Bimbo morto a Catanzaro: l’ipotesi della terribile infezione da “Clostridium difficile”

Alessio Pio, 18 mesi, è deceduto dopo l’aggravamento dei sintomi gastrointestinali. Altri quattro bambini sono stati ricoverati e una decina ha accusato disturbi. Sotto esame i fasciatoi della struttura, mentre la Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo contro ignoti

Si fa strada l’ipotesi di una contaminazione da Clostridium difficile dietro il decesso di Alessio Pio, il bambino di appena 18 mesi morto all’ospedale di Catanzaro dopo avere manifestato gravi sintomi gastrointestinali. Il piccolo frequentava l’asilo nido “Family Baby School” di Tropea, la stessa struttura frequentata dagli altri bambini che nelle ultime ore hanno avuto problemi di salute. Complessivamente, sarebbero una decina i piccoli che hanno accusato disturbi gastrointestinali. Quattro compagni di asilo di Alessio Pio sono stati ricoverati, ma tre di loro sono già stati dimessi. Le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire l’origine e le modalità dell’eventuale contagio, mentre la struttura scolastica è stata temporaneamente chiusa per consentire il completamento delle operazioni di sanificazione.

Alessio Pio morto dopo il trasferimento da Vibo Valentia a Catanzaro

Alessio Pio era originario di Zungri, comune della provincia di Vibo Valentia, e frequentava il nido di Tropea. I primi sintomi sarebbero comparsi il 17 luglio, quando il bambino era stato accompagnato all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia per ricevere le prime cure e gli accertamenti necessari. Il quadro clinico, tuttavia, si sarebbe progressivamente aggravato. Il 21 luglio i sanitari avevano quindi disposto il trasferimento del piccolo all’ospedale di Catanzaro, dove Alessio Pio è deceduto nella serata del 22 luglio. La morte del bambino ha profondamente colpito la famiglia e l’intera comunità di Zungri, mentre proseguono gli approfondimenti sanitari e giudiziari per accertare cosa abbia provocato il rapido peggioramento delle sue condizioni. Le cause esatte del decesso non sono ancora state stabilite. Sarà necessario attendere gli esiti dell’esame autoptico, affidato all’équipe medico-legale della professoressa Isabella Aquila, per verificare la natura dell’infezione e l’eventuale collegamento tra la morte del bambino e i sintomi manifestati dagli altri piccoli che frequentavano lo stesso asilo nido.

Clostridium difficile, sotto esame i fasciatoi dell’asilo nido

Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, l’ipotesi attualmente al vaglio è quella di un’infezione provocata dal Clostridium difficile, un batterio che può trasmettersi attraverso la via oro-fecale. L’eventuale contaminazione potrebbe essersi diffusa all’interno dell’asilo nido attraverso i fasciatoi, che sarebbero entrati in contatto con il batterio. Si tratta, al momento, di una ricostruzione ancora da verificare attraverso gli accertamenti epidemiologici, sanitari e medico-legali in corso. Gli investigatori e il personale dell’Azienda sanitaria provinciale stanno infatti cercando di comprendere se vi sia stato un punto preciso di diffusione dell’infezione e se i diversi casi di disturbi gastrointestinali siano effettivamente riconducibili alla stessa origine. All’origine del possibile contagio potrebbe esserci, secondo le informazioni filtrate in queste ore, una precedente visita in ospedale effettuata da uno dei bambini dell’asilo. L’episodio sarebbe avvenuto prima della comparsa dei sintomi tra gli altri piccoli e potrebbe avere rappresentato il passaggio iniziale della contaminazione. Anche questa circostanza dovrà però essere confermata dagli approfondimenti in corso.

Una decina di bambini con sintomi gastrointestinali

L’episodio non avrebbe riguardato soltanto Alessio Pio e i quattro bambini ricoverati. Nel complesso, sarebbero infatti circa dieci i bambini che hanno accusato sintomi gastrointestinali dopo avere frequentato la struttura di Tropea. La situazione sanitaria viene seguita con particolare attenzione, anche per verificare l’evoluzione delle condizioni dei piccoli coinvolti e individuare tempestivamente l’eventuale comparsa di nuovi casi. Tre dei quattro bambini ricoverati sono già stati dimessi, mentre resta alta l’attenzione delle autorità competenti sulla ricostruzione della catena dei possibili contagi. La concomitanza dei sintomi tra diversi frequentatori dello stesso asilo nido rappresenta uno degli elementi centrali degli accertamenti. Sarà necessario stabilire se tutti i bambini siano stati colpiti dallo stesso agente patogeno e se esista un collegamento diretto tra i casi registrati nella struttura e il decesso del bambino di 18 mesi.

