BHP Group ha chiuso l’anno fiscale 2026 con una produzione record di minerale di ferro nelle attività dell’Australia Occidentale, confermando la solidità delle proprie operazioni nonostante le tensioni emerse nei mesi scorsi con China Mineral Resources Group, l’acquirente statale cinese che aveva imposto restrizioni sull’acquisto di alcuni prodotti durante le difficili trattative contrattuali di inizio anno. La produzione annuale di minerale di ferro delle attività australiane di BHP, calcolata su base 100%, ha raggiunto 291,2 milioni di tonnellate, superando il precedente risultato di 290 milioni di tonnellate registrato nell’anno precedente. Un risultato che consolida il ruolo del gruppo minerario tra i principali fornitori globali di materia prima destinata alla produzione di acciaio. Accanto alla crescita dei volumi, BHP ha registrato anche un miglioramento dei prezzi medi di vendita del minerale di ferro, aumentati del 3% nell’anno fiscale 2026 fino a 84,56 dollari per tonnellata umida.
La Cina resta il nodo centrale nelle strategie di mercato di BHP
Nonostante le tensioni con China Mineral Resources Group, BHP non ha indicato alcun impatto sui prezzi di vendita derivante dalle trattative annuali con l’acquirente statale cinese. Nei mesi scorsi il confronto tra le parti aveva attirato l’attenzione del mercato internazionale, soprattutto dopo che l’agenzia Reuters aveva riportato, ad aprile, la decisione del principale cliente cinese di revocare il divieto relativo ad alcuni prodotti. Il ruolo di China Mineral Resources Group è diventato sempre più rilevante nelle dinamiche globali del minerale di ferro. L’acquirente statale cinese ha infatti utilizzato il peso del proprio mercato durante le negoziazioni annuali sui prezzi con i grandi gruppi minerari, cercando di sfruttare la propria capacità di acquisto per ottenere condizioni economiche più favorevoli e contribuire alla riduzione dei costi per i produttori siderurgici cinesi. La Cina rappresenta il principale mercato mondiale per il minerale di ferro e le relazioni commerciali tra i grandi esportatori australiani e gli acquirenti cinesi continuano quindi a essere un elemento decisivo per l’equilibrio del settore.
BHP prevede una produzione stabile anche per l’anno fiscale 2027
Guardando al futuro, BHP ha indicato per l’anno fiscale 2027 una previsione di produzione di minerale di ferro compresa tra 284 e 296 milioni di tonnellate dalle attività dell’Australia Occidentale. La nuova previsione evidenzia l’intenzione del gruppo di mantenere livelli produttivi elevati, anche in un contesto caratterizzato da una domanda globale soggetta alle oscillazioni del mercato dell’acciaio, dalle politiche industriali cinesi e dalle dinamiche dei prezzi delle materie prime. Nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2026, la produzione di ferro è stimata a 74,8 milioni di tonnellate, un dato leggermente inferiore rispetto alle aspettative degli analisti di Visible Alpha, che indicavano un consenso pari a 75,1 milioni di tonnellate. Il risultato trimestrale risulta inoltre in calo rispetto allo stesso periodo del 2025, quando BHP aveva prodotto 77,5 milioni di tonnellate di minerale di ferro.
Sciopero nelle miniere di Port Hedland: possibili ripercussioni sulle esportazioni
A complicare il quadro operativo arriva anche la protesta dei lavoratori nelle miniere di minerale di ferro di BHP a Port Hedland, uno dei principali snodi logistici mondiali per l’esportazione della materia prima. Centinaia di dipendenti hanno infatti indetto uno sciopero, proprio in un’area strategica per la catena di approvvigionamento del gruppo. Il porto di Port Hedland movimenta circa 80 milioni di dollari di minerale di ferro al giorno, rendendo ogni interruzione delle attività un potenziale elemento di pressione sulle esportazioni australiane. La ripresa delle trattative tra la società e i lavoratori è prevista per martedì prossimo, in un momento particolarmente delicato per BHP, che da un lato celebra i risultati produttivi record e dall’altro deve gestire nuove tensioni sul fronte industriale.
Un anno positivo per BHP tra crescita produttiva e sfide geopolitiche
Il bilancio dell’anno fiscale 2026 conferma la capacità di BHP Group di mantenere elevati livelli di produzione e di beneficiare di prezzi di vendita più favorevoli, nonostante le difficoltà legate ai rapporti commerciali con la Cina e alle tensioni sindacali interne. Il superamento della soglia dei 291 milioni di tonnellate di minerale di ferro prodotto rappresenta il principale elemento positivo dell’esercizio, mentre le trattative con China Mineral Resources Group e lo sciopero a Port Hedland restano i due fattori da monitorare per valutare l’evoluzione delle attività del gruppo nei prossimi mesi.
