Allerta meteo, venerdì esplosivo: supercelle, grandine gigante e nubifragi, ecco le zone più a rischio

La nuova previsione di PRETEMP conferma il cedimento dell’anticiclone: possibili supercelle, nubifragi oltre 100 mm in tre ore, alluvioni lampo e downburst fino a 110 km/h. Temporali anche sull’Appennino e nelle zone interne di Calabria e Sicilia

L’ondata di caldo sull’Italia dovrà fare i conti già nella giornata di venerdì 31 luglio con un nuovo e pericoloso aumento dell’instabilità atmosferica. L’alta pressione, infatti, non riuscirà a garantire condizioni pienamente stabili: infiltrazioni di aria più fresca in quota favoriranno la formazione di forti temporali pomeridiani, particolarmente intensi sulle regioni settentrionali. A rilanciare l’allerta è PRETEMP, il progetto italiano specializzato nelle previsioni sperimentali e probabilistiche della pericolosità associata ai temporali forti. Il gruppo, formato da ricercatori, meteorologi e studenti universitari, pubblica dal 2015 analisi dedicate ai principali fenomeni convettivi estremi, con particolare attenzione a grandinate, tornado, raffiche di vento e precipitazioni temporalesche intense. Dal 2018 le previsioni coprono l’intero territorio nazionale e le aree confinanti, seguendo un modello ispirato all’esperienza europea di ESTOFEX. Il nuovo bollettino, elaborato da Federico Negro assegna un grado di pericolosità 2 ad alcune delle aree maggiormente esposte ai fenomeni severi.

Il caldo non sarà eccezionale, ma alimenterà temporali molto violenti

La nuova previsione conferma quanto già evidenziato da MeteoWeb nelle precedenti analisi: quella in corso non sarà un’ondata di caldo eccezionale o da record, ma una fase calda tipica dell’apice estivo, caratterizzata tuttavia da un anticiclone vulnerabile alle infiltrazioni fresche provenienti dalle quote superiori dell’atmosfera. Le temperature più elevate resteranno concentrate nelle pianure e nelle conche interne, mentre le aree costiere continueranno a beneficiare dell’azione mitigatrice delle brezze marine. Proprio il calore accumulato nei bassi strati, combinato con l’umidità e con l’arrivo di aria più fredda in quota, fornirà però una notevole quantità di energia ai temporali. MeteoWeb aveva già evidenziato come, a partire da venerdì 31 luglio, l’Italia sarebbe stata interessata per diversi giorni da temporali di calore capaci di colpire a macchia di leopardo Alpi, Appennini, pianure e aree limitrofe, determinando nubifragi, grandinate, raffiche di vento e improvvisi crolli termici.

Allerta di Livello 2 sulle Alpi: rischio nubifragi e alluvioni lampo

Una delle situazioni più delicate riguarda il settore alpino compreso tra le Alpi Cozie settentrionali, le Graie, le Pennine e le Lepontine. Su queste zone PRETEMP ha emesso un Livello 2 per forti piogge, con la possibilità di accumuli estremamente abbondanti in tempi molto brevi e locali episodi di alluvione lampo. La convezione potrà risultare diffusa a causa dell’interazione tra il flusso umido sudoccidentale e l’orografia alpina. I temporali potrebbero organizzarsi in strutture lineari capaci di rigenerarsi ripetutamente sulle medesime aree, aumentando il rischio di criticità idrogeologiche, esondazioni improvvise dei corsi d’acqua minori, colate detritiche e allagamenti. Secondo la previsione, sulle Alpi potranno cadere localmente anche oltre 100 millimetri di pioggia in tre ore. Un simile quantitativo, soprattutto in presenza di terreni ripidi e bacini montani di piccole dimensioni, può determinare risposte idrologiche estremamente rapide. Nelle stesse zone sarà valido anche un Livello 1 per grandinate di dimensioni medie e forti raffiche di vento. Il rischio principale resterà tuttavia quello delle precipitazioni torrenziali.

