Il nostro pianeta si prepara a un doppio incontro ravvicinato con l’attività della nostra stella nelle giornate del 23 e 24 luglio. Secondo gli ultimi modelli previsionali elaborati dagli esperti dello Space Weather Prediction Center della NOAA, 2 distinte espulsioni di massa coronale (CME) di lieve entità sono in viaggio nello Spazio verso la Terra. Sebbene si tratti di eventi minori, l’impatto combinato di queste 2 bolle di plasma potrebbe sfiorare la magnetosfera terrestre con un vero e proprio effetto cumulativo. Se entrambe le nubi di particelle dovessero entrare in contatto con il nostro scudo magnetico nelle prossime ore, potrebbero scatenare una tempesta geomagnetica classe G1.
Cos’è una espulsione di massa coronale e come si genera
Per comprendere la natura di questo fenomeno meteorologico spaziale, occorre guardare da vicino il funzionamento del Sole. Una espulsione di massa coronale, nota con l’acronimo inglese CME, consiste in un gigantesco rilascio di plasma e campo magnetico dalla corona solare verso l’esterno. La corona rappresenta la parte più esterna e calda dell’atmosfera del Sole, dove le linee del campo magnetico vengono continuamente intrecciate, tese e spezzate dall’intensa dinamica interna. Quando queste linee magnetiche si riallineano rilasciando enormi quantità di energia, espellono nello Spazio miliardi di tonnellate di materia gassosa ionizzata, composta principalmente da elettroni e protoni. Questa nube viaggia a velocità impressionanti, comprese tra poche centinaia e oltre 3mila km/s. Se la direzione dell’esplosione intercetta la Terra, il flusso di particelle impiega da 1 a 3 giorni per coprire la distanza che ci separa dalla nostra stella.
Cos’è una tempesta geomagnetica e quali effetti produce sulla Terra
Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea della magnetosfera terrestre, causata dall’interazione tra il vento solare potenziato e il campo magnetico del nostro pianeta. Quando la nube di plasma carica di energia giunge a destinazione, urta con violenza contro lo scudo protettivo naturale della Terra, trasferendo energia e comprimendo la magnetosfera sul lato esposto al Sole. Le variazioni magnetiche generate da questo scontro innescano intense correnti elettriche nell’alta atmosfera. Gli scienziati classificano le tempeste geomagnetiche su una scala che va da G1 a G5. La classe G1 rappresenta il livello più contenuto della scala, ma include comunque effetti visibili e misurabili. Durante un evento G1, si possono verificare deboli fluttuazioni nelle frequenze delle reti elettriche, scostamenti minimi nelle operazioni dei satelliti in orbita e la comparsa di affascinanti aurore polari visibili principalmente nelle regioni polari.
