Cosa c’entra il vortice polare con le ondate di caldo? La risposta è nelle onde di Rossby e nei blocchi atmosferici

L'indebolimento del vortice polare può rendere la corrente a getto più ondulata, favorendo blocchi atmosferici persistenti responsabili di ondate di caldo o fasi di maltempo prolungate

C’è un legame tra vortice polare, onde planetarie e situazioni di blocco atmosferico, ma non va interpretato in modo diretto o addirittura automatico. Quando il vortice polare si indebolisce o si disorganizza, la circolazione atmosferica alle medie latitudini tende spesso a diventare più ondulata, con una corrente a getto meno tesa e più sinuosa. In questo contesto possono formarsi blocchi anticiclonici più persistenti, capaci di favorire lunghe fasi di stabilità, caldo intenso o, in altri casi, anche irruzioni fredde anomale. Le onde planetarie, note anche come onde di Rossby, sono infatti una componente naturale della circolazione atmosferica. Quando però diventano più ampie e lente, possono contribuire a fissare per diversi giorni la configurazione barica su una determinata area. È proprio questo meccanismo a rendere più probabili gli episodi di ‘stallo’, con un promontorio anticiclonico che resta ancorato sulle stesse zone e che ‘devia’ le perturbazioni altrove. Per questo motivo, un vortice polare debole può essere considerato uno dei fattori che rendono più favorevoli le configurazioni di blocco, ma non è l’unica causa e non spiega da solo tutte le ondate di caldo. In meteorologia, infatti, contano anche la posizione della corrente a getto, la disposizione delle onde planetarie e l’interazione con altre figure atmosferiche su scala emisferica.

In sintesi, la presenza di un vortice polare forte e compatto tende a mantenere confinate le masse d’aria gelida alle alte latitudini, sostenendo così una circolazione atmosferica occidentale più ordinata, lineare e scorrevole. Al contrario, quando il vortice polare subisce un indebolimento o una vera e propria frammentazione, la corrente a getto che lo cinge rallenta e inizia a deviare vistosamente. Questo scenario apre la strada a una dinamica atmosferica molto più ondulata, caratterizzata da ampi scambi meridiani in cui l’aria fredda scende verso sud e l’aria calda sale verso il polo. Tale configurazione è decisamente più favorevole all’instaurarsi di situazioni di stallo meteorologico, più note come blocchi atmosferici, che possono far persistere lo stesso tipo di tempo, sia esso maltempo estremo o caldo anomalo, sulla medesima regione per intere settimane.