La Romania ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore russo dopo l’abbattimento di un drone entrato nello spazio aereo nazionale. L’episodio, avvenuto sul Mar Nero, rappresenta un nuovo momento di forte tensione nei rapporti tra Bucarest e Mosca e conferma la crescente preoccupazione per le incursioni di velivoli senza pilota registrate lungo il confine orientale della Nato. A intercettare e abbattere il drone è stato un caccia F-16 romeno, entrato in azione dopo che il velivolo aveva violato lo spazio aereo del Paese. L’operazione è stata confermata dal ministro della Difesa rumeno, Radu Miruta, che ha ricostruito la dinamica attraverso un messaggio pubblicato su Facebook. L’abbattimento è avvenuto appena cinque minuti dopo l’ingresso del drone nello spazio aereo romeno, a testimonianza dell’elevato livello di attenzione mantenuto dalle forze armate del Paese nell’area del Mar Nero.
Drone abbattuto dalla Romania, l’intervento del caccia F-16 sul Mar Nero
Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa, il drone è stato individuato mentre attraversava lo spazio aereo della Romania. A quel punto è stato disposto l’intervento di un F-16, che ha intercettato il velivolo e lo ha abbattuto sul Mar Nero. “Un caccia F-16 romeno ha abbattuto un drone sul Mar Nero, cinque minuti dopo che quest’ultimo era entrato nello spazio aereo del Paese”, ha dichiarato su Facebook il ministro della Difesa rumeno, Radu Miruta. La rapidità dell’intervento segnala un cambiamento significativo nella gestione delle incursioni aeree da parte di Bucarest. La Romania aveva infatti già subito frequenti intrusioni di droni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, avviata nel 2022, senza però procedere all’abbattimento dei velivoli individuati. La situazione è cambiata negli ultimi giorni. Quello abbattuto oggi è infatti il terzo drone neutralizzato in altrettanti giorni dalle forze armate del Paese membro dell’Alleanza Atlantica. Una sequenza ravvicinata che ha spinto il governo romeno ad affiancare alla risposta militare anche un’iniziativa diplomatica nei confronti della Russia.
Romania convoca l’ambasciatore russo dopo le ripetute violazioni
In seguito all’ultimo episodio, il governo della Romania ha deciso di convocare l’ambasciatore russo per chiedere chiarimenti sulle incursioni registrate nello spazio aereo nazionale. La decisione è stata annunciata dal ministro degli Esteri romeno, Oana Toiu, che ha parlato esplicitamente di “ripetute violazioni”. La convocazione dell’ambasciatore costituisce una protesta formale da parte di Bucarest e rende evidente la gravità con cui le autorità romene stanno valutando gli ultimi episodi. Il governo considera le incursioni non come eventi isolati, ma come una serie di violazioni che coinvolgono direttamente la sicurezza e la sovranità territoriale del Paese. L’iniziativa diplomatica arriva dopo tre abbattimenti consecutivi e accompagna il rafforzamento delle attività di sorveglianza e difesa dello spazio aereo romeno. La presenza di droni nelle vicinanze del territorio nazionale è diventata una questione sempre più delicata dall’inizio della guerra in Ucraina, soprattutto nelle aree affacciate sul Mar Nero.
Tre droni abbattuti in tre giorni dalle forze armate romene
Il dato più rilevante riguarda la frequenza degli ultimi interventi. Le forze armate della Romania hanno abbattuto un terzo drone in tre giorni, una sequenza che segna una netta discontinuità rispetto agli anni precedenti. Dal 2022, anno dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, Bucarest aveva segnalato frequenti incursioni di droni. Fino a venerdì, tuttavia, nessuno di questi velivoli era stato abbattuto dalle forze armate romene. L’azione compiuta dal caccia F-16 sul Mar Nero dimostra quindi che le autorità militari hanno adottato una risposta più immediata di fronte alle violazioni dello spazio aereo. Il drone è rimasto all’interno del territorio nazionale per appena cinque minuti prima di essere neutralizzato. L’intervento militare e la convocazione dell’ambasciatore russo costituiscono due aspetti della stessa risposta: da una parte la protezione dello spazio aereo attraverso l’impiego dei caccia, dall’altra la protesta ufficiale nei confronti di Mosca per episodi giudicati ripetuti e inaccettabili.
