L’ondata di caldo che sta colpendo il Nord Africa continua a mettere in ginocchio Tunisia e Libia, aggravando il rischio incendi, mettendo sotto pressione le infrastrutture e causando interruzioni di acqua ed elettricità. In Tunisia, circa 4.400 ettari di foreste sono andati distrutti dagli incendi tra il 1° maggio e il 23 luglio 2026, secondo quanto dichiarato dal direttore generale delle foreste del ministero dell’Agricoltura, Mohamed Naoufel Ben Haha, all’agenzia di stampa Tap. Nello stesso periodo del 2025 erano bruciati 2.705 ettari, segno di un peggioramento significativo dell’emergenza. Le autorità tunisine hanno registrato 75 incendi boschivi e 108 roghi della macchia mediterranea, concentrati soprattutto nei governatorati di Zaghouan, Bizerte, Béja, Jendouba, Le Kef e Siliana. Particolarmente critica la situazione a Sakiet Sidi Youssef, dove le fiamme hanno già devastato circa 2mila ettari e l’incendio non è ancora stato completamente domato a causa dei forti venti.
Secondo Ben Haha, le cause dei roghi sono da ricondurre sia ad azioni umane, dolose o dovute a negligenza, sia alle temperature superiori ai +45°C che da oltre una settimana interessano il Paese. Il funzionario ha inoltre evidenziato la riduzione del personale impiegato nella lotta agli incendi, passato da 14mila agenti nel biennio 2022-2023 a circa 4 mila nel 2026. L’Istituto nazionale di meteorologia tunisino ha diramato per oggi, venerdì 24 luglio, un’allerta arancione per i governatorati di Gafsa, Tozeur, Kébili e Tataouine, mentre altre undici regioni sono state poste in allerta gialla.
Libia, Aziziya tocca i +50°C
Anche la Libia occidentale è investita da un’ondata di calore. La città di Aziziya, a circa 40 km a Sud/Ovest di Tripoli, ha registrato una temperatura di +50°C, il valore più elevato rilevato nel Paese dall’inizio di luglio, secondo il Centro meteorologico nazionale libico. In vaste aree dell’Ovest libico le temperature oscillano tra +44°C e +49°C a causa dell’afflusso di una massa d’aria molto calda. L’uso massiccio dei condizionatori ha fatto impennare la domanda di energia elettrica, mettendo sotto forte pressione la rete nazionale. Le autorità hanno disposto interruzioni programmate della corrente in diverse città, evidenziando le difficoltà del sistema elettrico nel far fronte ai consumi estivi e alle limitate capacità di generazione.