Piemonte e Lombardia occidentale, rischio supercelle e grandine oltre i 6 centimetri

Particolarmente severa è la previsione per la pianura piemontese e la Lombardia occidentale, dove sono stati emessi un Livello 2 e, nelle aree con probabilità inferiore, un Livello 1. Sul Piemonte centro-occidentale, in particolare tra le province di Torino, Asti e il settore settentrionale del Cuneese, potranno crearsi le condizioni necessarie alla formazione di un temporale a supercella. Si tratta di una struttura convettiva organizzata e caratterizzata da una corrente ascensionale rotante, capace di produrre grandine di grosse dimensioni, violente raffiche di vento e precipitazioni estremamente intense. Il fenomeno più pericoloso sarà la grandine di dimensioni medio-grandi, con la possibilità, seppure localizzata, di un evento caratterizzato da chicchi con diametro pari o superiore a 6 centimetri. Chicchi di queste dimensioni possono provocare danni molto seri alle automobili, ai tetti, agli impianti fotovoltaici, alle coltivazioni e alle strutture esposte. L’energia potenziale disponibile per la convezione potrà superare i 2.000 joule per chilogrammo, mentre il forte cambiamento del vento con la quota aumenterà la possibilità di organizzazione e rotazione delle celle temporalesche.

Downburst e raffiche fino a 110 km/h tra Piemonte orientale e Lombardia

Procedendo verso il Piemonte orientale e la Lombardia occidentale, il rischio principale sarà rappresentato dalle raffiche di vento generate dai temporali. PRETEMP evidenzia la possibilità di downburst, ossia violente correnti discendenti che, raggiungendo il suolo, si propagano rapidamente in tutte le direzioni. Le raffiche potranno avvicinarsi ai 110 km/h, soprattutto in presenza di sistemi temporaleschi lineari o di strutture arcuate riconducibili alla tipologia dei bow echo. Questi fenomeni possono provocare la caduta di alberi e rami, danni alle coperture, interruzioni della viabilità e problemi alle linee elettriche. Tra il Pavese e le zone circostanti, la convergenza tra l’aria umida presente sulla Pianura Padana e un vento più secco proveniente dall’Appennino potrebbe favorire lo sviluppo di un temporale particolarmente intenso, associato a grandine di medie dimensioni e forti downburst.

Prealpi lombarde, temporali più lenti e piogge stazionarie

Una volta raggiunta la Lombardia, i sistemi temporaleschi potrebbero rallentare in prossimità delle Prealpi lombarde, anche a causa della diminuzione dell’intensità delle correnti in quota. In questa fase il rischio di grandine e vento potrebbe essere affiancato o sostituito da quello delle forti piogge stazionarie. Il contenuto di vapore acqueo nell’atmosfera sarà molto elevato, con valori che potranno raggiungere i 40-45 millimetri di acqua precipitabile nelle aree più vicine alla pianura. Questo significa che le celle temporalesche avranno a disposizione grandi quantità di umidità da trasformare in precipitazioni, con il pericolo di nubifragi persistenti, allagamenti urbani e rapidi innalzamenti dei torrenti. Non vengono esclusi sconfinamenti dei temporali verso le zone prossime al fiume Po, in particolare lungo il margine settentrionale dell’Emilia e nell’area del Mantovano.

Livello 1 sulle Alpi centro-orientali

Un Livello 1 interessa il resto dell’arco alpino e in particolare le Alpi centro-orientali, dove i venti presenti nella media e alta troposfera saranno meno intensi rispetto ai settori occidentali. In queste zone il rischio predominante sarà rappresentato ancora una volta dalle forti piogge, generate da temporali semimobili, pulse storm e sistemi multicellulari capaci di aggregarsi progressivamente. Nelle prime fasi dello sviluppo potranno verificarsi grandinate fino a dimensioni medie. Tra il tardo pomeriggio e il tramonto, durante il collasso delle celle temporalesche, diventeranno invece più probabili intense raffiche di outflow, localmente amplificate dalla conformazione delle valli e dei rilievi.

