L’immagine satellitare relativa alla giornata di ieri mostra un’Europa tagliata in due: a ovest domina un robusto anticiclone subtropicale che determina caldo estremo e tempo stabile su Francia e Spagna, mentre ad est un vortice di bassa pressione centrato sul Baltico guida una lunga perturbazione verso l’Europa orientale. La parte periferica di questo sistema riesce a lambire l’Italia, provocando instabilità soprattutto lungo l’Appennino nelle ore centrali.
Nel corso del weekend il vortice sul Baltico ruoterà in senso antiorario, indebolendo la cupola anticiclonica presente sul Centro Europa. Questo movimento favorirà l’ingresso di aria più fresca sulla nostra Penisola e causerà un aumento dell’instabilità tra oggi e sabato al Nord e su parte del Centro, con rovesci e temporali pomeridiani principalmente sui rilievi. Le temperature subiranno una diminuzione contenuta, attenuando in parte l’ondata di calore in Italia, mentre il nucleo del caldo estremo e i record rimarranno concentrati su Francia e Spagna.

La situazione di fondo resta una circolazione ‘bloccata’ che si protrae dalla fine di maggio e che ha già prodotto la terza ondata di calore stagionale. Nel frattempo i principali modelli meteo mostrano la possibilità di una modifica della circolazione generale solo dopo il 20 luglio, ma l’affidabilità delle proiezioni a lungo termine è ancora bassa a causa della scarsa convergenza tra i diversi ensemble e i modelli operativi. Nel corso della prossima settimana è comunque assai probabile una nuova intensificazione del caldo sul Mediterraneo a seguito della risalita di un promontorio subtropicale di matrice nord-africana.
Ma perché questo vortice sul Baltico è così persistente? Ed è ciò che si chiedono i nostri lettori. Non si tratta di un singolo elemento ma di più fattori che si alimentano a vicenda. La combinazione di un promontorio anticiclonico consolidato ad ovest e di una profonda saccatura ad est crea una configurazione di blocco che rallenta la normale propagazione delle perturbazioni da ovest verso est. Le accentuate ondulazioni del getto polare, con una cresta verso ovest e un minimo verso est, impediscono la rapida evoluzione della circolazione su larga scala e favoriscono la stazionarietà del vortice. A livello locale e stagionale, superfici continentali più secche e mari più caldi possono rafforzare gli anticicloni subtropicali, mentre le marcate differenze termiche attorno al vortice contribuiscono a mantenerne viva la circolazione. Insieme, questi elementi spiegano perché l’insistenza delle condizioni osservata quest’anno appaia più prolungata rispetto ad altri episodi degli ultimi decenni.
Nei prossimi giorni, quindi, è atteso un aumento dell’instabilità sulla nostra Penisola, con temporali pomeridiani soprattutto sull’Appennino e un lieve calo delle temperature che porterà un certo sollievo dall’ondata di caldo. Sul medio termine rimane però la possibilità di una nuova rimonta di aria molto calda sul Mediterraneo; ovviamente i dettagli e i tempi esatti dipendono dall’evoluzione della circolazione a scala europea, la cui previsione oltre il 20 luglio resta tutt’ora incerta.
