Conservazione del nibbio reale: sinergia istituzionale tra Parco dell’Aspromonte e Parco della Murgia Materana

In Aspromonte il rilancio del nibbio reale: nel 2026 anche un esemplare nato in cattività in Basilicata tra i protagonisti del progetto LIFE MILVUS

Entro la prima metà di luglio 2026 è previsto un nuovo rilascio in natura di giovani nibbi reali nell’ambito del programma di reintroduzione della specie promosso dal Parco Nazionale dell’Aspromonte, all’interno del progetto europeo LIFE MILVUS cofinanziato dall’Unione Europea. L’iniziativa mira a riportare il nibbio reale nell’area aspromontana, dove la specie era scomparsa da decenni. Il piano si basa sul rilascio annuale di giovani esemplari provenienti da popolazioni “donatrici” di Svizzera, Corsica e Francia, grazie a una rete di collaborazione che coinvolge enti, associazioni e ornitologi europei.

Per l’edizione 2026, il team di LIFE MILVUS potrà contare anche su un esemplare di origine italiana, considerato particolarmente significativo. Si tratta di un giovane nibbio reale nato nel Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) della Riserva Lago di San Giuliano, gestito dall’Ente Parco della Murgia Materana. La nascita è avvenuta il 10 maggio 2026, quando si è verificata la schiusa di un uovo deposto da una coppia di nibbi reali non reintroduribili alla vita selvatica e ospitati in una voliera della struttura. Un evento raro, considerando la difficoltà con cui gli individui in cattività riescono a riprodursi.

Il risultato è stato possibile grazie al lavoro degli operatori Matteo Visceglia e Mariangela Francione, che gestiscono il CRAS San Giuliano con il supporto della veterinaria Olimpia Lai e dell’CERM – Centro Rapaci Minacciati, in stretta collaborazione con l’Ente Parco della Murgia Materana. Il giovane nibbio è già stato trasferito nel centro di ambientamento del Parco Nazionale dell’Aspromonte, dove attende il rilascio insieme agli altri esemplari previsti dal programma.

Non è la prima collaborazione tra la struttura lucana e il progetto LIFE MILVUS: in passato il centro ha infatti curato e riabilitato un nibbio reale ferito in seguito all’impatto con una pala eolica, successivamente reintrodotto in natura proprio in Aspromonte.

La sinergia istituzionale che si è creata tra i due Parchi – commenta il Commissario straordinario dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Renato Carullopotrà consolidarsi nei prossimi anni e dare un significativo contributo all’insediamento del nibbio reale in Aspromonte e, quindi, all’espansione dell’areale del nibbio reale in Italia, grazie anche al supporto dell’Unione Europea“.

Appare evidente il prezioso ruolo svolto dai centri di recupero della fauna selvatica: una coppia di nibbi reali, pur destinata a vivere in cattività, ha contribuito in modo determinante alla tutela della propria specie.