Il mercato italiano dei data center ha fame di energia, e Aruba sceglie di rafforzare ulteriormente il controllo diretto sulla produzione da fonti rinnovabili. La società, una delle principali realtà italiane nel cloud, ha acquistato tre centrali idroelettriche lungo il corso della Stura di Lanzo, in provincia di Torino, nei comuni di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese. I tre impianti sono già operativi e producono complessivamente circa 10 GWh di energia rinnovabile all’anno. L’operazione si inserisce in un contesto in cui il tema energetico è destinato a diventare sempre più centrale per le infrastrutture digitali. Secondo gli Osservatori del Politecnico di Milano, il mercato italiano dei data center continuerà infatti a crescere: per il triennio 2026–2028 sono stati annunciati 83 nuovi progetti infrastrutturali da 30 aziende.
Il parco idroelettrico Aruba sale a 11 centrali
Con l’acquisizione degli impianti piemontesi, il parco idroelettrico di Aruba sale a 11 centrali, per una produzione complessiva che supera i 60 GWh di energia rinnovabile all’anno. Si tratta di un quantitativo equivalente al fabbisogno elettrico di oltre 22.000 famiglie, con una potenza installata complessiva di circa 11,6 MW. Gli impianti sono distribuiti lungo cinque fiumi in quattro regioni. In Piemonte si trovano lungo la Stura di Lanzo; in Lombardia lungo il Lambro, con due centrali a Melegnano, in provincia di Milano, e lungo il Brembo, con impianti a Ponte San Pietro, Valbrembo e Paladina, in provincia di Bergamo. In Veneto sono presenti lungo l’Astico, a Chiuppano e Calvene, in provincia di Vicenza, mentre in Friuli-Venezia Giulia si trovano lungo il Fella, a Pontebba, in provincia di Udine.
Energia rinnovabile prodotta direttamente per le infrastrutture digitali
La strategia di Aruba non si limita all’approvvigionamento di energia rinnovabile sul mercato. Il gruppo produce direttamente una quota crescente dell’energia necessaria attraverso impianti di proprietà, secondo criteri industriali precisi. La scelta degli impianti segue parametri legati alla continuità della risorsa idrica, alla presenza di infrastrutture consolidate lungo il corso del fiume, alla presenza di impianti a monte in grado di regolarne la portata e alla diversificazione geografica del portafoglio produttivo. In questo modo, la società rafforza il legame tra crescita delle infrastrutture digitali e capacità di generazione rinnovabile.
Potenziata anche la centrale del campus di Ponte San Pietro
L’acquisizione delle tre centrali lungo la Stura di Lanzo rappresenta la tappa più recente di un percorso di potenziamento continuo della capacità di generazione. Negli scorsi mesi Aruba ha completato l’installazione di una terza turbina nella centrale idroelettrica all’interno del campus di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo. L’intervento incrementa ulteriormente la produzione della centrale bergamasca, confermando il ruolo del campus come uno degli snodi principali della strategia energetica e infrastrutturale del gruppo.
Fotovoltaico nei campus di Bergamo e Roma
Accanto all’idroelettrico, Aruba porta avanti anche lo sviluppo del solare. Tutti gli edifici del campus bergamasco sono rivestiti da pannelli fotovoltaici di nuova generazione. Anche il data center campus di Roma è dotato di pannelli solari su tutte le superfici e coperture con esposizione adeguata. Il percorso è coerente con gli impegni assunti nell’ambito del Climate neutral data center pact, l’iniziativa europea che punta alla neutralità climatica dei data center entro il 2030. Aruba è tra i primi operatori in Europa ad aver certificato la conformità a tale iniziativa attraverso audit indipendenti.
Stefano Cecconi: “la sostenibilità è un asset industriale”
“Ogni nuova centrale che entra nel nostro parco impianti aumenta la quota di energia pulita che produciamo direttamente e mettiamo al servizio delle infrastrutture digitali del Paese”, ha commentato Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba. “È un percorso che portiamo avanti da anni con coerenza: crescere nella generazione rinnovabile significa ridurre l’impatto ambientale non solo dei nostri servizi, ma anche delle infrastrutture informatiche che i clienti scelgono di installare nei nostri data center. La sostenibilità, per noi, non è una dichiarazione: è un asset industriale, che si costruisce impianto dopo impianto”.
Data center, energia pulita ed efficienza dei consumi
Chi ospita le proprie infrastrutture IT nei data center Aruba può contare su servizi alimentati da un mix energetico con una componente autoprodotta e rinnovabile in costante crescita. Questo consente di ridurre l’impronta ambientale della propria operatività digitale senza dover investire direttamente in impianti di generazione propri. La parte restante dell’energia necessaria viene acquistata sul mercato, ma sempre e solo da fonti rinnovabili. Alla produzione di energia pulita si affianca un lavoro costante sull’efficienza energetica. Soluzioni come il free cooling o il liquid cooling applicato direttamente ai chip riducono l’energia necessaria al raffreddamento, che rappresenta la principale voce di consumo di un data center dopo il carico IT.
Il modello industriale di Aruba tra cloud e transizione energetica
La strategia di Aruba si fonda sulla combinazione tra produzione diretta di energia pulita e riduzione dei consumi attraverso tecnologie ad alta efficienza. È questo equilibrio a definire il modello industriale del gruppo: infrastrutture digitali ad alte prestazioni al servizio di cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione, progettate per crescere in coerenza con gli obiettivi europei di transizione energetica. In un mercato dei data center in Italia destinato a espandersi rapidamente, l’acquisizione delle tre centrali idroelettriche piemontesi rafforza il posizionamento di Aruba su uno dei temi più strategici per il settore: la disponibilità di energia rinnovabile, stabile e integrata nel modello di sviluppo delle infrastrutture digitali.
