La crescita dei data center in Italia entra in una nuova fase regolatoria. Il settore, spinto dall’aumento della domanda di infrastrutture digitali, intelligenza artificiale e servizi cloud, sta attirando investimenti senza precedenti per dimensione e concentrazione di capitale. In particolare, la Lombardia è diventata il principale polo di attrazione per nuovi progetti, ma il rapido sviluppo delle strutture sta generando interrogativi legati all’impatto ambientale, al consumo di risorse e alla capacità delle infrastrutture locali di sostenere nuovi grandi insediamenti. Secondo quanto riportato da Il Foglio, “per tasso di crescita e concentrazione di capitale sui singoli progetti il flusso di investimenti sui data center non ha rivali”. Una dinamica che sta trasformando il mercato delle infrastrutture tecnologiche, ma che ha portato anche alla necessità di definire criteri più stringenti per accompagnare gli investimenti senza compromettere l’equilibrio dei territori coinvolti.
Il boom dei data center in Lombardia e le preoccupazioni sul territorio
La concentrazione degli investimenti sui data center in Lombardia ha acceso il dibattito tra istituzioni, operatori economici e comitati locali. La crescita delle strutture dedicate all’elaborazione e alla conservazione dei dati comporta infatti importanti esigenze energetiche e idriche, oltre alla necessità di individuare nuove aree disponibili per ospitare gli impianti. “La concentrazione degli investimenti sulla Lombardia ha generato le reazioni dei comitati non solo per i rischi legati al consumo di suolo, ma anche per l’impatto sulle reti energetiche e idriche dovuto ai grandi fabbisogni di Energia e acqua che i data center comportano”. Il tema centrale riguarda quindi la gestione dell’espansione del comparto: da una parte la necessità di favorire investimenti strategici per la trasformazione digitale, dall’altra l’esigenza di evitare che la crescita delle infrastrutture tecnologiche produca pressioni eccessive sulle risorse ambientali e sui servizi locali.
La nuova normativa lombarda sui data center: incentivi e vincoli per gli investitori
Per affrontare queste criticità è entrata in vigore una nuova disciplina regionale. “Entrata in vigore lo scorso 20 giugno, cerca di mixare carota e bastone e si prefigge uno sviluppo ordinato degli investimenti senza nuocere al territorio”. La normativa voluta dalla Regione Lombardia punta quindi a creare un modello di sviluppo più sostenibile per i nuovi data center, introducendo criteri ambientali e territoriali più rigorosi. L’obiettivo è favorire la realizzazione degli impianti in contesti compatibili, evitando una crescita non pianificata e riducendo gli effetti negativi sulle comunità locali. Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio in cui le amministrazioni regionali cercano di conciliare la necessità di attrarre investimenti tecnologici con la tutela del territorio e delle risorse naturali.
Energia rinnovabile obbligatoria e stop all’uso degli acquedotti pubblici per il raffreddamento
Uno degli aspetti più rilevanti della nuova disciplina riguarda il consumo energetico dei data center, strutture caratterizzate da un elevato fabbisogno di elettricità per il funzionamento continuo dei server e degli impianti di raffreddamento. “Anche in tema di consumo energetico le disposizioni volute dal governatore Attilio Fontana e affidate all’assessore competente Massimo Sertori obbligano gli investitori a utilizzare esclusivamente Energia prodotta da fonti rinnovabili”. La scelta della Lombardia è quella di vincolare gli operatori all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, riducendo così l’impatto ambientale legato al funzionamento delle infrastrutture digitali. La norma introduce inoltre un limite specifico sul consumo di acqua. “E comprendono anche il divieto di far ricorso agli acquedotti pubblici per raffreddare i server”. Il raffreddamento rappresenta infatti una delle principali criticità ambientali associate ai centri di elaborazione dati, soprattutto in presenza di strutture di grandi dimensioni. La limitazione all’utilizzo degli acquedotti pubblici mira a proteggere le risorse idriche destinate agli usi civili e a incentivare soluzioni tecnologiche alternative.
Il recupero del calore dei server entra nei nuovi obblighi ambientali
Tra le misure previste dalla Regione Lombardia figura anche il recupero del calore prodotto durante il funzionamento dei server. I data center, infatti, generano grandi quantità di calore residuo che normalmente viene disperso attraverso i sistemi di raffreddamento. “Infine è previsto l’uso di tecnologie di recupero del calore residuo per convogliarlo verso le reti locali di teleriscaldamento”. L’integrazione con le reti di teleriscaldamento punta a trasformare un sottoprodotto del funzionamento dei centri dati in una risorsa energetica utile per il territorio. Una soluzione che rientra nelle strategie di economia circolare applicate alle infrastrutture digitali e che potrebbe contribuire a migliorare l’efficienza complessiva degli impianti.
Aree industriali dismesse e nuove regole anche in Piemonte
Un altro elemento centrale della nuova impostazione riguarda la localizzazione dei futuri insediamenti. Le prime indicazioni prevedono una mappatura delle aree disponibili, con una preferenza per siti già compromessi dal punto di vista urbanistico. “Dalle prime indicazioni ci sarà una mappatura delle aree e le zone preferenziali saranno quelle di aree industriali dismesse mentre saranno esclusi parchi e riserve naturali”. La scelta di privilegiare le aree industriali dismesse punta a limitare il consumo di nuovo suolo e a favorire la riqualificazione di spazi già esistenti. Parallelamente, l’esclusione di parchi e riserve naturali introduce un principio di maggiore tutela delle aree caratterizzate da particolare valore ambientale. Il modello lombardo potrebbe inoltre essere seguito da altre regioni interessate dalla crescita del settore. “E anche in Piemonte gli investitori saranno obbligati a usare le fonti rinnovabili e i sistemi di raffreddamento a basso contenuto idrico”.
Data center sostenibili: la nuova sfida per l’espansione digitale italiana
La regolamentazione dei data center in Lombardia segna un passaggio importante nel rapporto tra innovazione digitale e sostenibilità ambientale. La crescita del settore resta una priorità strategica per lo sviluppo tecnologico ed economico, ma le nuove norme introducono criteri più severi per garantire che gli investimenti siano compatibili con le esigenze energetiche, idriche e territoriali. La sfida sarà ora quella di mantenere attrattivo il territorio per i grandi operatori tecnologici, assicurando allo stesso tempo che la realizzazione delle nuove infrastrutture avvenga secondo criteri di sostenibilità, efficienza e tutela delle risorse locali.