Temporali anche sull’Appennino tosco-emiliano, in Calabria e Sicilia

L’instabilità non resterà confinata al Nord Italia. PRETEMP ha infatti emesso un Livello 0 per il rischio di grandine di piccole dimensioni, forti piogge e raffiche di vento sull’Appennino tosco-emiliano, sull’Appennino calabro e nelle zone interne della Sicilia. In queste aree i fenomeni saranno più isolati e meno organizzati rispetto a quelli previsti sulle Alpi e sulla Pianura Padana occidentale. Tuttavia, il forte riscaldamento diurno e la presenza di aria più fresca in quota potranno favorire lo sviluppo di cumulonembi nelle ore pomeridiane. I temporali potranno formarsi inizialmente sui rilievi, per poi interessare localmente le vallate e le aree interne circostanti. Saranno possibili acquazzoni intensi, piccoli chicchi di grandine, attività elettrica e improvvise raffiche di vento, con bruschi cali delle temperature nei territori colpiti.

Il bollettino integrale di PRETEMP per venerdì 31 luglio

PRETEMP descrive così lo scenario atmosferico atteso sull’Italia: “il campo di alta pressione cede leggermente in quota con infiltrazioni fresche in quota sul NW e sul SE del nostro dominio. Tra Alpi e pianura padana occidentale è previsto il transito di una modesta anomalia positiva di PV in alta troposfera, associata al transito di una piccola onda corta; ma di una discreta accelerazione e divergenza del getto a 300 e 500 hPa tra Piemonte e Alpi occidentali. L’ambiente termodinamico sarà favorevole alla formazione di temporali forti diffusi tra Alpi Cozie settentrionali, Graie, Pennine e Lepontine, dove un livello 2 è stato emesso per forti piogge, con locali alluvioni lampo non escluse e un livello 1 sarà valido per isolate grandinate di dimensioni medie e qualche raffica di vento intensa. Un livello 2 e un livello 1 (nelle zone con probabilità inferiore) sono stati emessi per la pianura piemontese e dell’ovest Lombardia per grandine di dimensioni medie, con la possibilità di un evento >=6 cm (con prevalenza per il Piemonte centro-meridionale) e per downburst e forti piogge (con prevalenza per la Lombardia). Un livello 1 è stato emesso sul resto delle Alpi per forti piogge e grandine al più di medie dimensioni, con un livello 0 per raffiche di vento. Un livello 0 per grandine piccola, forti piogge e raffiche di vento è stato emesso per appennino tosco-emiliano e calabro e Sicilia interna.

DISCUSSIONE
Alpi a livello 2
Su queste zone la convezione risulterà abbastanza diffusa grazie all’interazione del flusso umido sudoccidentale con l’orografia. L’ambiente termodinamico risulterà favorevole alla formazione di sistemi lineari abbastanza organizzati, a tratti autorigeneranti, con DLS in progressivo aumento verso 15-20 m/s. La presenza di valori di PWAT superiori ai 30-35 mm e CAPE sui 1000-1500 J/Kg sui versanti italiani, sarà favorevole a forti piogge localizzate, anche superiori ai 100 mm/3 h, con diversi sistemi lineari in transito da ovest a est. Sui versanti transalpini i valori energetici risulteranno in genere più scarsi, perciò i fenomeni risulteranno meno intensi rispetto al versante italiano, tranne forse a sud in Provenza.

