Si è tenuta oggi a Roma, presso la Camera dei deputati, l’iniziativa “Le tecnologie dello spazio e il governo del territorio”, un importante momento di confronto tra i principali protagonisti italiani della Space Economy, dell’Osservazione della Terra e dell’innovazione digitale. Al centro del dibattito, il ruolo strategico dei fondi PNRR e del programma Iride, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella gestione delle emergenze ambientali e la necessità di creare un mercato sostenibile, capace di valorizzare le eccellenze scientifiche e industriali del nostro Paese. Di seguito, i vari interventi.
Tartaglia Polcini: “momento propizio grazie a tecnologie di Osservazione della Terra e AI”
”Grazie alla convergenza di situazioni che si sono verificate in questi ultimi due anni nel settore della Space Economy, il momento è propizio. Abbiamo infatti una disponibilità crescente di tecnologie di osservazione della Terra e abbiamo l’arrivo ormai prorompente delle funzionalità e dei processi di intelligenza artificiale, che possono migliorare quanto prima era considerato soltanto un indizio di un elemento di allarme sul territorio”, ha affermato Roberto Tartaglia Polcini, CEO MapSat e Presidente Consiglio di amministrazione GeneGis GI. ”Ora, queste informazioni vanno messe a disposizione degli utenti, degli operatori e della governance del territorio in modo fruibile, sostenibile ed immediato – aggiunge – per far sì che possano utilizzarle per prendere le decisioni più importanti su quel tema operativo”.
”Il PNRR è servito per finanziare il salto di qualità italiano nella Space Economy. Grazie al PNRR e al progetto Iride, l’Italia ha scalato la classifica delle potenze spaziali – conclude – Questo non significa che il lavoro è finito: abbiamo un’autostrada, adesso la dobbiamo mantenere e, soprattutto, la dobbiamo far frequentare. Bisogna coltivare il mercato, promuovere regole che incentivino l’utilizzo dei dati satellitari al servizio del territorio e fare formazione sugli operatori che lo dovranno utilizzare”.
Gualandris: “l’Italia è leader nell’Osservazione della Terra, ma va fermata la fuga dei talenti”
”L’Italia si sta muovendo nelle politiche dello spazio puntando in modo particolare sull’Osservazione della Terra, dall’ottico all’infrarosso, fino alle tecnologie multispettrali e radar. Siamo uno dei Paesi più importanti al mondo in questo ambito e realtà come GeneGis rappresentano un’eccellenza perché sanno utilizzare queste tecnologie per supportare concretamente lo sviluppo del Paese”, ha detto Stefano Gualandris, consigliere di amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e consigliere per l’aerospazio e la difesa del Ministro dell’Economia e delle Finanze, partecipando alla prima sessione pomeridiana dedicata agli attori delle politiche per lo spazio. Nel corso dell’incontro Gualandris ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di valorizzare i giovani professionisti del comparto, sottolineando come l’Italia continui a formare figure altamente qualificate grazie ai propri politecnici e alle università. “Il problema è che spesso li stiamo facendo scappare per la questione degli stipendi. All’estero trovano offerte più allettanti e percorsi di carriera più rapidi”, ha osservato.
Secondo Gualandris, è quindi necessario rafforzare gli strumenti di sostegno pubblico per favorire la permanenza dei talenti nel sistema industriale nazionale. “A livello governativo dobbiamo incentivare sempre di più i ragazzi che formiamo nelle nostre università a crescere nelle aziende italiane, valorizzando fin da subito le loro competenze, anziché recuperarli molti anni dopo quando hanno già maturato esperienze all’estero“, ha concluso.
Curcio: “dati spaziali preziosi per operatività emergenziale”
‘‘Il sistema emergenziale di ricostruzione ben conosce l’utilità dei servizi e dei dati spaziali. Il loro utilizzo nell’attività operativa emergenziale e di ricostruzione non è infatti una novità, utilizziamo infatti i dati spaziali integrati con i dati dei sensori on-site ormai da diversi anni. Questo aspetto del percorso”, ossia quello legato all’impiego della tecnologia e all’uso dato ‘‘si sta sviluppando sempre di più con le risorse che sono arrivate”, ha affermato Fabrizio Curcio, Commissario straordinario di governo Alluvione Emilia Romagna, Toscana e Marche. ”Il programma Iride, che integra il sistema Copernicus europeo, è un programma nato con i fondi del PNRR. Più risorse portano ad avere più possibilità, più tecnologia e, chiaramente, più servizi – aggiunge – Integrare i dati on-site con quelli spaziali fornisce, ad esempio nelle aree allagate, uno spettro di informazioni molto importante, utile sia nella fase emergenziale che nella fase di programmazione e pianificazione del territorio”. ”Lo sforzo che il Paese ha fatto per arrivare a questo livello di tecnologia necessita poi di essere mantenuto. Al di là della tecnologia, il tema centrale è la capacità di trasformare i dati in decisioni per il governo del territorio. Le informazioni, da sole, non bastano: devono tradursi in interventi concreti nell’interesse pubblico”.
Cincotti (Genegis): “impegnati nella diffusione di servizi legati alle tecnologie spaziali”
”Le tecnologie avanzano in maniera impetuosa e, negli ultimi anni, queste sono diventate fruibili da parte di aziende, piccole e grandi, e della pubblica amministrazione. Noi cerchiamo di dare un contributo alla diffusione di questi servizi”, ha affermato Salvatore Cincotti, fondatore e Presidente Gruppo GeneGis e presidente MapSat. Un esempio della capillarità raggiunta da queste tecnologie ”è l’utilizzo degli smartphone, che consente di poter conoscere quasi in tempo reale le situazioni aggiornate. Così – spiega Cincotti – la tecnologia spaziale, satellitare e la gestione del territorio sono entrati nella vita di tutti. Noi contribuiremo a far sì che questo sviluppo arrivi sempre di più a livello del singolo”. ”La situazione geopolitica in questo momento è molto complessa. Come Italia rivestiamo un ruolo importante nello scacchiere europeo, siamo infatti tra i maggiori investitori nel settore anche dal punto vista tecnologico, nonché i maggiori contributori e fornitori di servizi del settore. L’Europa deve cercare di avere anche nello spazio una propria autonomia – aggiunge – Con i partner internazionali, in particolare con gli Stati Uniti, dobbiamo avere una collaborazione sempre più proattiva, per far sì che le nostre tecnologie e le nostre imprese non vengano schiacciate”.
”Gli investimenti che l’Italia ha fatto nel settore dello spazio grazie ai fondi del PNRR sicuramente vedranno delle grosse ricadute nei prossimi anni – conclude – Noi, nel nostro piccolo, cercheremo di partecipare ai progetti esecutivi che serviranno per rendere fruibili da parte di tutti i servizi messi a disposizione dalle infrastrutture e dai fondi del PNRR”.
