e possibili boundary di basso livello potrà attivare convezione a tratti severa già dall’Abruzzo meridionale scendendo verso Gargano; costa nord della Puglia e Adriatico antistante. Successivamente le celle potrebbero propagarsi verso Tavoliere, Barese e Salento. La previsione di lapse rate 800-600 hPa di 7-8 °C/km, Δθe 20-22 °K e updraft rotanti suggerisce una probabilità piuttosto elevata di grandine con dimensioni comprese fra 3 e 4 cm nelle celle meglio organizzate, ma fino a 4-6 cm qualora si sviluppi una supercella isolata e longeva. Lo stesso Δθe di 20-22 °K associato ad aria relativamente secca a media quota e forte trasporto di quantità di moto (forti correnti da NW in quota produrrà un elevato rischio di downburst con raffiche fino a 80-100 km/h e punte locali superiori in eventuali bow-echo. La combinazione di SRH elevata, buon LLS marcato; e 0-3 km CAPE >250-300 J/kg boundary superficiali e convergenza costiera potrà supportare anche fenomeni vorticosi, essentrialmente trombe marine mesocicloniche e non. I fenomeni risulteranno più probabili tra tardo pomeriggio e sera, sebbene la convezione, di tipo sparso, potrà innescarsi anche prima sulle aree interne e appenniniche grazie al lifting orografico, con i cold pools e relativi outflow boundary che potranno sostenere la convezione successiva fino alle coste (QLCS e isolated supercelle). Livello 1… Su queste zone la convezione sarà prevalentemente orografica (cluster, pulse storm) e andrà organizzandosi meglio dal tardo pomeriggio per il sopraggiungere di una maggiore forzante dinamica in un ambiente con CAPE moderato (1000-1500 J/kg) e windshear più contenuto ad eccezione di DLS ancora alquanto elevato (25-30 m/s) e discreto UH , inclini a organizzare la convezione in QLCS associati a grandine fino a medie dimensioni, e intense raffiche di vento convettive (downburst), in evoluzione verso sud-est già a partire dalle aree interne delle Marche meridionali ed est Umbria fino ad approcciare le zone costiere quando non si esclude un’isolata supercella. Livello 0 Alto Adriatico, Friuli e Veneto orientale… Un debole impulso di PVU a 300 hPa in discesa da nord-nord-ovest, associato al cavo d’onda a 500 hPa con isoterme di -14/-16 °C, fornirà un forcing dinamico sufficiente a favorire la convezione, ma decisamente meno incisivo rispetto al basso Adriatico. L’ambiente sarà quindi maggiormente dipendente dai processi alla mesoscala, in particolare luingo convergenze costiere e dai boundary generati dalle brezze. Lo SB CAPE compreso fra 1600 e 1800 J/kg, alimentato dai flussi meridionali marittimi, unitamente a convergenza tra un flusso umidi da SSE marittimo debole Bora o Grecale da nord-est potrà generare una linea di convergenza meglio definita su pianura friulana con l’innesco di una prima convezione, in parte anche orografica alpina e prealpina, in successivo trasferimento verso la fascia costiera veneta fino al Delta del Po nelle ore serali. Un DLS 20-25 m/s e debole-moderato UH potrà essere sufficiente per sostenere strutture convettive lineari organizzate in QLCS. L’ambiente appare orientato verso una convezione organizzata prevalentemente multicellulare in rapida evoluzione verso SSE. I fenomeni associati riguarderanno grandinate di piccole ma localmente medie dimensioni e raffiche di vento convettive (livello 0), mentre non si esclude trombe marine non mesocicloniche e lungo le coste dell’alto Adriatico anche con parametri non estremi grazie ai forti gradienti termici tra mare e aria sovrastante. Emessa mercoledì 22 luglio 2026 alle ore 18:30 UTC“.
Analisi tecnica e divulgativa: supercelle, grandine gigante e downburst in Puglia e Abruzzo
Traducendo il linguaggio altamente specialistico del bollettino in termini comprensibili a tutti, emerge un quadro di notevole severità per il medio-basso Adriatico. L’elemento scatenante è la presenza di elevate dosi di CAPE (energia potenziale disponibile per la convezione, oltre 2000 J/kg), che agisce come una vera e propria benzina per i temporali. Quando questa grande energia incontra un forte wind shear (ovvero marcate variazioni di velocità e direzione del vento a seconda della quota), le correnti ascensionali dentro la nube iniziano a ruotare. Questo meccanismo favorisce la genesi di supercelle, le strutture temporalesche più pericolose e organizzate in natura.
Tra il tardo pomeriggio e la serata, a partire dal sud dell’Abruzzo per poi estendersi a Gargano, Tavoliere, Barese e Salento, il rischio principale sarà rappresentato da cadute di grandine grossa con diametri compresi tra 3 e 4 centimetri, fino a punte eccezionali di 4-6 centimetri nel caso di celle isolate ma particolarmente longeve. Un altro pericolo di primissimo piano è legato ai downburst: l’aria fredda e secca presente alle quote medie tenderà a precipitare rapidamente verso il suolo insieme alla pioggia, generando violente raffiche di vento lineari a ventaglio capaci di raggiungere velocità tra gli 80 e i 100 km/h, con picchi ancora più elevati. Inoltre, la forte convergenza di venti lungo le coste e le calde acque adriatiche aumenteranno considerevolmente il rischio di trombe marine, che in alcuni casi potrebbero spingersi fino a toccare terra lungo la linea di costa.
Lo scenario sulle regioni in allerta 1 e 0: dalle Marche al Friuli, fino a Calabria e Sicilia
Oltre all’area di massimo rischio compresa nel livello 2, il fronte temporalesco spiegherà i suoi effetti su molte altre zone del Paese. Nelle aree comprese nel livello 1, che includono il sud delle Marche e l’Umbria orientale, la convezione prenderà vita inizialmente sui rilievi appenninici. I nuclei piovosi tendono poi ad organizzarsi in linee temporalesche note come QLCS (sistemi convettivi quasi-lineari), muovendosi rapidamente verso la costa adriatica con grandinate di medie dimensioni, nubifragi e forti colpi di vento.
Per quanto riguarda i settori in livello 0, al Nord la combinazione tra deboli impulsi freddi e le brezze marittime innescherà temporali tra la pianura friulana e la costa veneta fino al Delta del Po, dove saranno possibili grandinate di piccole o medie dimensioni e raffiche di vento convettive. Infine, una convezione più sparsa e prevalentemente pomeridiana interesserà l’Appennino settentrionale, la Calabria e la Sicilia nord-orientale: qui i fenomeni risulteranno isolati, ma non si escludono brevi e intense grandinate e locali colpi di vento. La raccomandazione per chi risiede o si trova in vacanza nelle aree interessate è di prestare la massima cautela, tenendo d’occhio gli aggiornamenti radar e riparando i veicoli nelle ore più critiche della giornata.
Tutti i dettagli dal video con l’ultimo bollettino meteo completo dal Canale YouTube di MeteoWeb:
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