L’alimentazione sana entra negli ospedali italiani come strumento concreto di prevenzione. Con l’iniziativa “Campagna Amica per la Salute”, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia, per la prima volta nella storia della sanità nazionale pazienti, familiari, operatori sanitari e cittadini possono trovare all’interno di oltre 70 ospedali in tutta Italia prodotti agricoli freschi, locali, stagionali e tracciati. Il progetto nasce in risposta a una vera e propria emergenza sanitaria legata alla qualità del cibo e ai modelli di consumo. Dall’olio contraffatto che subisce manipolazioni e viene miscelato per essere venduto come extravergine, al grano trattato con glifosate in pre-raccolta, pratica consentita in altri Paesi extra-Ue e vietata in Italia, fino agli ultraformulati come energy drink, barrette proteiche, snack salati e merendine: al centro dell’iniziativa c’è la necessità di contrastare alimenti che possono ammalare e mettere seriamente a rischio la salute, soprattutto dei più giovani.
Campagna Amica per la Salute, cibo sano negli ospedali come primo fronte della prevenzione
Con Campagna Amica per la Salute, il cibo diventa parte integrante di una strategia di prevenzione fondata su prodotti agricoli sani, naturali, tracciati e di qualità. L’iniziativa sancisce una nuova alleanza tra agricoltura e medicina, con l’obiettivo di promuovere corretti modelli di consumo e valorizzare la Dieta Mediterranea come primo presidio di salute. All’interno degli ospedali aderenti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, arrivano i prodotti della rete di Campagna Amica, con un modello che punta a rendere più accessibili alimenti freschi, locali e stagionali anche nei luoghi della cura. L’obiettivo è integrare la cultura del cibo di qualità con la missione sanitaria, rafforzando il legame tra prevenzione, salute pubblica e filiera agricola italiana.
Il progetto parte dal Policlinico Gemelli di Roma
Ad aprire la giornata è stato l’incontro istituzionale al Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli IRCCS, primo ospedale ad avviare il progetto con Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia. All’appuntamento erano presenti i vertici dell’organizzazione agricola e della struttura sanitaria, insieme al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e al sindaco di Roma Roberto Gualtieri. In collegamento da tutta Italia anche sette ospedali, tra strutture pediatriche, universitarie e civili, a testimonianza della dimensione nazionale dell’iniziativa e del coinvolgimento del sistema sanitario in un progetto che punta a fare della prevenzione alimentare un modello diffuso.
Gasbarrini: “il cibo come parte della missione dell’ospedale moderno”
Il valore scientifico dell’iniziativa è stato sottolineato dal professor Antonio Gasbarrini, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Aletheia, che ha collegato il progetto alla centralità del microbioma e alla relazione tra alimentazione, ambiente e salute. “La scienza del microbioma ci ha mostrato che la salute non è soltanto l’assenza di malattia molecolare: è la resilienza di un ecosistema biologico complesso, plasmato da ciò che mangiamo, dall’ambiente in cui viviamo e dalle esperienze che attraversiamo. Portare un mercato agricolo in settanta ospedali italiani non è un gesto di comunicazione. È la dimostrazione che l’integrazione tra ambienti alimentari protettivi e infrastruttura sanitaria è possibile oggi, a scala nazionale, e che la prevenzione basata sull’evidenza biologica può diventare parte integrante della missione di un ospedale moderno”, dichiara il Prof. Antonio Gasbarrini — Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS; Presidente del Comitato Scientifico, Fondazione Aletheia.
Il Gemelli: “prevenzione attiva dentro le mura dell’ospedale”
Per la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, il progetto rappresenta un ampliamento della missione di cura, ricerca e innovazione. Il presidente Daniele Franco ha evidenziato il valore della prevenzione portata concretamente negli spazi ospedalieri attraverso il cibo di qualità. “Il Policlinico Gemelli è da sempre un luogo in cui la missione della cura si intreccia con quella della ricerca e dell’innovazione. La Salute Entra in Campo aggiunge una dimensione nuova e necessaria: la prevenzione attiva, portata dentro le mura dell’ospedale attraverso il linguaggio concreto del cibo di qualità. È un modello che siamo orgogliosi di ospitare e di promuovere”, dichiara Daniele Franco — Presidente Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Sulla stessa linea il Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Daniele Piacentini, che ha richiamato il valore quotidiano della prevenzione. “La salute si costruisce ogni giorno, non soltanto quando si è ammalati. Questa iniziativa trasforma l’ospedale in un ambiente che parla di benessere anche a chi è sano, a chi accompagna un familiare, a chi lavora qui ogni giorno. È un investimento sulla prevenzione che ha il merito della concretezza immediata”, dichiara Daniele Piacentini — Direttore Generale Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.
