“Andremo su Marte molto presto”: nel discorso del 4 luglio Trump rilancia la sfida

Nel discorso per i 250 anni dell'Indipendenza il presidente celebra l'equipaggio di Artemis II, rivendica il ruolo della Space Force e promette nuove missioni verso la Luna e il Pianeta Rosso

La conquista dello Spazio torna al centro della visione americana di Donald Trump. Nel discorso pronunciato al National Mall di Washington per le celebrazioni del 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, il presidente ha dedicato un passaggio significativo al futuro dell’esplorazione spaziale, indicando Marte come il prossimo grande obiettivo degli Stati Uniti e rivendicando i progressi ottenuti nella competizione con Cina e Russia. Sul palco Trump ha accolto l’equipaggio della missione Artemis II della NASA, trasformando il momento in un messaggio sul primato scientifico e tecnologico americano. “Immagino che sarete diretti verso Marte“, ha detto rivolgendosi agli astronauti. Ha poi rilanciato il programma di esplorazione spaziale statunitense: “Andremo su Marte molto presto, ed è un obiettivo che abbiamo in mente. Torneremo anche sulla Luna e, da lì, proseguiremo. Andremo su Marte e continueremo a essere di gran lunga all’avanguardia“.

Il presidente ha anche rivendicato la creazione della Space Force come uno degli elementi chiave della strategia americana nello Spazio. “Stiamo per andare su Marte, ci andremo molto presto. E penso che sia qualcosa che abbiamo in mente, e poi andremo sulla Luna e da lì andremo su Marte e continueremo a essere molto avanti. Sapete, abbiamo creato la Space Force, ed è qualcosa di cui sono molto orgoglioso. Alcuni hanno sorriso, pensavano fosse una follia e ora si stanno rendendo conto che è una delle cose più importanti che abbiamo fatto. Eravamo in svantaggio rispetto alla Cina e alla Russia nello Spazio e ora li stiamo superando a passi da gigante“.

Il riferimento alla ricerca e all’innovazione si è inserito in un discorso più ampio dedicato ai risultati rivendicati dalla sua amministrazione e al futuro degli Stati Uniti. Trump ha affermato che “non c’è obiettivo che non possiamo raggiungere e non c’è nulla che gli americani non possano fare“, sostenendo che il Paese sia oggi “più forte, più libero, più ricco, più sicuro e più orgoglioso che mai“.

Nel suo intervento, ritardato dal maltempo che aveva costretto a evacuare temporaneamente il National Mall, il presidente ha ribadito la volontà di celebrare comunque il 4 luglio, definendolo “il grande giorno” e sottolineando il valore simbolico del 250° anniversario dell’Indipendenza americana.

In chiusura Trump ha collegato le ambizioni scientifiche e spaziali alla prospettiva di una nuova fase della storia degli Stati Uniti: “Questa è solo l’alba dell’età dell’oro dell’America e in occasione di questo 250° 4 luglio, dichiariamo, proprio come fecero due secoli e mezzo fa, che per il nostro Paese, per i nostri figli e per la causa della libertà, porteremo il nostro Paese a nuovi livelli, a livelli mai raggiunti prima. Lo renderemo più grande, migliore, più forte, e lo ameremo ancora di più. E voglio solo ringraziarvi; i disagi causati dai fulmini possono darvi fastidio ma i fulmini non vi fermeranno mai. E voglio ringraziare tutti, vi vogliamo bene e per noi è un onore essere il vostro presidente. Grazie. Dio vi benedica tutti“.