Campi Flegrei, nuovo sciame sismico: 13 scosse a Pozzuoli | DATI e MAPPE

L'Osservatorio Vesuviano ha confermato la fine della sequenza iniziata ieri, magnitudo massima pari a 1.6
Epicentro terremoto magnitudo 1.6
Epicentro terremoto magnitudo 1.6
Epicentro terremoto magnitudo 1.6

L’Osservatorio Vesuviano ha comunicato ufficialmente la conclusione di un nuovo sciame sismico che ha interessato l’area dei Campi Flegrei a partire dalle 16:57 di ieri 26 luglio 2026. La sequenza tellurica è stata costituita in via preliminare da 13 terremoti, tutti con magnitudo pari o superiore a 0.0 e con un picco massimo di magnitudo 1.6. L’attività si è svolta interamente a bassa profondità, come avviene di consueto nella caldera campana, senza provocare danni a strutture o persone.

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Le cause dei terremoti e il fenomeno del bradisismo

I terremoti che colpiscono quest’area della Campania sono direttamente legati alla particolare natura della caldera dei Campi Flegrei, una struttura vulcanica viva e dinamica. Il meccanismo principale alla base della sismicità locale è il bradisismo, un fenomeno di sollevamento o abbassamento del suolo generato dalla pressione dei fluidi idrotermali e dei gas presenti nel sottosuolo a circa 3 km o 4 km di profondità. Quando la pressione dei fluidi aumenta, la crosta terrestre superficiale viene sottoposta a uno sforzo meccanico crescente che ne provoca la fratturazione, originando le scosse di terremoto.

Questo processo causa continuamente piccoli eventi sismici concentrati in periodi circoscritti, definiti sciami sismici. La risalita di gas ad alta temperatura e l’interazione con le falde acquifere superficiali contribuiscono ad indebolire le rocce, rendendo l’area a Ovest di Napoli particolarmente soggetta a questi tremori ripetuti. Sebbene la maggior parte delle scosse presenti magnitudo contenuta, la loro frequenza e la ridotta profondità ipocentrale le rendono distintamente avvertibili dagli abitanti della zona compresa tra Pozzuoli, Bacoli e il quartiere di Bagnoli a Nord/Ovest del capoluogo partenopeo.

La sismicità storica e i grandi episodi del passato

La storia sismica dei Campi Flegrei è ricca di episodi documentati fin dall’antichità, con fasi di intensa attività alternate a periodi di relativa quiete. L’evento vulcanico e sismico più significativo dell’era moderna risale al 1538, quando dopo secoli di sollevamenti e continue scosse si verificò l’eruzione che portò alla formazione del Monte Nuovo. In quell’occasione, il suolo subì deformazioni imponenti, accompagnate da centinaia di terremoti che devastarono l’abitato di Pozzuoli e le aree circostanti.

Nel corso del XX secolo si sono registrate 2 crisi bradisismiche di grande rilievo. La 1ª crisi si è verificata tra il 1970 e il 1972, portando a un sollevamento del suolo di oltre 1 metro e al progressivo sgombero del rione Terra. La 2ª crisi, tra il 1982 e il 1984, ha visto il suolo sollevarsi di quasi 2 metri con oltre 10mila terremoti registrati in poco più di 2 anni, determinando l’evacuazione cautelativa di circa 40mila persone. Negli ultimi anni del XXI secolo la caldera ha mostrato una nuova fase di sollevamento progressivo, accompagnata da frequenti sciami sismici che continuano a essere monitorati 24 ore su 24 dalle reti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.