L’attuale dinamica atmosferica concede ancora qualche giorno di tregua prima del cambio radicale di scenario. Il regime meteorologico relativamente fresco di questi giorni, che sta garantendo temperature tutto sommato accettabili e una diffusa instabilità pomeridiana, continuerà a caratterizzare la nostra penisola ancora per un po’. Fino a martedì 14 luglio, e verosimilmente anche per la giornata di mercoledì 15 luglio, la situazione rimarrà invariata con temperature stazionarie o in lieve aumento. Nel corso dei prossimi giorni e in particolare nel weekend, il territorio italiano continuerà ad essere bersagliato da frequenti fenomeni di maltempo, con rovesci e temporali in grado di mitigare la calura estiva. Si tratterà dell’ultimo sussulto fresco di una prima parte mensile dinamica, prima che l’alta pressione prenda il controllo assoluto dello scacchiere europeo meridionale.
Il giro di boa dell’estate e la svolta subtropicale
Subito dopo la metà del mese, in perfetta corrispondenza con il classico giro di boa dell’estate, l’assetto barico continentale subirà una drastica impennata. Finora abbiamo assistito a un’estate fin qui molto calda al nord, costantemente sotto tiro di flussi subtropicali precoci, ma assolutamente normale al sud, dove il trimestre estivo era iniziato senza troppi scossoni leonini. La tendenza meteo per la prossima settimana mostra però un ribaltamento totale del quadro. Sta infatti per mettersi in moto la prima grande ondata di caldo dell’estate 2026 per le regioni meridionali, un’avvezione termica che si preannuncia subito fortissima e che spezzerà bruscamente la normalità climatica registrata finora in Meridione.
Venerdì 17 luglio, il Centro-Sud piomba nell’inferno di fuoco
Il termometro inizierà a salire in modo vertiginoso a partire da giovedì 16 luglio, per poi toccare un primo picco nella giornata di venerdì 17 luglio. Sarà un vero e vuoto venerdì nero per il clima di mezza Italia, un giorno sfortunato per il meteo del Centro-Sud che andrà letteralmente a fuoco a causa di una configurazione sinottica esplosiva. L’anticiclone africano di origine subtropicale si adagerà lungo i paralleli, distendendosi con il suo asse principale proprio sopra il nostro Paese. Questa mostruosa struttura barica spingerà aria caldissima e secca direttamente dall’entroterra maghrebino e dal profondo deserto algerino verso il bacino del Mediterraneo. La massa d’aria sarà talmente rovente da determinare isoterme superiori ai +25°C ad 850hPa (circa 1500 metri di quota) su tutte le regioni centrali e meridionali, traducendosi al suolo in temperature oltre i +40°C in moltissime località interne, lontano dalle brezze marine mitigatrici.
Prospettive roventi per il weekend e picchi estremi oltre i 45°C
Le brutte notizie non si fermano al breve termine, poiché questo afflusso sahariano non sarà affatto una toccata e fuga. Il promontorio africano metterà radici profonde, prolungando la sua azione opprimente per tutto il fine settimana e per buona parte della settimana successiva. Le proiezioni modellistiche per lunedì 20 luglio mostrano mappe meteorologiche a dir poco impressionanti, con il nucleo duro del geopotenziale che si posizionerà proprio sopra le nostre isole maggiori. In questa fase si registreranno temperature vicine ai +30°C ad 850hPa tra la Sardegna e la Sicilia. Una simile configurazione a quota fissa si traduce sulla terraferma in temperature massime superiori ai +45°C in molte zone interne delle due isole. Il respiro infuocato non risparmierà il resto del Mezzogiorno, determinando un contesto di caldissimo persistente anche in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Anche se la distanza temporale impone prudenza e l’avvezione calda potrà subire lievi ridimensionamenti nei prossimi aggiornamenti, la tendenza è ormai solidamente tracciata. Lo scenario si allinea perfettamente con le previsioni stagionali e con le medie statistiche degli ultimi decenni. Dopo la fresca e piovosissima estate 2025, quest’anno il clima non fa il bis, come ampiamente prevedibile, e il grande caldo torna a incendiare il bacino del Mediterraneo.
Il Nord Italia respira, ai margini della fornace africana
L’unica nota positiva di questa pesante ondata di calore riguarda il Nord Italia. A differenza di quanto accaduto a fine giugno, quando le regioni settentrionali erano state il bersaglio principale della prima fiammata stagionale, questa volta il settentrione si troverà geograficamente ai margini della cupola anticiclonica. Le correnti atlantiche continueranno a scorrere a latitudini appena superiori, mantenendo la pianura padana in una situazione termica decisamente più vicina alla norma del periodo. Il transito di infiltrazioni umide instabili garantirà inoltre un tempo a tratti piovoso su Alpi e Prealpi, con frequenti temporali di calore che eviteranno al Nord di sprofondare nella stessa fornace africana che sta per stringere in una morsa il resto della penisola.
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