Asilo chiuso per la sanificazione dei locali

La direzione della “Family Baby School” di Tropea ha disposto la chiusura dell’asilo nido per consentire il completamento delle procedure di sanificazione dei locali. Il provvedimento è stato adottato mentre sono ancora in corso gli accertamenti per individuare l’origine della possibile contaminazione e verificare le condizioni igienico-sanitarie degli ambienti frequentati dai bambini. Particolare attenzione sarebbe rivolta agli spazi destinati al cambio dei piccoli e, in particolare, ai fasciatoi. La trasmissione per via oro-fecale può infatti avvenire attraverso superfici contaminate, soprattutto in ambienti frequentati da bambini molto piccoli che necessitano di assistenza continua durante il cambio e le operazioni di igiene personale. La sanificazione della scuola dovrà consentire di eliminare ogni possibile rischio residuo e mettere in sicurezza gli ambienti prima di una futura riapertura. La decisione sulla ripresa delle attività sarà legata alle indicazioni delle autorità sanitarie e agli esiti degli approfondimenti avviati dall’Asp.

L’Asp di Vibo Valentia ricostruisce tutti i passaggi

La situazione è tenuta sotto costante monitoraggio dall’Asp di Vibo Valentia. Proprio in queste ore è in corso un confronto interno tra il commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito e i suoi collaboratori, con l’obiettivo di ricostruire tutti i passaggi della vicenda e verificare le modalità con cui sono state effettuate le segnalazioni. Il commissario straordinario ha confermato che la direzione dell’asilo nido aveva inviato una pec all’Asp di Vibo Valentia per segnalare quanto stava accadendo e chiedere indicazioni sulle procedure da seguire. Anche la tempistica della comunicazione e i successivi interventi saranno oggetto della ricostruzione interna avviata dall’Azienda sanitaria. Gli approfondimenti dovranno chiarire quando siano stati rilevati i primi casi, quali sintomi siano stati segnalati e quali misure siano state adottate per evitare l’eventuale diffusione dell’infezione. L’analisi riguarderà inoltre i contatti tra la struttura, le famiglie dei bambini e i servizi sanitari territoriali.

La Procura di Vibo Valentia apre un fascicolo contro ignoti

Parallelamente agli accertamenti sanitari, è stata avviata anche un’indagine giudiziaria. La Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, dopo la denuncia presentata dai genitori di Alessio Pio in Questura. L’inchiesta dovrà fare piena luce sulle cause della morte del bambino e verificare se nella gestione della vicenda siano emerse responsabilità o omissioni. Gli investigatori acquisiranno presumibilmente la documentazione sanitaria relativa ai ricoveri del piccolo, le comunicazioni intercorse tra l’asilo nido e l’Asp e tutti gli elementi necessari per ricostruire la successione degli eventi. Il fascicolo aperto contro ignoti consente alla Procura di svolgere tutti gli accertamenti necessari senza avere, in questa fase iniziale, individuato responsabilità precise. L’indagine dovrà procedere insieme alle verifiche mediche e microbiologiche, che saranno decisive per stabilire se il decesso sia stato effettivamente provocato da un’infezione da Clostridium difficile.

L’autopsia dovrà chiarire le cause della morte

L’esame più importante per determinare le cause della tragedia sarà l’autopsia sul corpo di Alessio Pio, che verrà eseguita dall’équipe medico-legale guidata dalla professoressa Isabella Aquila. L’accertamento autoptico dovrà verificare la presenza del batterio, individuare l’origine dell’infezione e stabilire se questa abbia determinato il rapido aggravamento delle condizioni cliniche del bambino. I risultati potranno inoltre essere confrontati con gli esami eseguiti sugli altri piccoli che hanno manifestato sintomi gastrointestinali. Soltanto gli esiti degli accertamenti scientifici potranno confermare o escludere l’ipotesi della contaminazione batterica nell’asilo di Tropea. Fino a quel momento, le diverse ricostruzioni restano al vaglio delle autorità sanitarie e giudiziarie. La morte di Alessio Pio ha sconvolto la comunità di Zungri, quella di Tropea e l’intero territorio vibonese. Mentre si attendono le risposte dell’autopsia, l’Asp e la Procura stanno lavorando per ricostruire ogni passaggio della vicenda e chiarire come si sia sviluppata l’infezione che potrebbe avere coinvolto numerosi bambini della stessa struttura.