Il megarazzo Starship di SpaceX è pronto a solcare nuovamente i cieli, portando con sé le ambizioni dell’esplorazione futura verso la Luna e il resto del Sistema Solare. Il decollo del razzo più grande e potente mai costruito è programmato dalla base di Starbase situata nel Sud del Texas per giovedì 23 luglio, con una finestra di lancio di 90 minuti che si aprirà quando in Italia saranno le ore 00:45 di venerdì 24 luglio. Gli appassionati potranno seguire l’evento in diretta streaming a partire da 30 minuti prima del decollo, preparandosi ad assistere al 13° volo di questo gigante dei cieli, il 2° lancio del 2026. L’attesa è molto alta, soprattutto dopo che il 1° tentativo, previsto originariamente per il 16 luglio, è stato interrotto a un solo secondo dalla fine del conto alla rovescia. L’obiettivo dell’azienda è chiaro e audace, con il fine ultimo di rivoluzionare il trasporto verso lo Spazio profondo e rendere i viaggi interplanetari una realtà quotidiana nei prossimi decenni per tutta l’umanità.
Veicolo progettato per dominare lo Spazio
Starship è composto da uno stadio booster chiamato Super Heavy e da una navetta superiore nota semplicemente come Ship. Entrambi gli elementi sono realizzati in acciaio inossidabile e sono concepiti per essere completamente riutilizzabili in tempi rapidi. Questa imponente struttura supera i 122 metri di altezza ed è in grado di trasportare oltre 100 tonnellate in orbita terrestre a circa 400 km di quota. L’azienda ritiene che la combinazione di potenza e riutilizzabilità cambierà per sempre i viaggi nello Spazio, permettendo all’umanità di stabilire insediamenti stabili sulla Luna e su Marte. Questo veicolo è destinato a giocare un ruolo cruciale anche per la NASA, che prevede di utilizzare la Versione 3 per la missione Artemis III nel 2027 e per far sbarcare gli astronauti sulla Luna un anno dopo con la missione Artemis IV.
Successi passati e novità del 13° volo
Il modello V3 ha già dimostrato ottime capacità a maggio con il 12° volo, dispiegando con successo 22 carichi utili prima di rientrare intatto sulla Terra con un ammaraggio a Ovest dell’Australia. Tuttavia, il booster Super Heavy ha subito problemi ai motori durante il rientro, schiantandosi nel Golfo del Messico. Per il 13° volo, SpaceX manterrà la maggior parte degli obiettivi precedenti, introducendo alcune eccezioni. Il piano prevede che Super Heavy effettui un ammaraggio controllato nel Golfo del Messico a circa 7 minuti dal lancio. La navetta Ship punterà invece nuovamente a un ammaraggio nell’Oceano Indiano, al largo delle coste a Ovest dell’Australia, a circa 65 minuti dalla partenza. Durante la traiettoria suborbitale, la navetta rilascerà 20 satelliti Starlink V3 di nuova generazione, progettati per espandere enormemente la capacità della rete internet.
Futuro della rete e la sfida dello scudo termico
L’obiettivo a lungo termine di SpaceX è gestire fino a 100mila satelliti Starlink V3 in orbita bassa, un piano decisamente audace considerando che l’attuale mega costellazione ospita circa 10.800 veicoli. Questa impresa richiederà numerosissimi lanci, un carico di lavoro che supera persino le capacità dell’affidabile razzo Falcon 9, che ha volato 165 volte nel 2025. Ogni nuovo satellite V3 pesa ben 2mila kg e, durante questo test, i dispositivi rilasciati estenderanno i loro pannelli solari per tentare la connessione laser con il resto della rete, per poi distruggersi nel rientro atmosferico circa 20 minuti dopo. Ben 6 dei 20 satelliti sono equipaggiati con telecamere speciali che scansioneranno e studieranno le piastrelle dello scudo termico della navetta Ship. L’azienda raccoglierà dati cruciali sulle prestazioni dello scudo termico, che dovrà sopportare temperature fino a 1400°C e sarà dotato di sensori per misurare i carichi strutturali in ascesa verso lo Spazio.
