In Abruzzo l’atmosfera è ormai una pentola a pressione: caldo intenso, umidità alle stelle e quella sensazione di afa opprimente che non molla neppure di notte. In queste ore si ‘schiuma’ sul versante centro-orientale abruzzese, dove l’aria calda e carica di vapore rende l’ambiente pesante e appiccicoso, con tassi di umidità relativa che superano facilmente l’80% lungo la fascia adriatica. Tanto calore significa tanta energia a disposizione: l’atmosfera diventa una sorta di ‘bomba’ pronta a esplodere non appena s’innesca la miccia, in questo caso anche il più blando sbuffo d’aria fresca in quota. Ed è proprio quel respiro più fresco e instabile che inizierà a farsi sentire dalla giornata di domani, martedì 21 luglio, quando il cielo potrà animarsi di nubi in rapido sviluppo e temporali improvvisi, soprattutto tra pomeriggio e sera.
Il contrasto tra il gran caldo diurno e le prime, leggere rinfrescate notturne sta già regalando fenomeni particolari sulle vallate interne. Stamattina, ad esempio, la Val di Sangro si è svegliata avvolta nella nebbia, quasi uno scenario autunnale in piena estate. Non si è trattato di un caso isolato, ma di un segnale chiaro delle condizioni che stiamo vivendo: suolo e aria hanno accumulato calore per giorni, mentre l’umidità è rimasta intrappolata nei bassi strati. Nelle ore notturne, complice la scarsa ventilazione e un minimo calo delle temperature, la colonna d’aria a contatto con il suolo ha raggiunto il punto di rugiada, il livello oltre il quale il vapore acqueo condensa in minuscole goccioline sospese. Da qui la nebbia da irraggiamento tipica delle valli, un velo biancastro che riduce la visibilità nelle prime ore del mattino, per poi dissolversi rapidamente sotto l’azione del sole.
È un paradosso solo apparente: di giorno afa, cieli spesso sereni e temperature che sfiorano o superano i 35 gradi, di notte banchi di nebbia nelle zone più depresse e meno ventilate. In realtà, è la stessa umidità che ci rende il caldo insopportabile a favorire la nascita della nebbia mattutina. Quando il suolo inizia a disperdere lentamente il calore accumulato, la temperatura dell’aria scende quel tanto che basta a saturarla, trasformando il vapore acqueo in goccioline visibili. È come se la valle, per alcune ore, ‘tirasse il freno’ alla calura trasformandola in un ‘sipario’ lattiginoso, pronto però a sollevarsi non appena i raggi del sole tornano a scaldare con decisione.
Nei prossimi giorni, con l’arrivo di un po’ di aria più fresca in quota e un maggiore rimescolamento dell’aria, la combinazione di caldo, umidità e instabilità potrebbe sfociare in temporali anche intensi, con colpi di vento e grandinate localizzate. Dopo l’afa, insomma, la ‘bomba’ atmosferica avrà finalmente modo di scaricare parte dell’energia accumulata, riportando un po’ di sollievo termico ma aprendo la porta a fenomeni talvolta violenti. Un’evoluzione da seguire con attenzione, perché proprio questi contrasti tra masse d’aria diverse sono il motore principale degli episodi convettivi più spettacolari, e talvolta più insidiosi, dell’estate mediterranea.
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