Domani la Terra raggiunge la massima distanza dal Sole: ecco cosa succede all’afelio

Domani il nostro pianeta tocca il punto più lontano della sua orbita. Scopriamo perché questo evento non influenza le temperature estive e come altera la durata delle stagioni

Domani, 6 luglio, il nostro pianeta raggiungerà l’afelio, ovvero il punto della sua orbita più distante in assoluto dal Sole. Questo affascinante evento astronomico si verificherà esattamente alle 17:30 UTC, momento in cui la Terra si troverà a ben 152.087.774 km dalla nostra stella. La parola stessa deriva dal greco antico “apo“, che significa lontano, ed “helios“, che indica la divinità del Sole. Sebbene l’orbita terrestre sia quasi circolare, la sua leggera eccentricità determina una variazione di distanza di poco superiore al 3% nel corso di un intero anno. Attualmente ci troviamo a circa 5 milioni di km più lontani dal Sole rispetto a quanto saremo tra 6 mesi, una differenza davvero minima se confrontata con la distanza media di 150 milioni di km che caratterizza il nostro continuo viaggio nello Spazio.

Il vero motore delle stagioni nell’Emisfero Nord e Sud

Molte persone credono erroneamente che la vicinanza o la lontananza dal Sole determini il clima e l’alternarsi dei periodi caldi e freddi. In realtà, ci troviamo nel punto più lontano proprio nel pieno dell’estate dell’Emisfero Nord e nel cuore dell’inverno dell’Emisfero Sud. Il susseguirsi delle stagioni deriva esclusivamente dall’inclinazione dell’asse terrestre. In questo periodo dell’anno, la parte settentrionale del globo è maggiormente inclinata verso il Sole, ricevendone i raggi in modo molto più diretto e concentrato. Al contrario, la parte meridionale del pianeta è inclinata nella direzione opposta, ricevendo una luce solare più indiretta che genera le temperature più rigide tipiche della stagione invernale.

Perché l’estate è la stagione più lunga

La variazione della distanza dal Sole gioca comunque un ruolo cruciale su un altro aspetto fondamentale del nostro calendario astronomico. Quando la Terra si trova all’afelio, e quindi alla massima distanza possibile, viaggia lungo la sua orbita alla velocità più bassa di tutto l’anno. Questo rallentamento ha una conseguenza diretta e molto interessante: rende l’estate la stagione in assoluto più lunga per chi vive nell’Emisfero Nord e, parallelamente, allunga al massimo l’inverno nella metà meridionale del globo. Di contro, l’inverno boreale e l’estate australe risultano essere le stagioni più brevi, con una differenza di durata che sfiora i 5 giorni.

Il legame con il Solstizio

Il fatto che l’afelio si verifichi all’inizio del mese di luglio, circa 2 settimane dopo il Solstizio di giugno, potrebbe sembrare una regola astronomica fissa, eppure si tratta di una pura coincidenza temporale. A causa delle continue variazioni nell’eccentricità dell’orbita terrestre, queste date subiscono un lento ma inesorabile spostamento nel corso del tempo. Basti pensare che nell’anno 1246 il passaggio al perielio, ovvero il punto più vicino alla nostra stella, coincideva esattamente con la giornata del Solstizio di dicembre. Da quel momento storico, le date hanno iniziato a slittare di un giorno ogni 58 anni. I calcoli dei matematici e degli astronomi indicano chiaramente che nell’anno 6430, tra oltre 4mila anni, il perielio finirà per coincidere con l’Equinozio di marzo, rivoluzionando di nuovo i riferimenti stagionali all’interno del Sistema Solare.