Ciciliano: “non c’è una maggiore quantità di incendi”

Il capo del dipartimento di protezione civile interviene a Roma per fare il punto sulla campagna antincendio boschivo, allungata fino al 15 ottobre, e ribadisce l'importanza della cura del territorio per evitare i disastri.

Gli incendi che stanno colpendo alcune aree del nostro Paese, in particolare al Nord, stanno sollevando preoccupazione nell’opinione pubblica. Tuttavia, la percezione del fenomeno non sempre coincide con i dati reali e con le statistiche storiche. A fare chiarezza su questa discrepanza è intervenuto direttamente il capo del dipartimento di protezione civile, Fabio Ciciliano, a margine della presentazione di Cap Rischio – Strategie di protezione civile per i territori 21-27, a Roma. Durante il suo intervento, Ciciliano ha delineato un quadro molto preciso della situazione attuale, rassicurando sui numeri complessivi ma lanciando al contempo un monito severo sull’importanza di non abbassare la guardia.

Il caso del Piemonte e i dati sui roghi

Per inquadrare meglio la situazione, il capo della protezione civile ha voluto fare un netto distinguo tra l’impatto mediatico di alcuni eventi e la mole complessiva delle fiamme sul territorio nazionale. “È vero che c’è stato maggiore caldo, non è vero che c’è stata una maggiore quantità di incendi. È ovvio che quelli che vengono messi in grandissima evidenza, come gli incendi che stanno interessando il Piemonte, fanno molta notizia perché sono grandi, durano tanto tempo e avvengono in una regione che normalmente non è abituata. Quello che fa più notizia spesso si confonde con una maggiore dimensione del fenomeno, in realtà in questo momento, auguriamoci che sia così, non si sono registrati numeri di incendi e impatti superiori a quelli che normalmente non se ne siano registrati negli scorsi anni“, ha dichiarato Ciciliano.

La campagna estiva e la cura del territorio

Per fronteggiare al meglio le eventuali criticità, la macchina organizzativa ha comunque potenziato i propri strumenti e i tempi di intervento. “La campagna d’antincendio boschivo, come l’anno scorso, anche quest’anno è stata allungata: dal 15 giugno al 15 ottobre. Questa è una cosa abbastanza importante perché significa, per esempio, ottenere nella disponibilità gli aeromobili che gli anni scorsi venivano tenuti in minore utilizzo“, ha evidenziato Ciciliano. Tuttavia, il dispiegamento di forze aeree e terrestri deve essere necessariamente accompagnato da una seria programmazione a monte. Ciciliano ricorda poi che la “gestione degli incendi boschivi e degli antincendi non si fa durante gli incendi, sono le gestioni ordinarie dei territori che debbono condurre alla realizzazione di soluzioni stabili. Non basta dire che ci sono dei cambiamenti climatici che quindi aumentano le temperature e rendono il clima maggiormente capace di dare incendio. La cosa importante è che proprio per questo motivo è necessario che i territori, le istituzioni, si muovano per prevenirli“.