Campagna Amica: più di un mercato contadino negli ospedali
La presidente di Fondazione Campagna Amica – Terranostra, Dominga Cotarella, ha sottolineato come l’iniziativa porti negli ospedali non solo prodotti agricoli, ma una nuova idea di prevenzione attraverso il cibo. “Con Campagna Amica portiamo negli ospedali molto più di un mercato contadino. Portiamo un’idea nuova di prevenzione, fondata sull’incontro tra il lavoro degli agricoltori e quello dei medici. Diffondere la cultura del cibo sano significa ridurre i rischi per la salute e costruire un modello che mette al centro il benessere delle persone. Per questo il lavoro delle aziende agricole di Campagna Amica assume un valore che va ben oltre la produzione di alimenti: è un presidio di prevenzione. Nonostante le difficoltà causate dall’aumento dei costi, dalla crisi economica e dagli effetti sempre più pesanti della siccità, i nostri agricoltori continuano a garantire prodotti genuini, tracciabili e di qualità. Scegliere questi alimenti significa anche difendersi da tutto quel cibo che danneggia la salute dei cittadini”, sono le parole di Dominga Cotarella – Presidente Fondazione Campagna amica – Terranostra.
Coldiretti: “contro olio falso, grano trattato con glifosate e ultraformulati”
Per Coldiretti, la mobilitazione nasce dalla necessità di opporre al cibo manipolato, contraffatto o ultraformulato una filiera agricola capace di garantire qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare. Il Segretario Generale Vincenzo Gesmundo ha indicato nel cibo uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione. “Con questa iniziativa dimostriamo, grazie al contributo scientifico degli oltre 70 ospedali coinvolti, che il cibo rappresenta uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Il cibo che fa bene: sano, naturale, tracciato e di qualità. L’esatto contrario di quel cibo che ammala, frutto di manipolazioni e inganni, come l’olio venduto come extravergine senza esserlo, il grano trattato con glifosato che finisce sulle nostre tavole e tutti quei prodotti ultraformulati che danneggiano soprattutto i giovani. Questa grande mobilitazione culturale, che unisce medici e agricoltori, dimostra ancora una volta come Coldiretti si confermi una vera Forza Amica del Paese, con una filiera agricola italiana capace di rispondere con tempestività, responsabilità e coerenza a una crescente domanda di salute che arriva dalla società e trova pieno riscontro nella scienza”, dichiara Vincenzo Gesmundo — Segretario Generale Coldiretti.
Prandini: “una grande alleanza tra sanità, agricoltura, istituzioni, scuola e ricerca”
Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha rimarcato il ruolo degli agricoltori nella garanzia della qualità e della salubrità dei prodotti portati nei mercati, negli ospedali e nei luoghi di consumo. La rete capillare di Campagna Amica e il supporto scientifico degli ospedali coinvolti delineano, secondo Coldiretti, un modello destinato a consolidarsi a livello nazionale. “I nostri agricoltori possono garantire sulla qualità e quindi sulla salubrità dei prodotti che portano all’interno dei mercati, degli ospedali o in qualsiasi altro luogo. Questo progetto rappresenta una grande alleanza tra sanità, agricoltura, istituzioni, scuola e ricerca fondata su una convinzione semplice ma rivoluzionaria: investire nella prevenzione significa investire nel futuro del Paese. La nostra rete capillare e il supporto scientifico dimostrano la forza di questa iniziativa unica destinata a diventare un vero e proprio modello, con l’Italia che ancora una volta si conferma paese leader in Europa e nel mondo in fatto di cultura della sicurezza e qualità alimentare”, sono le parole di Ettore Prandini — Presidente Coldiretti.
Dieta Mediterranea, tracciabilità e sicurezza alimentare al centro della nuova alleanza
La nuova iniziativa mette al centro la Dieta Mediterranea, la valorizzazione dei prodotti agricoli italiani e la promozione di modelli alimentari corretti. In un contesto in cui crescono i rischi legati a prodotti manipolati, contraffatti o eccessivamente formulati, la presenza dei mercati di Campagna Amica negli ospedali rappresenta una risposta concreta fondata su prevenzione, informazione e accesso a cibi freschi e tracciati. La rete degli oltre 70 ospedali italiani coinvolti conferisce al progetto una dimensione nazionale. La partenza dal Policlinico Gemelli di Roma, con il coinvolgimento delle istituzioni, del mondo medico-scientifico e dell’agricoltura, segna l’avvio di un percorso che unisce salute pubblica, qualità alimentare e filiera agricola in una strategia comune contro il cibo che ammala e a favore del cibo sano come primo presidio di prevenzione.