Pianura piemontese e ovest Lombardia

La forzante dinamica in alta troposfera transiterà nel pomeriggio, quando gli outflow alpini andranno a convergere con un flusso orientale in pianura padana. A causa di uno strato caldo inibitore di CIN i temporali saranno a base più alta verso sud e tenderanno a sfaldarsi in direzione dell’alessandrino. Sul Piemonte centro-occidentale (Torino, Asti, nord Cuneo) sussistono le migliori condizioni per la formazione di un temporale a supercella con grandine fino a grosse dimensioni. Qui, infatti, uno strato caldo non eccessivamente spesso, che dovrebbe favorire un temporale isolato, e la presenza di un debole flusso da SE a 850 hPa dovrebbe consentire il veering del vento, con SCP in aumento fino a 4-5 e SREH 0-3 km >=300 m^2/s^”. La concentrazione di CAPE dovrebbe eccedere i 2000 J/Kg, mentre il DLS sarà vicino ai 20 m/s, con CAPE concentrato nella fase mista, a causa degli elevati LFC. Altri temporali dovrebbero svilupparsi più a nord, del tipo multicella, mentre verso sera il sistema raggiungerà la Lombardia occidentale indebolendosi/riattivandosi sulle Prealpi. Sul Piemonte orientale e la Lombardia occidentale il rischio principale sarà rappresentato da forti raffiche di vento <110 km/h, con bow echo/sistemi lineari e grandine al più di medie dimensioni. Il rischio downburst è dovuto, oltre ai flussi in media troposfera, al delta theta e 800-600 hPa >16 K, al DCAPE>1000 J/Kg e agli elevati EL (fino a 15000 metri), associati a elevata energia potenziale. Sul pavese, la convergenza con un vento secco appenninico da sud potrebbe favorire un temporale più intenso, con probabilità 1, con grandine media e downburst. Qui il CAPE simulato arriva fino a oltre 2000 J/Kg. Procedendo a oriente i temporali rallenteranno la loro corsa in prossimità delle Prealpi Lombarde, a causa del calo del getto in quota. Qui il rischio principale sarà rappresentato da forti piogge stazionarie, con PWAT fino a 40-45 mm nelle aree più vicine alla pianura. Possibili sconfinamenti a ridosso del fiume Po sono possibili secondo gli ultimi aggiornamenti nei pressi del bordo del livello 0 tra Emilia e montovano

Alpi centro-orientali a livello 1

Procedendo a est a condizioni termodinamiche costanti, saranno associati flussi in medio-alta troposfera via via meno intensi (<10-15 m/s). Il rischio predominante sarà quindi quello delle forti piogge per temporali semimobili, con pulse storm e multicelle in evoluzione ad ammassi più estesi. Nelle prime fasi i temporali potranno produrre grandine fino a dimensioni medie, poi al collasso delle strutture (tardo pomeriggio-tramonto) saranno probabili forti raffiche di outflow, localmente esaltate dove incanalate dall’orografia”, conclude PRETEMP.

Pretemp Allerta meteo

Le ore più critiche e l’evoluzione dei temporali

La fase più delicata è attesa durante il pomeriggio di venerdì 31 luglio, quando il massimo riscaldamento del suolo coinciderà con il passaggio della forzante dinamica in quota e con la convergenza tra le correnti provenienti dalle Alpi e quelle orientali presenti sulla Pianura Padana. I primi temporali potranno svilupparsi sui rilievi alpini, per poi muoversi verso le pianure del Piemonte. Le celle più organizzate potranno successivamente raggiungere la Lombardia occidentale durante il tardo pomeriggio e la serata, indebolendosi in alcune zone ma riattivandosi in prossimità delle Prealpi. La natura localizzata dei temporali renderà molto differenti le condizioni anche tra località vicine: alcune aree potrebbero rimanere completamente asciutte, mentre a pochi chilometri di distanza potranno verificarsi nubifragi, grandinate e violente raffiche di vento.

Un anticiclone debole e vulnerabile alle infiltrazioni fresche

Il quadro conferma la fragilità dell’attuale campo di alta pressione. Nonostante le temperature pienamente estive e il caldo intenso nelle ore centrali della giornata, l’anticiclone non appare abbastanza solido da impedire l’ingresso di piccoli impulsi instabili in quota. È proprio questa configurazione a creare un ambiente favorevole ai temporali di calore, alimentati dall’energia accumulata durante la giornata e organizzati dalla presenza di forti correnti alle quote superiori. La giornata di venerdì 31 luglio rappresenterà quindi un nuovo esempio di come caldo e maltempo possano convivere. Le temperature elevate non impediranno lo sviluppo dei temporali, ma contribuiranno anzi a fornire energia alle celle più intense. La massima attenzione dovrà essere riservata soprattutto al Piemonte centro-occidentale, alla Lombardia occidentale, alle Prealpi e ai settori alpini compresi tra le Cozie settentrionali e le Lepontine, dove saranno possibili fenomeni severi e improvvisi. Anche nel resto dell’arco alpino e nelle zone interne dell’Appennino, della Calabria e della Sicilia saranno possibili temporali pomeridiani, sebbene con una probabilità e un’intensità generalmente inferiori.

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