La domenica di San Fermín è stata segnata dalla corsa dei tori della ganadería La Palmosilla, protagonisti di un encierro veloce e ricco di momenti di tensione lungo le strade di Pamplona, in Spagna. Gli animali hanno completato il percorso in 2 minuti e 23 secondi, appena un secondo in meno rispetto alla prestazione dell’anno precedente. La partecipazione di La Palmosilla era particolarmente attesa dopo l’encierro dello scorso anno, quando un toro nero della stessa mandria fu protagonista di una delle scene più pericolose della festa: durante la corsa nella zona di Santo Domingo, l’animale ha sollevato in aria un corridore.
Questa volta il bilancio provvisorio è di 9 feriti, tra cui una persona colpita da una cornata al gomito. Gli altri 8 partecipanti hanno riportato contusioni di diversa entità. Secondo il rapporto iniziale degli organizzatori, gli interventi sanitari si sono concentrati in diversi punti del percorso. A Santo Domingo è stato registrato un trauma toracico, mentre nella zona di Mercaderes un corridore ha riportato una contusione a una gamba. In Estafeta sono state necessari 4 interventi: 2 per problemi ai piedi, una per un colpo al gomito e una per una lesione alla spalla. Si è verificata una contusione cranio-facciale, mentre l’ultimo episodio si è verificato nell’arena, dove un partecipante ha riportato una ferita penetrante al gomito causata da una cornata.
Anche in questa occasione i tori hanno confermato alcune delle caratteristiche che li avevano contraddistinti nelle partecipazioni precedenti: una corsa generalmente rapida e compatta, ma sempre accompagnata dal rischio tipico dell’encierro di Pamplona, uno degli appuntamenti più celebri e controversi delle celebrazioni di San Fermín.
